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La casa del sonno - Jonathan Coe - copertina

La casa del sonno

Jonathan Coe

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Traduttore: Domenico Scarpa
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24 gennaio 2013
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788807881404
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La casa del sonno

Jonathan Coe

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Cuore di questo romanzo è un edificio abbarbicato in cima a uno scoglio a picco sull'oceano: la "casa del sonno" del titolo. Nei primi anni Ottanta è un alloggio per studenti universitari. E' qui che si incontrano, si sfiorano o s'ignorano i destini dei personaggi.
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    Giorgia

    25/09/2019 16:28:31

    Libro sublime! Scorre come un fiume in piena, ti trascina lungo il percorso quasi in apnea, ricco di colpi di scena! Assolutamente da leggere!

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    giulia

    24/09/2019 14:11:51

    Romanzo interessante con vari temi affrontati, come problemi del sonno e sui sogni stessi. Molto molto bello.

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    Francesca

    23/09/2019 13:06:27

    Il finale, gli intrecci tra i personaggi e la trama in linea generale sono piuttosto prevedibili e non particolarmente originali, ma ad essere originale è lo sviluppo narrativo non lineare e i due piani temporali in cui si dipana la storia che lo rendono un romanzo originale e di piacevole lettura

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    giadam

    20/09/2019 17:10:03

    Non è il primo libro di Jonathan Coe che ho letto, ma è quello che lo ha consacrato tra i miei autori preferiti! La struttura narrativa, continuamente sospesa tra passato e presente, l'humor inglese inserito in racconti più o meno drammatici, l'estesa descrizione dei personaggi e il deus ex machina finale che riconcilia l'intera storia rendono La casa del sonno uno dei migliori libri dell'età contemporanea.

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    Lucia Genco

    20/09/2019 16:57:07

    Libro in cui riponevo molte aspettative. Mi ha delusa ma semplicemente per ciò che mi aspettavo dalla trama; tuttavia non posso negare che è un lavoro che è riuscito a farmi sorprendere, il finale è una chicca che personalmente non mi aspettavo nonostante io ne faccia di voli pindarici con l'immaginazione. Lo consiglio soprattutto a coloro a cui piacciono le storie con molti personaggi il cui vissuto si intreccia tra passato e presente in maniera sorprendente e tuttavia naturale: è qui la bellezza del romanzo. Non commettete il mio sbaglio di aspettarvi una disanima dei disturbi del sonno e Coe vi incollerà alla pagina con svariati effetti "wow" e solamente qualche pagina forse un po' troppo lenta. Non c'è da pentirsene.

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    Lorenzo

    04/08/2019 14:40:25

    Perfetto dall'inizio alla fine.

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    Anna

    22/04/2019 10:05:01

    Jonathan Coe non delude mai. Più di una volta mi sono ritrovata con il fiato sospeso, travolta da mille emozioni per le situazioni rocambolesche in cui si trovano i personaggi. Ma sempre con la leggerezza che contraddistingue la sua scrittura, che lascia sottointeso che tutto ha una soluzione,che se doveva andare così non c'è nulla di strano. Lo adoro.

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    Leti

    11/03/2019 15:33:38

    Romanzo molto interessante, originale nelle dinamiche e nell'evoluzione della trama. Con la sprezzante ironia a cui ci ha abituato, Coe racconta la storia di un gruppo di ragazzi dei primi anni '80 e, in sincronia, le vicende degli stessi personaggi quindici anni dopo. Il sonno rappresenta il fulcro attraverso cui ruota l'intera vicenda: ogni personaggio ha un rapporto unico con l'atto del dormire e, in determinate situazioni, il sonno assume un'importanza considerevole nel condizionare la vita delle persone. Notevoli i meccanismi ad incastro che l'autore utilizza per riannodare tra loro eventi o situazioni che, a prima vista, appaiono inconciliabili. Scrittura molto scorrevole ed altrettanto elegante, humour inglese e descrizione di personaggi e situazioni eseguita in maniera inpeccabile: tutte le qualità di Coe vengono condensate in questo breve romanzo, da leggere il prima possibile!

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    Izzy_ci

    26/02/2019 10:15:10

    Libro arrivato in ottime condizioni, acquistato con l'offerta per prendere la coperta del lettore.\nIl libro in generale mi ha deluso, avevo letto molte recensioni positive a riguardo, ma io l'ho trovato solo molto noioso.\nLa tematica principale è il sonno e di come lo vivono tutti i protagonisti della storia. Inoltre la particolarità di questo libro è che, come scritto in copertina, i capitoli dispari sono ambientati negli anni 1983-1984 mentre quelli pari sono ambientati nelle ultime due settimane del 1996.\nNel complesso è un libro molto confusionario che ho portato a termine con fatica. Leggerò altri libri di Coe per capire se effettivamente è un autore che mi può piacere o no, ma a primo impatto il mio voto è più no che si

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    Fede

    20/11/2018 13:53:00

    Non è facile scegliere perciò affermarlo con certezza ma credo proprio che questo sia il mio libro preferito. Consigliatissimo.

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    Giada

    24/09/2018 20:03:05

    Trama avvincente che scorre tra l umano del protagonista ed un mistero da risolvere. L ambientazione ci fa sognare posti lontani mentre si dipana la ricerca del mistero e di sé, che ruota intorno ad un tema centrale per ognuno dei lettori: la naturale dipendenza dal sonno....

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    Francesca

    23/09/2018 15:39:59

    Come sempre Jonathan Coe è un esempi di stile. Questo romanzo ti prende sin dalle prime pagine, anche attraverso la tecnica dell'interruzione del racconto a ogni capitolo per passare a un'altro avvenimento. Alla fine tutto si intreccia e il finale è davvero inaspettato. libro godibilissimo

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    Settimio

    23/09/2018 09:52:03

    Meraviglioso. Eccezionale ed originale la linea narrativa che si evolve tra i capitoli che lascia sempre sorpresi. Lettura che rimane piacevole e scorrevole senza mai buchi o grossi salti concettuali da una parte all'altra. Ottimo uso dei dialoghi per far evolvere la trama e descrivere al meglio i personaggi, ognuno con caratteristiche che porteranno allo scontro/incontro/separazione/ricongiungimento nei momenti forse più inattesi. Non esiste un momento giusto per leggerlo, ogni momento è buono per dedicarsi alla lettura di questo libro che riuscirà a lasciarvi sempre la voglia di rituffarvi in questo mondo narrativo costruito su conflitti interni e scoperte profonde ed effimeri momenti di follia che potrebbero avere effetti irreversibili. Se siete alla ricerca di libro interessante e magistrale che tratti di argomenti interessanti attraverso personaggi ben strutturati, questo libro è ciò che fa per voi.

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    Monica

    20/09/2018 08:07:28

    "La casa del sonno” segna per me la conoscenza di un nuovo autore, che con questo libro mi ha convinta sia per i suoi temi, sia per lo stile e per come la trama è stata composta. Ci racconta le vite, i sentimenti e i destini incrociati di un gruppo di giovani inglesi, che ruotano attorno al tema del sonno e dei sogni. La storia in questo romanzo si schiude piano piano. L'autore ci presenta i personaggi in due diversi piani temporali e quasi a casaccio, sembra all'inizio. Proseguendo con la lettura invece si ha l'impressione che la storia sia frutto dello studio di uno schema ben preciso e particolareggiato: mano a mano che si procede con i capitoli ogni tassello va al suo posto e tutto torna, tutto si riunisce in uno splendido insieme e in un unico destino. La struttura del romanzo è caratterizzata dal continuo passaggio dal presente al passato da un capitolo all'altro ed è suddiviso in sei parti che, in tema con l'argomento del romanzo, sono intitolate come le sei fasi del sonno. Fantastica anche la caratterizzazione dei personaggi, tutti in qualche modo assurdi, forse esagerati, a tratti ironici e malinconici, fanno sorridere ma anche pensare. La Casa del Sonno insegna quel che ci insegna la vita: che la realtà non è una sola ma ognuno ne ha la sua particolare e a volte stramba visione, che le cose non sempre vanno come vorremmo ma l'importante è continuare a remare con forza verso i propri obiettivi, che a volte sono i personaggi che sembrano più marginali che alla fine risolveranno la situazione. È un romanzo che colpisce e affascina semplicemente parlando di persone tanto diverse una dall'altra ma unite da un filo rosso. Un viaggio in un sogno assolutamente realistico. Da provare!

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    Roberto

    19/09/2018 15:14:50

    Uno dei libri più belli mai letti. Coe è una garanzia e qua è ai massimi livelli. Un libro dalla quale è impossibile staccarsi, fare una pausa. Cult

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    Stefano

    18/09/2018 13:24:27

    L’inconfondibile stile di Palahniuk, nudo e crudo, ci racconta storie folli e rivoltanti. Un libro che è stato come una martellata in testa sin dai primi racconti: si narrano storie al limite della realtà, su cose che non avrei mai voluto sapere e che ancora oggi cerco di non ricordare. Palahniuk riesce a stimolare non solo emozioni e sentimenti, ma anche risposte fisiologiche: nausea, irritazione, tremore… Ho faticato a leggere certe pagine, certe righe di testo che descrivevano azioni davvero al limite della sopportazione, nonostante tutto scorresse fluido come se fosse normale. Non è semplice “splatter” quel che impaurisce: è il significato di tagliare un dito ad avermi fatto inorridire. Il motivo non è poi così misterioso. Palahniuk descrive la nostra società di apparenza ed esibizionismo invitandoci ad inorridire. Un libro bello e disgustante.

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    Stefano

    18/09/2018 11:16:48

    Libro comprato per caso. Devo fidarmi molto di più del caso. Sin dalle prime pagine Jonathan Coe riesce ad interessare alludendo a fatti nascosti e vicende che non si sono mai concluse. Ashdown divide e riunisce i destini di un gruppo di studenti: li divide nel passato e li riunisce nel presente, a capitoli alterni. Coe si serve di tutti i generi letterari amalgamandoli in un romanzo che mi ha conquistato da subito. Lo stile scorrevole, i colpi di scena, le parole non dette, le azioni irrealizzate, tutto si esplicita in un dramma commovente ma non pesante. È questa la caratteristica più bella di Coe: insegna a soffrire ma senza annoiare. In pratica, è uno dei libri che vorrei dimenticare, per rileggerlo e provare le stesse emozioni della prima volta.

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    Raffaele

    18/09/2017 20:08:47

    Jonathan Coe è abilissimo nell'incrociare i destini dei suoi giovani personaggi dei quali segue attentamente le alterne sorti, una intricata storia lunga 12 anni raccontata con la maestria dei tempi migliori. La casa del sonno segue La famiglia Winshaw, probabilmente il suo romanzo più famoso e precede il dittico La banda dei brocchi/Circolo chiuso, che ritengo i suoi migliori. Questi, a mio parere, costituiscono il vertice delle opere dell'Autore, qualche gradino sotto, il prima e il dopo.

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    Mauro

    29/12/2016 17:18:54

    Difficile catalogare questo libro. Un giallo? si forse lo può essere anche se manca assassino e vittima perchè dobbiamo aspettare la fine, le ultimissime pagine per capire, per sciogliere l'ultimo nodo della storia. Una storia d'amore, si è anche questa, intensissima e strugente tanto da portare lui a trasformarsi completamente pur di conquistare il cuore di lei. Magistrale come Coe gestisce il flusso temporale lungo dodici anni dividendo il prima e il dopo in capitoli pari e dispari. Io l'ho trovato un libro bello, commovente avvincente come un film dei Coen.

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    zocca giuliano

    29/09/2016 19:32:06

    vicenda pasticciata, con personaggi poco delineati, colpi di scena/coincidenze inverosimili, scrittura poco scorrevole, nell'insieme molta confusione. Non regge il confronto con "la pioggia prima che cada"

Vedi tutte le 39 recensioni cliente


"Enorme, grigia e imponente, Ashdown sorgeva su un promontorio, a una ventina di metri dalla viva parete della scogliera, ed era lì da più di un secolo. Per tutto il giorno i gabbiani ruotavano intorno alle sue guglie e torricelle con strida rauche e luttuose."

Il titolo è quello di un libro, non importante, non fondamentale nell'andamento della storia, che leggono alcuni dei protagonisti e che ricompare in varie situazioni e in vari momenti della narrazione. È un pretesto, ma anche l'emblema del romanzo, racchiuso in una frase, in pochissime parole. In una casa, ora sede di una clinica di ricerche sui disturbi del sonno, sono vissuti tempo addietro alcuni studenti, quando l'edificio era adibito a dimora universitaria. In un collage composto da flash-back e brani di narrazione contemporanea, l'autore ripropone questi studenti, con le loro difficoltà di relazione, di scambi interpersonali, di autodefinizione.

Un difficile rapporto con il sonno caratterizza molti personaggi della storia ed è il fil rouge di tutta la narrazione. C'è chi (Terry) soffre di insonnia assoluta, totale (ma senza patirne particolarmente...) e si affida alle cure del dottor Gregory Dudden, primario della clinica, spinto più dalla curiosità professionale di giornalista e critico cinematografico che dalla reale volontà di guarigione, oppure chi cade in crisi di narcolessia (Sarah) e non riesce più a stabilire quale parte dei suoi ricordi siano la realtà e quali il sogno; e c'è chi (la piccola Ruby) parla dormendo... Ma un altro possibile tema conduttore è l'omosessualità femminile, non drammatizzata come elemento di vera rottura, ma descritta con leggerezza e semplicità.

Curioso notare come il romanzo sia scritto in modo tale da indurre ogni lettore a cogliere aspetti differenti della storia e alcuni personaggi più di altri, ognuno i propri. Se, per citare esempi illustri, Masolino d'Amico nella recensione di Tuttolibri focalizza particolarmente Gregory Dudden "scienziato pazzo e crudele", Sarah "studentessa incerta sulla propria sessualità" e Terry "creazione notevole", Tommaso Giartosio nel suo articolo per Il Manifesto, sottolinea invece la presenza di Veronica che "tradisce la sua passione per il teatro entrando in una azienda" e Robert, innamorati entrambi di Sarah.

Varie chiavi di lettura, dunque, per l'opera di Coe e vari livelli di narrazione.

Attraverso l'evoluzione delle vite di questi protagonisti, intrecciate con quelle di numerossissimi altri, Coe traccia un affresco degli anni Ottanta e di quello che hanno portato con sé nei gusti, nelle scelte, nella cultura, particolarmente, com'è ovvio, in quella inglese.

Autore della cosiddetta "generazione Blair", lo scrittore si inserisce in un nuovo filone letterario "vincente" di stampo anglosassone, legato ai problemi delle ultime generazioni, alle aspettative per il futuro, alla fuga dalla realtà, anche, perché no, attraverso il sogno.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del romanzo:

VEGLIA
1.

Era l'ultima lite, almeno questo era chiaro. Ma benché l'avesse presentita da giorni e forse da settimane, nulla poteva placare l'ondata di rabbia e risentimento che gli stava montando dentro. Era lei dalla parte del torto, e s'era rifiutata di ammetterlo. Ogni argomento che lui aveva provato a opporre, ogni suo tentativo di mostrarsi conciliante e ragionevole gli era stato distorto, contorto e ribaltato contro. Come s'era permessa di tirare in ballo la serata - del tutto innocente - che lui aveva passato con Jennifer alla Mezzaluna? Come s'era permessa di definire "penoso" il suo regalo e di sostenere che aveva un'aria "sfuggente" quando glielo aveva dato? E come s'era permessa di tirare in ballo sua madre - sua madre, proprio così - accusandolo di andarla a trovare troppo spesso? E con l'aria poi di trarne conclusioni sulla sua maturità; peggio, sulla sua mascolinità...
Aveva lo sguardo fisso nel vuoto, ignaro dei passanti e di tutto quanto lo circondava.
"Troia, " pensò tra sé e sé quando le frasi di lei gli tornarono alla mente. Poi ad alta voce, fuori dai denti stretti, lo gridò: "TROIA!".
E si sentì un po' meglio.

*

Enorme, grigia e imponente, Ashdown sorgeva su un promontorio, a una ventina di metri dalla viva parete della scogliera, ed era lì da più di un secolo. Per tutto il giorno i gabbiani ruotavano intorno alle sue guglie e torricelle con strida rauche e luttuose. Per tutto il giorno e per tutta la notte le onde si scagliavano forsennate contro la barriera di roccia, diffondendo un ruggito senza fine, come di traffico intenso, per le camere glaciali e i corridoi intricati ed echeggianti della vecchia casa. Anche le parti più vuote di Ashdown (e attualmente era vuota in gran parte) non erano mai silenziose. Le camere più abitabili erano assiepate tra il primo e il secondo piano, a picco sul mare, inondate durante il giorno da una gelida luce solare. Al pianterreno la cucina dal soffitto basso, lunga e a forma di L, aveva soltanto tre piccole finestre ed era avvolta in un'ombra perenne. La spoglia bellezza di Ashdown sfidava gli elementi e mascherava il suo essere sostanzialmente inadatta all'insediamento umano. I più vecchi e i più prossimi tra i vicini ricordavano ancora, quasi con incredulità, che un tempo era stata una residenza privata, la dimora di una famiglia di otto o nove membri appena. Ma vent'anni prima l'aveva acquistata la nuova università, e ora ospitava un paio di dozzine di studenti: una popolazione mobile e cangiante come l'oceano disteso ai suoi piedi e proteso nell'orizzonte, di un verde malsano e agitato da pena infinita.

*

Forse i quattro sconosciuti al suo tavolo le avevano chiesto il permesso di sedersi accanto a lei, o forse no. Sarah non ricordava. Le pareva che ora stesse nascendo una discussione, ma non sentiva cosa dicevano, anche se percepiva l'alzarsi e l'abbassarsi delle voci in un risentito contrappunto. Ciò che ascoltava e vedeva all'interno della sua testa era ben più reale, al momento. Un'unica parola velenosa. Occhi lampeggianti d'odio indefinito. La sensazione che non le avesse parlato ma sputato addosso. Un incontro durato quanto? due secondi? meno? ma che da più di mezz'ora, involontariamente, la sua memoria continuava a rivivere. Quegli occhi. Quella parola. Non c'era modo di sbarazzarsene, almeno per un po'. Anche ora, mentre il tono delle voci intorno saliva e diventava sempre più animato, una nuova ondata di panico si gonfiava in lei. Colta improvvisamente dalla nausea, chiuse gli occhi.
L'avrebbe assalita, si chiese, se High Street non fosse stata così affollata? L'avrebbe tirata in un portone, stracciando i vestiti?
Sollevò la tazza del caffè, la tenne un po' discosta dalle labbra e ci guardò dentro. Guardò fissa la superficie oleosa percorsa da un vibratile luccicore. Strinse più saldamente la tazza. Il liquido tornò calmo. Le mani non tremavano più. Era passata.
  • Jonathan Coe Cover

    Scrittore inglese. Ha svolto molte attività: insegnante di poesia inglese all'università di Warwick, musicista semiprofessionista, correttore di bozze, giornalista e scrittore freelance. E' considerato uno dei più promettenti talenti narrativi inglesi e si distingue per l'originalità dei suoi racconti e l'acuto spirito contro le contraddizioni della società inglese. È stato autore di biografie: di Humphrey Bogart e di James Stewart (pubblicate in Italia da Gremese editore). Ha scritto i romanzi: La famiglia Winshaw (1995), Questa notte mi ha aperto gli occhi (1996), La casa del sonno (1998), L'amore non guasta (2000), La banda dei brocchi (2002), Donna per caso (1985-2003), Caro Bogart (2009), I terribili segreti di Maxwell Sim (Feltrinelli, 2010),... Approfondisci
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