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James Crumley

Traduttore: L. Conti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: 363 p. , Brossura
  • EAN: 9788806192259

Recensioni dei clienti

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    Cristiana

    17/05/2016 21.29.34

    Molto ben scritto e molto ben tradotto; Crumley è uno scrittore, incidentalmente uno scrittore di gialli.

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    Rain

    25/03/2016 20.16.12

    che brutto! si salvano solo le prime e le ultime 10 pagine per il resto noia,sbornie colossali e storie di disadattati vari. evitate

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    France

    23/08/2013 22.09.46

    Mi dispiace abbassare la media di questo libro che ai più è piaciuto, ma sinceramente l'ho trovato mediocre. Le prime 30 pagine sembrano promettere benissimo e mi sono inizialmente entusiasmata, anche perchè l'avevo acquistato sulla scia delle molte recensioni positive... dopodichè a mio avviso non regge la tensione, si perde in quisquilie, dialoghi inutili, scene di una noia mortale che avrei voluto saltare a piè pari. Ci ho messo una vita a finirlo e sono rimasta con l'amaro in bocca e un senso di fastidio. Lo stile è ben curato, ma piuttosto distaccato e confusionario...ad un certo punto non mi ero accorta che per errore avevo saltato circa 25 pagine e sono andata avanti a leggere per un bel pezzo senza rendermene conto: questo per far capire quanto poco filo logico io abbia trovato nella trama! Personaggi antipatici, pesanti e poco coinvolgenti dei quali la maggior parte poco approfonditi e solo vagamente tratteggiati dall'autore. Forse sono io rintronata, ma non sono proprio riuscita a trovarci nulla di buono.

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    Massimiliano

    16/04/2010 11.58.31

    Romanzo notevole. Duro e viscerale, imbevuto di ironia e perdizione, annegato nel whisky, vero protagonista della storia. Reietti, prostitute da vecchia locanda, ubriaconi e un umanità varia fatta di solitudine e degrado esistenziale sullo sfondo della "grande provincia" ai margini dei grandi parchi americani. Protagonista "scazzato" fino alla fine. Da incorniciare.

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    gianni70

    21/03/2010 23.33.45

    Terminato oggi "IL CASO SBAGLIATO" di JAMES CRUMLEY Per chi ama l'Hard Boiled e il poliziesco. Un bel libro del 1975...non conoscevo Crumley prima ma senz'altro quando è uscito il libro deve aver destato scalpore, per il realismo dei personaggi, la rappresentazione del degrado metropolitano, la violenza forse inedita.... La cosa che però mi ha colpito è che Crumley scrive come un autore "serio" ... pur restando nei canoni del genere ...e anche se ci troviamo di fronte al detective privato ubriacone, alla dark lady manipolatrice quanto folle e a tutta una serie di personaggi di contorno... sgualdrine, ubriaconi, gestori di squallidi locali, boss della malavita e sicari...insomma tutta la "fauna" tipica di questi racconti...Crumley procede come il McGrath più analitico e il Lansdale più serrato. Bello il finale.

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    Cristiana

    06/02/2010 21.23.36

    Molto ben scritto e molto ben tradotto; Crumley è uno scrittore, incidentalmente uno scrittore di gialli.

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    Domenico

    18/05/2009 23.34.41

    Concordo con la recenzione di Antonio,qui il vero protagonista non sono i vari personaggi del romanzo ma il Whisky praticamente onnipresente in ogni pagina. Si beve,si beve e si beve ancora fino all'inverosimile e anche oltre. Il romanzo è un discreto hard boiler/giallo con colpo di scena finale,a volte un tantinello tirato per i capelli ma nel complesso più che meritevole. Non ai livelli di L'ULTIMO VERO BACIO (il capolavoro di Crumley) ma di gran lunga superiore a gli ultimi,spesso mediocri,romanzi dello scrittore statunitenze.

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    ANTONIO BOCCHI

    16/02/2009 19.54.10

    Una coltre invisibile di alcool ci avvolge mentre leggiamo l’ultimo romanzo di Crumley. Si respira alcool, si sente il bruciore del whisky scendere lungo l’esofago, in bocca i rigurgiti acidi del dopo sbronza. Ci si può addirittura ubriacare, come mi succedeva da piccolo quando mio padre faceva il vino e lo lasciava fermentare nei tini. Crumley sguazza nell’alcool, i suoi personaggi rimbalzano come palline da flipper tra un drink e l’altro. La trama è una scusa, le vicende perdono di lucidità come se a raccontarle fosse un ubriaco. Arriviamo in fondo al romanzo e sentiamo un cerchio alla testa, abbiamo sicuramente bevuto troppo. Romanzo materico, trasuda odori, sapori, sguardi annacquati e liquidi. La disperazione ha sempre la possibilità di essere annegata in un bicchiere. Si spara e poi si resta a guardare l’effetto del colpo con lo sguardo perso nel vuoto. I cattivi sono quelli che si ubriacano di meno, che non hanno il coraggio di affogarsi nell’alcool. Straordinario romanzo crepuscolare. Declino delle pulsioni, degli amori, del senso del dovere. Si sguazza come in uno stagno malsano. Con il whisky al posto dell’acqua.

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    liberodaimpicci

    13/12/2008 02.06.55

    dopo l'ultimo vero bacio. Tutto sembrava difficile. parlo per crumley. Come dopo aver segnato sotto la Kop ad anfild road in rovesciata. Impossibile rivivere quegli attimi. Ma niente è come si pensa. Chi se lo ricorda l'ultimo vero bacio se dopo quello, hai vissuto veramente? Nessuno, di quelli che dico io. E questo libro come dire, è un pò un albero di natale dentro un uove di pasqua. Sorpesa!

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