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scheda di Fasolo, A. L'Indice del 2000, n. 10

Nessun John Grisham avrebbe potuto immaginare meglio un intreccio cos fitto e prolungato di eventi giudiziari e paragiudiziari, una giostra di scienziati illustri e meno, di politici e politicanti, di detectives veri e dilettanti, di avvocati, attorno a un caso di supposta frode scientifica. Il bello Š che la storia, ricostruita dallo storico Kevles con una formidabile capacit… documentale, in modo da rendere il libro allo stesso tempo minuzioso e affascinante pi— di un thriller, parla di persone vere, a partire da David Baltimore, premio Nobel per la medicina nel 1975, e ha avuto la ribalta delle riviste scientifiche, oltre che delle cronache, per oltre un decennio. L'accusa di una giovane collaboratrice che un articolo scientifico pubblicato sulla prestigiosa rivista "Cell" nel 1986 fosse inattendibile - per incuria, ma anche per frode, da parte di Thereza Imanishi-Kari, una senior ricercatrice del gruppo - ha coinvolto subito Baltimore come co-autore "garante" del lavoro e ha dato la stura a un'ubriacante sequela di eventi, dove sono stati tirati in ballo il Congresso degli Stati Uniti e i suoi servizi segreti, il National Institute of Health e varie universit…, con comportamenti da "caccia alle streghe". Kevles conclude ritenendo che nel caso Baltimore si siano sprecati molti milioni di dollari e si sia fatto un serio affronto alla scienza, ma prima ancora che si sia compiuta una grave ingiustizia verso gli accusati, Thereza Imanishi-Kari e David Baltimore. Le sue conclusioni, presentate in forma di saggio qualche anno prima della pubblicazione del libro, hanno contribuito alla soluzione giudiziale del caso: un verdetto di proscioglimento formulato dalla commissione d'appello (ahimŠ, per "insufficienza di prove", diremmo all'italiana). Leggendo questo libro, che consiglio caldamente, non si pu• non simpatizzare per i protagonisti-vittime, ma anche trarne qualche morale. Kevles documenta il "caso Baltimore" evitando in modo esplicito conclusioni epistemologiche o sociologiche sulla scienza. Qui sta la forza del libro, che non cade nelle generalizzazioni ma fornisce elementi di seria riflessione. Ad esempio, sarebbe importante capire come si possa conciliare la politica di riviste come "Nature", "Science", "Cell" (appunto), che accolgono articoli di alto standard, preferibilmente firmati da ricercatori illustri di istituzioni illustri e caratterizzati da ipotesi forti, con un controllo "giudiziario" degli atti che hanno portato alla stesura degli articoli stessi. La buona scienza non porta "verit… definitive", ma piuttosto ipotesi falsificabili. Della validit… del contributo scientifico faranno giustizia coloro che, nel tempo, avranno avuto modo di verificare l'attendibilit… dei risultati e l'efficacia delle teorie. Pochissimi hanno tratto vantaggio dalle frodi, moltissimi dalla produzione di teorie sbagliate, ma feconde.

(A.F.)