Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: Guanda
Anno edizione: 2015
Pagine: 427 p., Brossura
  • EAN: 9788823508811
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Recensioni dei clienti

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    giuliano

    30/07/2017 14:25:58

    Ho completato la lettura di tutti i romanzi di Nesser delle due serie, VV e Barbarotti; conclusione, forse il miglior scrittore di polizieschi attualmente in circolazione, ma per favore, evitiamo accostamenti a Camilleri o a Simenon, le trame sono sempre ben studiate ed i finali non cedono (come accade invece alla maggior parte degli attuali "giallisti" oggi per la maggiore) ma lo stile non mi convince e forse le traduzioni ancora meno, il peggior difetto è che i personaggi principali mancano di carisma e non sono mai messi a fuoco correttamente. Questo romanzo in particolare ha i pregi ed i difetti sopraccitati, buona idea, buon finale (anche se qualcuno mi deve spiegare il significato di quelle decine di pagine in corsivo disseminate in tutto il romanzo dove parla la bambina) E' un romanzo probabilmente scritto anni ed anni fa già concepito per essere la conclusione di tutta la saga VV; infatti in tutti i romanzi precedenti della serie si fa riferimento al caso "G" come unico irrisolto di tutta la carriera investigativa di VV. Infatti per la prima volta la traduzione dice che l'azione si svolge in Svezia e l'investigatore è pagato in corone; in tutti gli altri romanzi la moneta di riferimento è il gulden e i luoghi sono geograficamente inidentificabili, un paese del Nord Europa ma non viene mai ammesso quale. Conclusione: buon romanzo da consigliare, buon scrittore ma non eccelso

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    Piero

    23/09/2016 19:41:43

    Eccellente! Consigliatissimo . Perfetto

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    Fabio

    07/09/2016 18:59:05

    Van Vetereen si congeda, Nesser passerà a narrare le vincede di Barbarotti, ma entrambi ci regalano un libro davvero di spessore. La storia è un susseguirsi di tutti gli elementi che hanno reso Nesser il grande scrittore che è e Van Vetereen quel (non più) commissario che abbiamo amato. In questo libro ritroviamo tante vecchie conoscenze e ci troviamo di fronte ad un caso così semplice e così intricato da non riuscire a staccarci per un solo secondo dalle pagine. Fino all'ultima facciata restiamo sospesi e poi, una volta chiuso il libro, muoriamo dalla voglia di poter almeno rivedere per un'ultima volta il commissario... Ma Nesser ha, ormai da anni, abbandonato questo filone narrativo e, forse, era giusto così... Mai uscita di scena fu più adeguata di questa, con un romanzo che credo di poter annoverare tra i migliori della prima saga. Ottimo libro, consigliato a chi ha amato fin dal suo esordio Nesser, magari da evitare per chi vuole conoscere per la prima volta l'autore e il suo protagonista... Un consiglio: partite da LA RETE A MAGLIE LARGHE e seguite l'ordine cronologico... E' bellismo anche invecchiare e crescere assieme a Van Vetereen.

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    burbi

    13/04/2016 21:15:55

    Ottimo. Hakan in perfetta forma!

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    Giusi Provino

    31/03/2016 22:58:08

    Bellissimo giallo, bravo Nesser che ti fa andare a letto presto per scoprire il colpevole

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    birocc

    20/02/2016 12:13:36

    con la morte di mankell ci è rimasto hakan nesser che tiene alto il giallosvedese,i suoi commissari umani e complessi ricordano il miglior maigret.bravo as always.tempus fugit ma il nostro ci tiene in pugno con mestiere

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    vittorio pisa

    15/02/2016 19:02:36

    Non è un caso se due tra i migliori polizieschi recenti mai letti (l'altro è "Confessioni di una squartatrice") siano stati scritti dallo stesso autore. Per dirla come si usa nella letteratura di genere, due indizi fanno una prova, ed in questo caso la prova è schiacciante! Hakan Nesser si conferma uno tra i migliori. Poliziesco dallo stile e struttura classiche. Il romanzo rivela, anzi rivendica, la sua origine nordica nella ambientazione delle vicenda ma, soprattutto, nello sviluppo della trama, lineare e dal ritmo lento, ma inesorabile. Se cercate il colpo a sorpresa ad ogni chiusura di capitolo, questo romanzo non fa per voi (cercate altrove; uno dei tanti thriller in circolazione, ce ne sono per ogni necessità). L'autore, nel raccontare i fatti, mantiene sempre il punto di vista dell'investigatore senza mai indulgere in digressioni inutili. La tensione narrativa è il racconto stesso dei fatti così come si succedono, in un intreccio semplice e quantomai efficace, tale da rendere il prosieguo della lettura una necessità imprescindibile e inprocastinabile (vi sembra poco?). Il racconto degli eventi e lo svelamento del colpevole incedono di pari passo con il complesso e faticoso procedere delle indagini che qui si sviluppano, in due fasi, in un arco temporale di 15 anni. Romanzo dallo straordinario equilibrio narrativo, preciso e dettagliato nella caratterizzazione dei personaggi, perfettamente inseriti nella sviluppo del racconto. Nessuna sbavatura, neppure nella forma della prosa che si mantiene sempre all'altezza della narrazione. Finale coerente e appagante. Più che il Camilleri di Svezia (come si legge nella fascetta di copertina), il riferimento più vicino e corretto è certamente Simenon. Scusate se è poco. Lettura per intenditori.

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    Nick

    12/01/2016 09:17:33

    E' la prima volta che leggo un romanzo di Nesser pur essendo appassionato di letteratura scandinava. Romanzo ben strutturato e coinvolgente con un finale affatto scontato. A tratti è un po' prolisso ma ci si può passare sopra. Bella la caratterizzazione dei personaggi.

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    susanna bottini

    28/12/2015 09:40:43

    Quando si compra un nuovo libro di Nesser, si ha sempre la certezza di non aver sprecato il denaro. Anche questo corposo romanzo non mi ha delusa. Una trama complessa e intrigante, un finale a sorpresa, e il solito grande carico di umanità riversato nel personaggio del commissario Van Veeteren. Una ottima lettura.

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    augusta

    17/11/2015 17:21:30

    Romanzo molto ben strutturato, in cui il personaggio principale (il commissario Van Veeteren)calamita l'attenzione del lettore, lasciando spazio, nel contempo, ai molti altri comprimari. Van Veeteren è persona dotata di intelligenza acuta e di brillanti intuizioni, amante dell'alcool (moderatamente), delle sigarette (tante!) confezionate a mano con una macchinetta e del gioco degli scacchi. Ma è anche ricco di una grande umanità, che gli permette di stemperare l'amara quotidianità, con la quale viene a contatto.

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