La casa di Ade. Eroi dell'Olimpo. Vol. 4

Rick Riordan

Traduttore: L. Baldinucci, L. Melosi
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 560 p., Brossura
  • EAN: 9788804657866

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    Alessandro

    31/08/2017 20:28:51

    In assoluto il migliore della saga Eroi dell’Olimpo Il maggior pregio di questo libro è sicuramente l’essere più incentrato su Percy. Ci voleva proprio una bella messa a fuoco sul semidio più potente della sua epoca, cosa confermata da Hazel e Nico nel secondo e del terzo volume di questa saga È un libro straordinario, dove finalmente potremo vedere il tanto decantato e temuto Tartaro. Il modo in cui Percy e Annabeth sono riusciti andarsene da un simile posto mi ha commosso. Mentre per la prima si vede emergere anche il lato oscuro del figlio di Poseidone, sarebbe interessante se Riordan decidesse di approfondire l’argomento. Magari, essendo entrato nel mondo romano, Percy potrebbe essere influenzato dalla figura romana del padre, Nettuno, assai più temibile di Poseidone Ci sono anche dei colpi di scena davvero inaspettati, soprattutto su Nico. Parlando proprio del figlio di Ade: in questo libro c’è una bellissima scena in cui si mostra chiaramente come Jason abbia paura di lui e, visto che il figlio di Giove e sua sorella Talia mi sembrano allo stesso livello, direi proprio come Nico è inconfutabilmente il 2° semidio più potente della sua era (già confermata da Hazel in il figlio di Nettuno) La faccenda della statua non riesco proprio a capirla. Sono i romani che credono di aver subito un attacco ad opera dei greci, per cui questi ultimi dovrebbero cercare di riparare “all’affronto” o dimostrare di essere stati incastrati. La statua al massimo potrebbe mettere fine alla lotta interiore Atena/Minerva, ma non altro. Dall’altronde nel primo libro viene puntualizzato che il conflitto tra greci e romani non inizia quando questi ultimi rubano la statua ma con distruzione di Troia (da cui Enea, Romolo e Roma) ad opere degli stessi greci. In un modo o in un altro per me i romani hanno tutte le ragioni Per questo non mi piace come si sta profilando la storia di Jason. Questo suo oscillare tra greci e romani, con l’ovvia conclusione filo-greca: scontata e oltremodo patetica

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