Casa di bambola - Henrik Ibsen - copertina

Casa di bambola

Henrik Ibsen

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Traduttore: Anita Rho
Editore: Einaudi
Edizione: 4
Anno edizione: 1972
In commercio dal: 1 gennaio 1997
Pagine: 93 p.
  • EAN: 9788806068585

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Per curare il marito, Nora in passato si è indebitata con un certo Krogstad. Per anni ha lavorato per pagare il debito, senza riuscire a liberarsene. Krogstad, che lavora nella banca di cui il marito di Nora è direttore, ricatta la donna perché gli ottenga una promozione. Quando il marito, che per altri motivi lo vorrebbe licenziare, viene a sapere tutto, si preoccupa solo della sua reputazione e rimprovera aspramente la moglie. La meschinità dell'uomo porta Nora a decidere di allontanarsi, per riflettere da sola su se stessa.
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    Salvatore

    16/05/2020 12:46:42

    Non avrei mai pensato di leggere un dramma teatrale, invece, complice un viaggio in treno, mi sono ritrovato a divorarlo. Magistrale è l'unico termine adatto.

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    rino

    15/05/2020 06:57:42

    Ecco un'opera che verrà ricordata per aver raccontato, come uno dei primissimi esempi, la ricerca femminile dell'autoaffermazione. Una donna che, alla fine della storia, finisce per rivendicare il proprio diritto a sbagliare. Si legge d'un fiato, non solo per la brevità, ma soprattutto perché è forte il desiderio di sapere come andrà a finire. Alla fine si scoprirà, che prima ancora di Rhett Butler, qualcuno è uscito da una casa con un "me ne infischio". Senza aver bisogno di pronunciarlo e sbattendo anche la porta.

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    Giovy

    12/05/2020 13:38:27

    Un libro, un testo teatrale che lascia incantati e meravigliati per la magnifica caratterizzazione dei personaggi e per il finale per nulla scontato e rivoluzionario visto il periodo in cui è ambientato. Nora, la protagonista, riuscirà a sorprendervi. Non dico altro.

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    Chiara_22

    11/05/2020 17:42:40

    Interessantissimo testo teatrale di Ibsen, totalmente rivoluzionario per l'epoca ma tuttora di grande impatto.

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    Giulia

    21/03/2020 14:47:09

    La potenza di questo libro è qualcosa di unico, ed è soprattutto esplicitata nell’ultima conversazione tra Nora e Torvald. Potrebbe sembrare un’azione “normale” quella di Nora, ovvero d’abbandonare la famiglia e ribellarsi al marito per ritrovare se stessa. Sicuramente nel 1879, anno d’uscita del libro, questo era impensabile, così fu un libro che suscitò molto scalpore. Ciò è spiegabile data la società patriarcale che caratterizzava l’epoca, come tutte quelle precedenti, fino a risalire alla creazione del mondo, ovunque. Pensare che ancora oggi, nel 2020, la condizione di sottomissione ad un uomo esista ancora, mi fa provare immensa pena, ma anche ingente rabbia. Raccomando il libro a tutti, donne, e uomini inclusi.

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    simona

    25/09/2019 19:13:40

    Un testo rivoluzionario per l'epoca, con personaggi molto interessanti perché resi vivi dalla penna e dalla vivida inventiva dell'autore. Mi viene da dire che se Norma è la bambola di Torvald per tre quarti del dramma, alla fine è quest'ultimo a rivelare di essere solo un burattino nelle mani della moglie, incapace di reagire alla reazione di lei. Ecco: questi improvvisi mutamenti di personalità, tanto della donna quanto dell'uomo, non mi hanno convinto fino in fondo, perché avvengono in modo repentino, quasi immediato. Probabilmente, si è trattata di una scelta dettata dalla necessità di mantenere viva e rapida l'azione scenica. In ogni caso, un gran bel testo e caposaldo del teatro.

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    Francesca

    28/12/2018 10:23:02

    Testo teatrale molto interessante. Narra di Nora, moglie - bambola e la sua personale epifania.

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    giusy

    17/09/2018 20:51:57

    leggere casa di bambola apre la strada per la comprensione di un altro libro di eguale pregio e calibro del celebre Ibsen, "spettri". Sicuramente di non facile lettura all'epoca, visto lo scandalo suscitato e le conseguenti controversie sul finale che spinse l'autore a non facili conclusioni. Un libro che oggi ci racconterebbe una storia come tante ma con una tale presa di coscienza che non è per nulla banale, così come non lo è la protagonista Nora, sul finire della storia stupisce quasi a rimanere di stucco. Una donna che da oggetto diventa protagonista, decide di decidere cosa ne sarà di lei. sicuramente un libro da non perdere.

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    Cristiano Cant

    06/09/2015 16:34:30

    Una sofferta presa di coscienza che finalmente libera da meschinità e sotterfugi; la spaccatura dentro se stessi, nel proprio dentro spogliato dai veli del taciuto, finalmente affiora come un verdetto chiaro a imprimere un nuovo indirizzo. Il seme del femminile in Ibsen trova terreni sempre più ricchi, varianti tragiche o futili, espedienti e trovate dove il vasto che la donna incarna è davvero attraversato nelle sue molteplici completezze. La menzogna in questo caso apre alla distanza i cassetti del vero, lasciando che Nora legga dentro le sue carenze come in una luce che di colpo annulla ogni manfrina. Da qui la sua fuga, figlia di una colpa scusabile, ma dirompente e lieta come una scossa che sconvolge ogni agire. Convenzione e obbedienza sociale fanno da contrappunto a queste voci di rivolta; la finzione calma e addormenta, la verità scardina l'equilibrio, spesso tessuto con aghi di mendacia, dato che "in ogni felicità c'è uno sfondo d'ombra". Dunque una gaiezza apparente, il sorriso che non colma l'amore, ma si limita solo a tenerlo sveglio come in una tiepida nenia a salvare una relazione. Nora scappa capendo tutto; non è la moglie-bambola vuota e ossequiosa che accetta i dettami del marito senza battere ciglio, ma la donna rinata che fruga nel suo fardello la chiave del ripartire e, trovandola, abbandona la vecchia vita.

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    spaggio

    24/10/2014 14:13:53

    Non mi ha entusiasmato anche se mi ha fatto piacere leggerlo.

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    Francesco

    24/05/2006 19:44:56

    Un'ottima opera teatrale! Non è affatto vero che i nordici scrivono male, o sono noiosi! Leggete Ibsen e crederete tutto il contrario, primo erpchè questa è un'opera teatrale spassosa; in secondo luogo perchè è assolutamente interessante! Un punto di vista protofemminista che ai tempi di Ibsen ha sconvolto la società! Ci credo!

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    rosanna vallo

    15/09/2004 19:55:24

    la scena si apre con la stessa protagonista, Nora, "una donna non ancora diventata donna", in quanto e' stata attrice della sua stessa vita, dapprima trattata come figlia-bambola dal padre e a seguito moglie-bambola dal marito, ed i suoi due figli erano le sue bambole.Spinta dall'amore in un momento critico si indebita tenendolo nascosto al marito.Al momento in cui i suo creditore le si ripresenta inizia il conto alla rovescia fino alla scoperta da parte del marito che la vede a prendere una decisione importante:lasciare il tetto coniugale per crescere e diventare finalmente DONNA e poter essere padrona della sua vita!Domanda che sorge spontania:che ne sara' dei suoi figli che si troveranno a crescere senza una figura materna al loro fianco?e poi ancora, una volta raggiunta la maturazione ed essere qnindi madre e moglie ritornera' dalla sua famiglia?Io sono rimasta colpita da questo libro e lo consiglio pienamente a tutti coloro che amano la buona letura perche' credetemi Ibsen e' un grande.Inoltre ha un linguaggio semplice e scorrevole un ottimo libro relax!

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  • Henrik Ibsen Cover

    Poeta e drammaturgo norvegese. Figlio di un commerciante benestante, si trovò di colpo coinvolto nel fallimento paterno e a sedici anni lasciò gli studi per lavorare in una farmacia di Grimstad. A vent'anni aveva già scritto il suo primo dramma, "Catilina" (1848). Nel 1851 divenne direttore del teatro nazionale di Bergen e acquistò una preziosa familiarità col palcoscenico, come dimostrano i drammi "Donna Ingrid di Olstraat" (1855), "Una festa a Solhang" (1856) e "I condottieri a Helgeland" (1858).Il romanticismo iniziale di Ibsen cedette lentamente il posto a una sempre maggiore precisione psicologica e storica. Cominciava a caratterizzarsi il personaggio "ibseniano" che si dibatte nella rete delle proprie contraddizionio poiché i peggiori nemici... Approfondisci
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