La casa degli sguardi

Daniele Mencarelli

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 13 febbraio 2018
Pagine: 228 p., Rilegato
  • EAN: 9788804685760
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Descrizione

Con la lingua precisa e affilata del poeta, Daniele Mencarelli ci offre con grazia cruda il racconto coraggioso del rifugio cercato nell'alcol, della spirale di solitudine, prostrazione e vergogna di quegli anni bui, e della progressiva liberazione dalla sofferenza fino alla straordinaria rinascita.

"Si parli, semmai, di fragilità, di esseri nati con la pelle più sottile, un bassissimo numero di anticorpi a ogni bene e male del mondo, dal dolore alla tenerezza, malinconia e amore compresi. Persone che le inchiodi con poco, basta un fiore per bucargli la pelle."

Daniele è un giovane poeta oppresso da un affanno sconosciuto, "una malattia invisibile all'altezza del cuore, o del cervello". Si rifiuta di obbedire automaticamente ai riti cui sembra sottostare l'umanità: trovare un lavoro, farsi una famiglia... la sua vita è attratta piuttosto dal gorgo del vuoto, e da quattro anni è in caduta "precisa come un tuffo da olimpionico". Non ha più nemmeno la forza di scrivere, e la sua esistenza sembra priva di uno scopo. È per i suoi genitori che Daniele prova a chiedere aiuto, deve riuscire a sopravvivere, lo farà attraverso il lavoro. Il 3 marzo del 1999 firma un contratto con una cooperativa legata all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. In questa "casa" speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perché, se la sofferenza pare essere l'unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa? Le risposte arriveranno, al di là di qualsiasi retorica e con deflagrante potenza, dall'esperienza quotidiana di fatica e solidarietà tra compagni di lavoro, in un luogo come il Bambino Gesù, in cui l'essenza della vita si mostra in tutta la sua brutalità e negli squarci di inattesa bellezza. Qui Daniele sentirà dentro di sé un invito sempre più imperioso a non chiudere gli occhi, e lo accoglierà come un dono.

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Recensioni dei clienti

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    RossaMina

    20/09/2018 06:48:49

    Un poeta caduto in vari tunnel di perdizione anche per la sua sensibilità, e sempre per questa sensibilità risalito anche "grazie" alle atrocità viste al Bambin Gesù.

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    roberta

    26/07/2018 18:33:04

    Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico. (Paul Sweeney) Ho cercato questo famoso aforisma perché ha le parole che meglio di tutto commentano questo libro... Daniele Mencarelli scrive divinamente e leggendo ti sembra più di essere accanto ad un amico che ti sta veramente raccontando di se'... ti emoziona e ti commuove... un libro da pelle d'oca

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Non è un risveglio. È un sussulto. Ogni mattina mi ritrovo dritto sul letto, con l'affanno in gola, il cuore accelerato, il corpo preso da un tremore continuo, un delirio di movimenti. "Non ricordo nulla." È la frase che mi ripeto tutte le mattine. "Non ricordare nulla." È il mio obiettivo della sera. Mi alzo a scatti, un automa senza coordinazione né coordinate, ho i pantaloni pieni di piscio, scanso col piede il pitale che mia madre mette accanto al letto, è vuoto, come sempre. Sono le sei di mattina, respiro come appena riemerso da un oceano nero, senza suoni né sogni. Lei sta lì, addormentata sui tre gradini che portano alla mia stanza. Come si possa dormire su tre gradini lo sa solo la disperazione. Mia madre è una rabdomante sfortunata, la sua acqua sono tre figli da custodire, ma uno, l'ultimo, le è uscito con una malattia invisibile all'altezza del cervello, o del cuore, o di tutto il sangue che gli circola nel corpo. Mia madre si tira su che smania dal dolore, ha un braccio addormentato, la postura di una contorsionista a fine spettacolo, mi guarda come sperando qualcosa, una novità che non s'avvera.