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Il caso Malaussène. Mi hanno mentito - Daniel Pennac - copertina

Il caso Malaussène. Mi hanno mentito

Daniel Pennac

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Traduttore: Yasmina Mélaouah
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 27 aprile 2017
Pagine: 274 p., Brossura
  • EAN: 9788807032332
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Il caso Malaussène. Mi hanno mentito

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La serie cult che ha fatto impazzire oltre 3 milioni di lettori in Italia ricomincia da qui!

"Un giorno di tre o quattro anni fa in cui firmavo copie in libreria, un'anziana signora mi ha chiesto se avrebbe ancora sentito parlare della tribù Malaussène. Aveva letto i romanzi su consiglio della nipote, una ragazzina venuta lì a farsi firmare tutti i titoli della serie per il fidanzato. A sua volta, lei li aveva letti su consiglio della madre, alla quale erano stati suggeriti dal compagno dell'epoca, diventato poi suo marito. Avevo le tre generazioni davanti agli occhi: la figlia, la madre e la nonna. Tutte e tre mi chiedevano ardentemente notizie di Malaussène. Ho promesso che gliele avrei date. Quelle tre lettrici mi hanno fatto scattare il desiderio di sapere che fine avessero fatto Verdun, È Un Angelo, Signor Malaussène e Maracuja. È quel che scoprirete ne 'Il caso Malaussène'".
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  • User Icon

    pia

    15/05/2020 12:42:35

    Torna finalmente nelle librerie, dopo decenni, la famiglia Malaussene al gran completo. Questa volta Benjamin, eterno capro espiatorio, e i suoi cari devono confrontarsi nientemeno che con un caso di rapimento! E come potrebbe andare tutto liscio se di mezzo c’è la famiglia più implausibile e confusionaria di tutta Belleville? Lo stile è il solito, piacevolissimo ed intrigante, stile di Pennac, così come la trama, ricca di imprevisti e colpi di scena, non ha nulla da invidiare ai precedenti capitoli della saga. Quello che cambia è la percezione del mondo di Benjamin, e forse dello stesso autore, sicuramente più pessimista.

  • User Icon

    lea

    14/05/2020 16:57:33

    Premetto di aver incontrato Daniel Pennac alla presentazione di questo libro a Icrea in occasione della Grande Invasione e rimasi piacevolmente sorpresa dal suo garbo, dalla sua ironia che si può percepire anche in questo suo nuovo romanzo. Ne Il caso Malausséne ritroviamo la maggior parte dei personaggi che ci hanno accompagnato nelle sue opere: da Verdun ne "La fata carabina" sino a Maracuja ne "La passione secondo Thérèse", a tantissimi altri che il lettore ha imparato ad amare e apprezzare. Con questo romanzo, lo scrittore non ha voluto o meglio non intende essere una operazione nostalgia, è molto di più. Leggerlo significa ritrovare vecchi amici che, con il passare del tempo, sono cresciuti e andati avanti con le proprie vite e quando li ritroviamo, è come se non si fossero mai allontanati da noi. Pennac ci porta nel suo mondo in una storia condita dalla modernità odierna con i social o meglio soscial, come li chiama lui. Un mondo di cui è bene non perdersi nulla fino alla prossima vicenda che prevede un continuo.

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    Book Lover

    14/05/2020 12:09:33

    Ritrovare l'amata tribù Malaussène è stato davvero bellissimo, non osavo sperare di poter rivivere le loro avventure. Mi è piaciuto molto che questa volta il romanzo fosse scritto in modo corale, seguendo i punti di vista di diversi personaggi. Benjamin si fa un po' da parte per lasciare spazio alla nuova generazione quella di suo figlio Signor Malaussène e dei nipoti Maracuja ed E' Un Angelo, con il loro linguaggio diverso ed il proprio tempo di social network e tecnologia. Pennac pur appartenendo ad una generazione molto diversa è stato molto bravo a tratteggiare la realtà contemporanea delle generazioni '90/2000. L'ironia e lo stile sono sempre quelli a cui tutti i fedeli lettori della tribù sono abituati e spingeranno a leggere tutto d'un fiato questo romanzo tra risate e qualche punta di nostalgia per il tempo volato. Unica pecca è che per la prima volta il romanzo non è auto-conclusivo, quindi dovremo aspettare ancora un anno per sapere come finirà l'avventura.

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    Gaia

    13/05/2020 18:40:24

    Chi ha seguito a tempo debito le vicende del clan Malaussene non può fare a meno di leggere quest'ultimo capitolo della saga, e non se ne pentirà, Pennac-Malaussenne è insomma un binomio sempre azzeccato anche se quest'ultimo romanzo non regge per intensità, e creatività letteraria il paragone con i suoi antecedenti.

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    M.P.

    12/05/2020 12:06:00

    Ritorna Daniel Pennac con una nuova imprevedibile avventura: nuovamente basata su Benjamin Malaussène, questa volta fulcro della vicenda è il sequestro operato da alcuni membri della famiglia e la conseguente combutta tra il figlio del sequestrato e la famiglia Malaussène stessa. Il sequestrato è un facoltoso imprenditore e faccendiere, Georges Lapietà, aduso a traffici e ricatti d’ogni tipo. Il riscatto chiesto è di 28 milioni, proprio la cifra che Lapietà avrebbe intascato come buonuscita di fine attività. Ma le cose non vanno come dovrebbero, cioè con la consegna del malloppo ad uno strano prete sul sagrato di Notre Dame e la devoluzione dei soldi a varie opere di soccorso a poveri e bisognosi: sequestratori veri irrompono sulla scena, si portano via Lapietà e chiedono un riscatto astronomico, pena la rivelazione (sono probabilmente d’accordo con il sequestrato) di malefatte d’ogni genere di politici e politicanti, con tanto di date e dati esposti minuziosamente. L’opera segna il ritorno non solo di Daniel Pennac, ma anche di Benjamin Malaussène, del capro espiatorio di tante storie, tutte ben fatte.

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    AAA

    14/10/2019 13:39:36

    Forse è il mio libro preferito di Pennac. Favoloso, lo consiglio.

  • User Icon

    kama

    25/09/2019 13:57:46

    A parecchi anni dall’uscita dell’ultimo libro dedicato alla famiglia Malaussene, Pennac torna nelle librerie con un nuovo titolo dedicato alla saga più famosa di Belleville. Premetto che questo libro ha un solo, unico, grande difetto: concepito come opera in due parti, l’autore ne ha tuttavia al momento pubblicata solo una, nonostante la promessa di far attendere al massimo un anno per la seconda parte, lasciando i fan a struggersi nell'incertezza della sua conclusione. A parte questo dettaglio tecnico, il libro è davvero gradevole: sono passati molti anni, e per forza di cose il mondo è cambiato. Benjamin è invecchiato, ma non solo anagraficamente: il suo sguardo sul mondo si è fatti più grigio e disincantato.

  • User Icon

    S.COLE

    17/09/2019 09:43:12

    Settimo capitolo di una saga eccellente in cui un miriade di personaggi pittoreschi e carismatici danno vita a vicende al limite del surreale e del grottesco. Un protagonista, Benjamin Malaussene, irresistibile così come tutta la sua tribù. Tutto il genio e la maestria di Pennac nel dipingere con sottile e acuta ironia la società contemporanea facendo da specchio alle varie realtà che ne fanno parte, da quella personale a quella familiare a quella lavorativa. Una saga capolavoro.

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    mamarco

    11/07/2019 14:14:22

    cinque stelle, perché dopo tutti questi anni ritrovo lo sguardo sornione e cinico di un Pennac che invecchia con stile

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    Laura dB

    23/01/2019 15:44:01

    Non è certo all'altezza dei precedenti libri sulla famiglia, e mi sono arrabbiata quando arrivata alla fine la storia si è spezzata in attesa della seconda pubblicazione (bei furbetti, eh!), ma comunque è stato bello ritrovarli dopo tanti anni, proprio come le rimpatriate nostalgiche che si cominciano a fare alla mia età. Aspetto il secondo libro, ma lo prendo in biblio.

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    giuli

    30/10/2018 11:06:23

    Quando ho saputo dell’uscita di una nuova “puntata” della saga Malaussène ne ero entusiasta! Ora che ho terminato il libro posso dire di esserne rimasta abbastanza delusa. Forse avevo aspettative diverse, forse anche il fatto che, essendo passati molti anni dall’ultimo libro, si fa un po’ fatica a ricucire le storie e le vite dei numerosi personaggi…non mi ha catturato e appassionato come gli altri. E, come qualcuno ha già sottolineato, una furbata commerciale bieca quella di dividere il libro in due! Delusa.

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    Maria Spagnoli

    22/09/2018 18:26:48

    Si svolge molti anni dopo la fine dell'ultimo libro antecedente a questo. Verdun, è un Angelo (detto Nange), Signor Malaussène (detto Sigma) e Maracuja (detta Mara), rispettivamente sorella, nipote, figlio e nipote del protagonista, sono cresciuti. Il caprio espiatorio é sempre Malaussène nonostante siano tutti adulti. Aspettavo da tempo che tornasse Pennac con Malaussène ed é stata una attesa premiata.

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    Floriano

    15/06/2018 03:27:09

    Tra i 50/60 libri che leggo ogni anno ce n è sempre uno che non riesco a finire. È quello che è successo con questo. Ho adorato Pennac, divorato tutta la saga malaussene, ma questo è imbarazzante. Sembra un vecchio cantante di successo di tanti anni fa che si ricicla nella sagra della salsiccia. Personaggi ritirati fuori dopo piu di 25 anni, dei quali si fa fatica a ricordare le vicende, uno stile ampolloso ed aulico che sfocia nella noia, un operazione vintage della quale proprio non se ne sentiva il bisogno

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    Davide

    19/01/2018 15:32:11

    Ho letto tutti gli altri della serie, anche questo no mi è dispiaciuto ... ma come operazione commerciale è veramente meschina ... il libro interrompe su più bello e bisogna aspettare il seguito ... assurdo ...

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    zzzz

    09/01/2018 10:32:49

    ovviamente il giudizio è positivo, è un libro di Pennac uno dei miei scrittori preferiti.

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    fabrizio

    15/11/2017 08:24:03

    Ero giovane e leggevo Pennac come ascoltavo Springsteen, con entusiasmo. Oggi dopo la lettura di questo suo ultimo, mi chiedo per quale motivo Pennac abbia dovuto riprendere la saga. Il romanzo e' davvero inutile, manca di ritmo ed ironia, riprende il passato senza darci entusiasmo. Peccato, almeno Springsteen ha la chitarra ancora accordata, anche se non lo seguo piu'.

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    Jole

    15/10/2017 14:27:51

    Ho ritrovato tutta la famiglia Malaussène e gentilmente Daniel Pennac inserisce dei passaggi per rinfrescare la memoria su chi è chi e da chi discende. Lettura piacevole, tanti personaggi e storie che si intrecciano come nello stile dello scrittore, rimane però un finale sospeso. Probabilmente ci sarà un prossimo appuntamento letterario

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    n.d.

    14/10/2017 09:34:21

    Pennac non si smentisce mai!

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    Andrea Fava

    19/09/2017 11:51:13

    Malaussène è sempre lui: invecchiato, più lento e forse un po' più stanco, ma non per questo meno interessante. Altrettanto interessanti tutti gli altri membri della sua tribù, cambiati ma sempre riconoscibilissimi nei loro tratti distintivi. I riferimenti a Parigi e alla Francia di oggi stupiscono per come Pennac sia riuscito a trovare il perfetto collegamento tra la vecchia saga, scritta trent'anni fa, e questa sua continuazione, adattando la storia alla realtà odierna in un mix di perfetta convivenza tra il vecchio e il nuovo. I figli sono diventati i veri protagonisti; non che Malaussène non lo sia più, ma ora la terra sta trovando tutti gli altri suoi satelliti...

  • User Icon

    Biagio

    04/08/2017 06:05:19

    È il primo libro di questo autore e sicuramente questo non mi ha aiutato a riconoscere le sfumature dei molti personaggi. Troppi. Questo però non rende impossibile valutare questo specifico episodio; l'ho trovato interessante ma un po' superficiale. Alcuni temi non sono affatto approfonditi e nemmeno "sfruttati" adeguatamente, alcune soluzioni poi mi sono sembrate semplicistiche e sbrigative, vedi il "papello" con il quale vengono ricattati gli organi governativi. Ho avuto l'impressione che la stesura di questo racconto-lungo non abbia richiesto un grande impegno. Forse l'autore è un po' stanco, o peggio non aveva troppo da dire.

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    Katia

    31/07/2017 09:24:18

    Non all altezza dei precedenti ma l aspettativa era tanta. Alcune cose rimaste in sospeso non permettono di gustare al meglio il romanzo. Rimaniamo in attesa del prossimo sperando di nn dover aspettare troppo.

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    gherardo

    20/06/2017 12:16:42

    adoro Pennac e la saga dei Malaussene... anche questo libro "si divora" tra belle citazioni e colpi di scena... allora perchè 3 stelle? perchè non sopporto la furbata commerciale di dividere un libro in due .... per sapere come andrà a finire dovrete comprare anche il prossimo libro (doppio esborso).... un'emozione non si interrompe!!! buuuuuu

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    Alinghi

    07/06/2017 12:38:24

    Un piacere ritrovare vecchi personaggi...e ritrovare il Pennac d'antan...libro gradevole, con qualche falla di troppo nella trama, soprattutto nel finale. Leggero, simpatico, scorre veloce. Scritto ottimamente

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    Cheletta

    30/05/2017 15:39:09

    È stato un attimo ritrovare la famiglia e tutti i personaggi che fanno da contorno a Benjamin Malaussène. Quanto mi è mancata la tribù!!!

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    Fede

    29/05/2017 10:44:23

    Premesso che mi piace tantissimo Pennac e che la scrittura è sempre molto piacevole sono davvero passati troppi anni dall'ultimo romanzo della saga quindi si fa fatica a ricordarsi di tutti i personaggi. Ciò rende la lettura un pò frammentata.

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    ELY

    23/05/2017 15:40:15

    CONSIGLIATO

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    Sergio

    09/05/2017 07:53:27

    Letto d'un fiato. Finalmente torna la tribù Malaussène che tanto abbiamo atteso. E forse proprio perché l'abbiamo tanto voluto, questo romanzo delude un po' le aspettative. La storia è sempre affascinante e il ritratto di questo mondo multietnico mantiene la sua freschezza, ma nel frattempo l'Europa intera è cambiata. Tutta l'Europa è diventata Parigi. E un po' tutti siamo diventati Malaussène. Così la sua storia - nata negli anni Ottanta del Novecento - si è trasformata quasi in normalità, perdendo quella straordinaria originalità che ci ha incantati tutti all'inizio.

Vedi tutte le 27 recensioni cliente

Potrebbero essere iridescenti e colorate le pagine di questo libro. Ciascuna di un colore diverso. E le parole? Le parole potrebbero svolazzare fuori dalle pagine come farfalle. Perché di fatto è una magia la scrittura di Daniel Pennac, un gioco di prestigio.

Rutilante, divertente, la storia procede di sghimbescio rischiando ogni momento di cadere, andare fuori tema. Lungo questo crinale Daniel Pennac ambienta le sue inchieste e fa muovere i poliziotti, i giudici e i ladri, crea una trama sdrucciolevole intorno alla quale c’è un giallo, un mistero, ma un mistero che fa acqua da tutte le parti. Nei gangli del discorso logico, come un buco nero con una forte propensione ad attrarre disastri, c’è Benjamin Malaussène, il capro espiatorio. E tutti sanno già di cosa stiamo parlando.

Tra il 1991 e il 1999 Pennac ha pubblicato in Italia la serie con protagonista la tribù dei Malaussène, fatta da Benjamin, dai suoi numerosi fratelli e sorelle - di padre ignoto e madre in fuga - e da tutti i multiformi personaggi di una Belleville multietnica. I romanzi (Il paradiso degli orchi, La fata carabina, La Prosivendola, Signor Malaussène, La passione secondo Thérèse) erano tutti incentrati su una piccola inchiesta in cui bombaroli, rapitori e ladri la facevano puntualmente franca mettendo sempre nei guai Benjamin, il capro espiatorio perfetto per qualsiasi investigatore, sempre al corrente dei fatti, sempre e comunque coinvolto anche grazie alla sua numerosa e turbolenta tribù.

Nel corso degli anni la famiglia è cresciuta e sono nati dei bambini, tutti un po’ strani e sopra le righe: l’urlante Verdun nella Fata carabina, la sorridente È Un Angelo nella Prosivendola, Signor Malaussène (un padre e due madri) nel romanzo eponimo e Maracuja (due padri e una madre) ne La passione secondo Thérèse. Oggi i bambini sono tornati e sono diventati adulti. Questo è il loro romanzo.

Dunque dove eravamo rimasti? Benjamin ha realizzato il suo sogno d’amore con la giornalista d’assalto Julie, figlia del governatore coloniale Corrençon, e trascorre le sue vacanze nel Vercors, dove il governatore ha edificato la casa di famiglia. Lavora ancora per le Edizioni del Taglione, la casa editrice votata al vero e diretta con abilità ferina dalla Regina Zabo. Quando è a Parigi vive sempre nella vecchia ferramenta, il luogo dove tutti i bambini sono cresciuti. Oggi Verdun è diventata un famoso e temibile giudice, esperto di diritto dello Sport. È Un Angelo, detta Nange, Maracuja, detta Mara, e Signor Malaussène, detto Sigma, hanno deciso di partire con delle ONG per prestare aiuto ai popoli del quarto mondo. Uno è in Africa, uno in Asia e uno in Sudamerica.

Il commissario di divisione Rabdomant è ormai in pensione e vive nel sud della Francia. Al suo posto c’è suo genero, Legendre. Rabdomant sta scrivendo un libro, Il caso Malaussène, un trattato di filosofia del diritto che analizza l’errore giudiziario a partire dalla vicenda di Benjamin. Anche Alceste, uno degli autori di punta delle Edizioni del Taglione, sta scrivendo un libro - nascosto in un fienile del Vercors. È un libro molto pericoloso che gli ha già causato tantissimi problemi con la sua famiglia e si intitola Mi hanno mentito.

Non dirò altro. Non dirò del rapimento di un importante uomo politico e non dirò dell’inchiesta che sta seguendo Verdun su un procuratore sportivo, non dirò che fine ha fatto Julie e non dirò in quale assurdo guaio si sta cacciando Benjamin, ancora una volta. Quello che posso dire è che il cane Julius, di razza molteplice, odore sostenuto e temperamento indipendente è sempre lì. Certamente non sarà il primo Julius nella vita dei Malaussène e neanche il secondo, ma a guardarlo camminare ritto per la sua strada sembra proprio lui.

Recensione di Annalisa Veraldi

  • Daniel Pennac Cover

    Romanziere francese. Figlio di un ufficiale dell'esercito francese, dopo un'infanzia in giro per il mondo, tra Africa, Europa e Asia, si stabilì definitivamente a Parigi.Professore di lettere in un liceo parigino, dopo aver esordito con alcuni romanzi per ragazzi tra cui Abbaiare stanca (1982), L’occhio del lupo (1984) – genere cui ritorna con il ciclo del giovanissimo ispettore Kamo (Kamo. L’agenzia Babele, 1992; Kamo. L’idea del secolo, 1993) – si è conquistato un pubblico di fedelissimi tra i lettori adulti con i romanzi Il paradiso degli orchi (1985) e La fata Carabina (1987) che innestano sulla struttura del romanzo poliziesco una galleria di personaggi bizzarri e uno humour dirompente che sfiora l’assurdo. Le avventure di Benjamin Malaussène,... Approfondisci
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