Traduttore: P. Severi
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2004
Pagine: 288 p., Rilegato
  • EAN: 9788806167318
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Hans Arbogast fu protagonista involontario di un cupo scandalo giudiziario nella Germania del 1953. Thomas Hettche, classe 1964, ne descrive la vicenda a partire dal fatale incontro con una giovane autostoppista fuggita dalla parte sovietica di Berlino, Marie Gurth. È quell'episodio, carico di un'irriducibile ambiguità, a segnare l'anima e il destino di Hans, e non solo per gli alienanti anni di prigione che egli dovrà subire. Un'amplesso vissuto in maniera cauta, convenzionale, poi segnato dall'improvviso emergere di un desiderio estremo della ragazza che contagia l'amante, o meglio ne fa emergere le pulsioni più violente. Alle incitazioni di lei, Hans risponde con un impeto furioso e anarchico che fatalmente spegne l'esile vita di Marie, già provata da un destino amaro di profuga.

È nella scena seguente, quella dell'autopsia, che l'autore tocca le corde dell'umana pietà. La descrizione di quel corpo stanco, esausto, indebolito fino all'eccesso, ricorda il destino della stessa Germania, spinta nell'abisso dalla follia nazista e smembrata negli accordi delle grandi potenze mondiali. Un corpo che contiene in nuce un germoglio di vita strappato, "una placenta grande come una moneta da 5 marchi".

Il primo, sbrigativo processo si conclude con il verdetto di colpevolezza. Da qui parte la storia del tentativo, operato dallo scrittore Sarrazin e dall'avvocato Klein, e coronato dal successo, di riaprire il processo e salvare Arbogast, fiaccato da oltre un decennio di carcere. Ma diversamente dal Jacob Wassermann autore del Caso Maurizius, Thomas Hettche non ci presenta un personaggio sconfitto, un'ombra impaurita: il protagonista rivela una sorprendente capacità di tornare a occupare il centro della scena, non solo a uso del circo mediatico che lo circonda. La dottoressa Katja Lavans, teste fondamentale per la difesa del protagonista, subisce infatti il fascino obliquo di un uomo a cui la morte sta "appiccicata addosso". Mentre per Abrogast, definito non a caso un "assassino innocente", ciò che è accaduto in quella lontana giornata del 1953 diviene una modalità possibile di rapporto con l'altro sesso, in un'oscura interazione di erotismo e violenza.

Come in Nox (1995), Hettche procede a tinte forti, incidendo nei corpi una certa inclinazione per la necrofilia. Gli appassionati del legal thriller potranno d'altra parte appassionarsi alla minuziosa descrizione del dibattito processuale, e a quella sentenza che dimostra tutto lo scarto dal conformismo degli anni cinquanta all'esigenza libertaria della società tedesca nei tardi anni sessanta.

Recensioni dei clienti

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    Cristiana

    01/09/2008 22:28:29

    Ben scritto (e anche ben tradotto): fra i noir è un caso abbastanza eccezionale

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    alberto pedrelli

    07/02/2005 17:44:21

    ottimo romanzo, scrittura equilibrata similitudini azzeccate, ricostruzione d'epoca perfetta, molto ma molto meglio dei vari legal thriller americani

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    guido

    17/01/2005 16:14:03

    E' un romanzo ben scritto, a tratti avvincente anche se forse un pò troppo lungo. L'ambientazione è molto curata così come i personaggi principali. Credo che l'autore abbia esagerato nel divagare dalla vicenda principale dilungandosi eccessivamente su personaggi e storie marginali nel tentativo di arricchire la narrazione senza peraltro raggiungere lo scopo. La complessa personalità del protagonista e l'angosciante vita carceraria sono viceversa rese molto bene. Gli darei 3.5.

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