Il caso Battisti. L'emergenza infinita e i fantasmi del passato - Valerio Evangelisti,Wu Ming,Giuseppe Genna - copertina

Il caso Battisti. L'emergenza infinita e i fantasmi del passato

Valerio Evangelisti,Wu Ming,Giuseppe Genna

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Editore: Nda Press
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 1 gennaio 2004
Pagine: 192 p., Rilegato
  • EAN: 9788889035030
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Il 10 febbraio 2004 la polizia francese arresta Cesare Battisti, scrittore italiano reduce degli "anni di piombo", da tempo esule a Parigi. La capitale francese l'ha accolto in base alla celebre "Dottrina Mitterrand", che da vent'anni garantisce diritto d'asilo ai fuggiaschi della lotta armata, purché rinuncino alla clandestinità e alla violenza politica. Ora, a chiedere la sua estradizione per delitti avvenuti nel 1979 è il ministro della giustizia Castelli. Il governo di centro-destra francese vorrebbe accontentarlo, ma moltissimi intellettuali si mobilitano a difesa della "Dottrina Mitterrand". Il libro ospita tutti gli appelli diffusi in solidarietà con lo scrittore italo francese.
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    Daniela

    26/11/2007 12:00:33

    Più che una recensione, questa mia vuole essere un commento a quanto inviato da Antonio. Il caso Battisti è un libro tutt'altro che fazioso: fin troppo facilmente direi che semmai la faziosità sta proprio in chi in tutti questi anni si è arrampicato sugli specchi pur di condannare Battisti. Battisti è stato semplicemente il perfetto colpevole. Basta guardare le fotografie che i giornali decidono di pubblicare su di lui per capire il messaggio che i media vogliono diffondere: brutto, sporco e cattivo, e anche arrogante, irriconoscente, beffardo. Ma Battisti è tutt'altro Preciso che non l'ho mai conosciuto personalmente, ma amici comuni me lo hanno descritto, ricavandone tutta un'altra immagine da quella propinata. Non è certo il ricco scrittore circondato da un'aureola di romanticismo che incassa denaro e conquiste alle spalle delle vittime del terrorismo italiano. Un lavoro di portinaio tuttofare in un appartamentino ceduto dal condominio, di pochi metri quadri, così viveva Battisti a Parigi. Semplicemente il libro intende dimostrare che su Battisti prove di colpevolezza non ce ne sono. Non c'è un'incriminazione che possa essere seriamente documentata. La colpa di Battisti è di essere impopolare e di avere avuto l'opportunità, una volta presentatasi, di darsi alla fuga. Non è il figlio di una borghesia annoiata, è un borgataro della provincia laziale, un ladruncolo che il carcere ha politicizzato, e lo ha politicizzato come solo poteva venire negli anni '70: con l'adesione a un gruppo terroristico. Nel libro non c'è nessuna apologia del terrorismo, nè di Battisti come persona, ma certo se leggiamo l'Italia anche con la voce di un Lucarelli che ha scritto di Piazza Fontana e altre nefandezze legate ai servizi, ai depistaggi, alle stragi, certo il dubbio di una persecuzione politica non sembra così campata in aria. A giorni dovrebbe riaprirsi il caso. E mi sembra appunto venuto il momento, per rinfrescarsi la memoria, sia accettando la tesi del libro che mantenendo le proprie opinioni, di rileggerlo.

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    Antonio

    09/12/2005 23:43:30

    Questo libro è un esempio di militantismo e faziosità con pochi eguali. Mette insieme gli appelli e le "ragioni" degli amici di Battisti. La prefazione contiene un ridicolo parallelo tra l'estradizione di Battisti dalla Francia all'Italia e un ipotetica estradizione dall'Italia alla Cina o alla Birmania. Immersi nei fumi ideologici di un soccorso rosso fuori tempo massimo, gli autori fanno finta di ignorare che l'Italia è un paese di diritto, o non farebbe parte di quell'Unione Europea che attraverso una sua corte ha giudicato conforme alle norme del diritto internazionale la condanna in contumacia di Battisti. Si tenta di negare senza successo l'evidente contraddizione di un Paese che si erge pomposamente a difesa dei diritti "violati" dei terroristi altrui, ma lascia giacere in carcere terroristi còrsi malati terminali di cancro. In breve, questo versione sbrodolata di un tazebao sessantottino irrita per la partigianeria e fa ridere come reperto di un decennio, gli anni '70, in cui lo sport preferito dell'intellighenzia occidentale era fornire ai "rivoluzionari" sponde ideologiche e letti per dormire, come presumibilmente succede ancora col Battisti latitante in Francia.

  • Valerio Evangelisti Cover

    Si è laureato in scienze politiche, indirizzo storico-politico, e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990, alternata all'attività di funzionario del Ministero delle finanze. Dopo avere pubblicato cinque volumi e una quarantina di saggi di storia, si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il Premio Urania. Sono seguiti Le catene di Eymerich (1995), Il corpo e il sangue di Eymerich (1996), Il mistero dell'inquisitore Eymerich (1996); Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l'inferno (1998), Il castello di Eymerich (2001), pubblicati da Mondadori. L'antologia Metallo urlante (1998) e il romanzo Black Flag (2002) sono stati pubblicati da Einaudi.Nel 1999 è... Approfondisci
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    Wu Ming (in cinese mandarino «anonimo» o «non famoso») è un collettivo di narratori, i cui nomi anagrafici sono noti, attivo dal 2000. Wu Ming ritiene che le storie siano «asce di guerra da disseppellire» e scava nel terreno fertile delle intersezioni tra Storia e Mito. Fondatori del gruppo sono i quattro autori di Q («western teologico», a firma «Luther Blissett», pubblicato da Einaudi nel 1999) e l'autore di Havana Glam (romanzo di viaggi nel tempo, voodoo e rock'n'roll, a firma «Wu Ming 5», pubblicato da Fanucci nel 2001). Wu Ming è anche curatore e co-autore dell'autobiografia di Vitaliano Ravagli, antifascista imolese e veterano delle guerre di liberazione in Indocina (Asce di guerra, Tropea 2000, poi... Approfondisci
  • Giuseppe Genna Cover

    "Diplomato al liceo classico Berchet e non laureatosi alla facoltà di filosofia dell’Università Statale, il Genna ha iniziato a lavorare nell’editoria molto presto, grazie all’editore Crocetti, che lo ha arruolato nella truppa che operava all’uscita mensile dell’eroica rivista Poesia. Prima di tale esperienza, il Genna era passato sotto il magistero del poeta Antonio Porta, scomparso il 12 aprile 1989.Successivamente, viene chiamato a collaborare presso la Presidenza della Camera dei Deputati, con un incarico che concerne l’organizzazione di manifestazioni artistiche e un lavoro più tecnico che gli permette di studiare da vicino gli atti e il funzionamento di commissioni governative quali quella sulla P2, sulle stragi e terrorismo. Risiede... Approfondisci
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