Curatore: R. Giaquinta
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 settembre 2008
Pagine: 343 p., Brossura
  • EAN: 9788845923043
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Descrizione
Racconti di pochi istanti, trame incongrue e persecutorie, irrisioni sistematiche: questo è il terreno della sua prosa. La sua singolarità è tale da non tollerare inquadramenti. Charms rimane soprattutto uno stupefacente narratore di "casi", tanto gratuiti quanto ineluttabili. Rispetto alla gelida purezza dei suoi esperimenti di parodia sistematica, le versioni occidentali dell'assurdo appaiono timide.

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    MD

    14/11/2018 07:50:31

    Una nera miscela di sarcasmo, Witz e Slapstick, cioè di arguzia, motti di spirito e comicità farsesca, sono sul banco degli imputati in qualità di istigatori, secondo alcuni propizi per altri nefasti, della prosa di Charms – un classico intoccabile dell’assurdo –, e ne costituiscono il vero sulfureo centro di gravità. Quegli stessi indiziati sono anche una delle principali ragioni del successo di questa letteratura comica e di sprezzante denuncia dei vizi umani, ottenuta con toni anche forti, espressionistici o futuristici; ma capaci di riflettere minime sfumature morali: le frazioni di un’idea attraverso una graziosa smagliatura del suo bordo semantico, le infinitesime idiosincrasie atrabiliari, endogene, descrittive come nient’altro della specie, de ‘le genre humain’. Non sorprendano certe sobrie note d’apertura, perché l’artiglio della parola di Charms non tarderà a insinuarsi nella parte più ermetica di noi, nella solitaria boscaglia intorno al cuore: aprendo squarci, radure, preliminari a un così profondo senso della solitudine e della capacità di ridere proprio dell’essere umano che si confessa tale, in tutta la sua povertà e nudità. Un linguaggio corporale e imperioso, reinventato giocando con le parole: lo stesso strano pseudonimo, che questo caparbio autore russo, morto giovane (1905-1942), si scelse, rimanda alla somma dell’inglese «charm» e «harm»: magica leggerezza ma pure dolore. E, in ambito tedesco, la «ch» gutturale con cui si pronuncia il cognome, la ritroviamo in “lachen” (ridere), ma così in “Nacht” (notte), come fonte di significative assonanze. Entrambe queste dimensioni irradiano gli ingegnosi e brevi testi che compongono i “Casi”, il suo più famoso ciclo di prose. Dietro uno humour macabro eppure illuminante si nasconde l’ombra del dubbio, gravosa nota di fondo riguardante la distruzione di ciò che è umano (‘des Menschlichen’), che Charms aveva a suo malgrado conosciuto negli anni ’30 in Unione Sovietica.

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    Freedom

    15/07/2017 20:48:37

    Mi fa paura e capisco che possa irritare chi passeggia sempre sul lato giusto del pensiero!

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    Daniela C.

    11/05/2012 12:09:27

    « C'era un uomo con i capelli rossi, che non aveva né occhi né orecchie. Non aveva neppure i capelli, per cui dicevano che aveva i capelli rossi tanto per dire. Non poteva parlare, perché non aveva la bocca. Non aveva neanche il naso. Non aveva addirittura né braccia né gambe. Non aveva neanche la pancia, non aveva la schiena, non aveva la spina dorsale, non aveva le interiora. Non aveva niente! Per cui non si capisce di chi si stia parlando. Meglio allora non parlarne più. ». Che dire, se non altro, che si tratta di uno scrittore geniale e assurdo! Consiglio questo libro vivamente. Infatti ho regalato questo testo a moltissimi amici, ma attenzione può essere letto solo da coloro che hanno una grande apertura mentale e dotati di grande pazienza!

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    enrico

    22/06/2011 18:14:53

    "Tutto ciò che denota benessere mi ha sempre ispirato diffidenza". Charms. La nota al testo di Rosanna Giacquinta è, secondo me, fatta molto bene. Andrebbe magari letta, qua e là e laddove possibile ,PRIMA di acquistare il volume. La nota chiarisce anche ai più duri di comprendonio che leggere il buon vecchio Charms non sarà come fare una salutare passeggiata. "Amici, state a sentire! Davvero non mi si può venerare in questo modo. IO sono come tutti voi, solo migliore." Charms

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    Fabio Napodano

    23/06/2009 10:59:38

    l'ho acquistato affascinato dalle due citazioni al libro presenti nella raccolta "Anche le formiche, nel loro piccolo, s'incazzano". Mi si scuserà la bassezza del modo in cui sono giunto a questo libro che, sorprendentemente, contiene come primi due scritti proprio le due piccole "storie" presenti ne "Le Formiche". Il resto, ahimé, è quasi del tutto di una inutilità irritante; sinceramente, lèggere le lettere che Charms mandava ai suoi amici, oppure cercare di star dietro ai suoi delirii del tutto privi di significato con i quali vorrebbe dileggiare la logica (che, mi si permetterà, al contrario suo ha creato qualcosa di concreto), non è di alcun interesse per quanto mi riguarda. Evitabile anche l'interminabile analisi finale della sua biografia e della sua opera, a cura, credo, della traduttrice. A meno che non siate felici di lèggere qualcosa del quale non comprendete per nulla il significato (qualora davvero ce ne sia alcuno), e per quanto ne so è perfettamente possibile che possano essere in tanti a volerlo, evitate questo libro.

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    andrea cigada

    19/02/2009 11:51:45

    Fatico a dare un giudizio. Un libro assurdo, a volte irritante, a volte comico. Sembra il delirio di un folle, e in certi tratti ricorda Bulgakov, con vicende che sembrano orchestrate da una mano crudele. Spesso inquietante, a volte divertente.

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