Castelli di rabbia - Alessandro Baricco - copertina

Castelli di rabbia

Alessandro Baricco

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Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 222 p., Brossura
  • EAN: 9788807819698

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A Quinnipak c'è una locomotiva di nome Elizabeth, la locomotiva del signor Rail. A Quinnipak si suona l'umanofono, lo strumento del signor Pekish. Quinnipak è un luogo dove chi vive o chi ci arriva ha una storia scritta addosso. Quinnipak è un luogo che invano cerchereste sulle carte geografiche. Eppure è là. Il libro è uscito per la prima volta nel 1991.
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    Francesca

    25/10/2012 00:17:52

    Di Baricco non ho letto tutto, ma parecchio, ne apprezzo la ricercatezza stilistica e la profondità dei temi. Tra tutti i suoi romanzi forse "Castelli di Rabbia" non è proprio il mio preferito, ma come hanno già scritto anche in altri commenti, ci sono frasi che sono vere "perle", spunti di riflessione che possono aprire la mente, e descrizioni davanti alle quali non si può non restare incantati. Il "non siamo calzini ma persone" me lo porterò sempre dietro. Per me un'autore una spanna sopra.

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    Federico

    12/10/2012 10:48:50

    Un libro fantastico..suggestivo e bellissimo.. Le labbra della Sig.ra Rail non si dimenticano..

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    Silvia

    24/09/2012 16:29:31

    Quando leggo i libri di Baricco entro in un altro mondo, in una realtà fantastica e spettacolare. Baricco è capace di farmi sorridere, versare qualche lacrima e sorridere ancora anche in una sola pagina. Quattro stelline per questo libro per il semplice fatto che speravo in un finale diverso....

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    Antonio

    16/09/2012 14:21:03

    Bello. Basta leggerlo, per capirlo.

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    Mario

    06/09/2012 21:51:23

    Ho letto altre recensioni prima di scrivere la mia, perché volevo cercare di capire se sono io il problema o se lo sono i libri (non tutti...ma quasi) di Baricco e, devo dire, che leggendole mi sono consolato perché vi ho ritrovato molti riscontri. Tra quelle più negative che ho letto non mi trovo d'accordo nell'affermare "tout-court" che Baricco non sa scrivere e che cerca di imitare altri scrittori più bravi di lui. Io non mi sento di dire una cosa del genere perché non mi sento all'altezza, anzi, io trovo che scriva molto bene, direi quasi troppo bene, tanto da risultare incomprensibile per molti (tra cui io...). Narcisista? Sicuramente si. Inutilmente lezioso e volutamente "dotto"? Anche. La storia di per se è molto interessante, ma le frequenti (e, per me, inutili) divagazioni e cambi di tempi, soggetti ecc... la rendono inutilmente complessa e faticosa da seguire. Per finire con un finale che ancora adesso ogni tanto cerco di riprendere e capire, senza riuscirci, ovviamente. Prima di me l'ha letto mia moglie, al quale è piaciuto pur non avendone, come me, capito la fine... Non credo che lo regalerò mai.

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    Luna Lovegood

    30/08/2012 14:43:24

    Un viaggio negli anfratti dell'umanità, "un grande magazzino di umanità" per citare lui, "un concentrato di storie, un ingorgo di vite versato qui dentro". Quinnipak è un villaggio di persone che sanno vedere l'infinito. Pekish lo suona, Penht se lo appunta sul suo quadernetto, Jun ce l'ha addosso, tra le labbra, dice lui, il signor Rail nella sua mente e nei suoi progetti, il vecchio Andersson nella fabbrica del vetro. Tutti loro, rimarranno con voi, dopo aver chiuso il libro. Oh, se rimarranno con voi.

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    Francesco

    04/03/2012 21:04:11

    Sono un amante di Baricco, eppure in questa occasione, dopo la lettura di questo libro, credo di avere più critiche negative che positive. Innanzitutto, tutto il libro mi sembra solo un lungo esercizio stilistico. Non che questo sia particolarmente invalidante, certo è che a tratti mi sembra che le situazioni evocate siano un po' troppo "tirate per i capelli", che non si reggano troppo in piedi. Per gusto personale non amo particolarmente il contrasto troppo crudo tra un linguaggio fortemente lirico ed uno quasi "volgare", anche questo mi sembra un mezzuccio letterario un po' sorpassato. Inoltre trovo che queste lunghe ripetizioni di frasi o pezzi di esse sviliscano molto il concetto delle stesse, ne riducono la potenza che credo che l'autore volesse trasmettere e che credo sia sempre stato in grado di fare in modo eccellente. Vi sono alcune trovate piacevoli, naturalmente, mi spiace solo che con un così bel materiale a disposizione il prodotto sia, secondo me, così volutamente confuso e, forse proprio per questo, scontato.

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    Francesco

    06/02/2012 19:05:15

    Una miriade di discorsi che non portano a niente. Baricco mi piace a tratti e questo tratto non mi piace per niente.

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    cristina

    04/02/2012 17:37:14

    Inutile. Non mi è piaciuto lo stile linguistico, non mi è piaciuta la storia, le digressioni mi davano un'impressione didattica e noiosa. Insomma, uno dei peggiori libri letti negli ultimi anni.

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    Dario

    18/01/2012 13:05:16

    Leggo sempre più spesso questa frase: 'Baricco o lo ami o lo odi'. Mi chiedo come si fa ad odiarlo. Per me è un grandissimo scrittore, intenso ed indefinibile come solo i sogni sanno essere. Castelli di rabbia è un gioiello, piccolo ma infinitamente prezioso. Un libro con un andamento spesso fuori da uno schema logico; si salta da un personaggio ad un altro apparentemente lontani fa loro, da una vicenda ad un altra sottilmente collegata alla prima, così, come se non ci fossero limiti di spazio ne di tempo. E' facile perdersi sia scrivendolo che leggendolo. L'autore ha dimostrato una perfetta padronanza della 'storia' racchiudendo tutto in tre parole: 'castelli di rabbia'; si è concesso libertà stilistiche e narrative volando molto in alto, spaziando in un cielo infinito e riportando il tutto sui binari vincolanti di un necessario finale che spiazza. Il lettore deve essere attento (anche per godere la perfezione della struttura delle singole frasi), e allo stasso tempo deve lasciare correre i sogni permettendogli di fare quello per cui sono stati inventati e cioè aiutare ad evadere tenendo alta la concentrazione di passioni nel cuore dell'uomo. Forse non è un libro per tutti. Io so che ho già voglia di rileggerlo.

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    Foffy

    10/01/2012 11:25:01

    Ad oggi uno dei miei libri preferiti. Continuo a rileggerlo periodicamente, ed ogni volta scopro un dettaglio nuovo che modifica la luce sul resto dell'opera. Come hanno già scritto altri, Baricco o lo odi o lo ami. Quindi è difficile dire se lo consiglierei a qualcuno. Non vorrei rimanere deluso dalla persona alla quale l'ho consigliato... ;)

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    Annette

    03/10/2011 22:50:13

    E' il primo libro di Baricco che ho letto e me ne sono innamorata follemente sin dalle prime righe.

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    Viola

    18/07/2011 11:46:41

    Vorrei che si vedesse quest'opera in se per se, senza essere paragonata alle altre di Baricco.E' una dolce e romantica storia da Far West.E' un inno ai sogni e sognatori impossibili, al'amore che non cerca ragione, colpe, ma vive e si nutre di ciò che si nasconde in profondità delle anime rare! E' un libro piacevole, lo consiglio a chi si culla a vita nei sogni impossibili!

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    Air

    23/04/2011 08:57:02

    sicuramente non è al livello di Oceano mare ma si ci avvicina di gran lunga. è una storia ricca di immagini metaforiche e grandi citazioni che aiutano a riflettere.

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    SuBurriccu

    03/01/2011 22:56:59

    L avete già detto, Baricco si ama o si odia. Avete detto anche che parla di nulla. E va beh. Io personalmente lo amo, e dissento sul fatto che parli di nulla, ma anche se fosse, tra gli autori che parlano di nulla sarebbe il primo a livello qualitativo senza manco iniziare la gara. Penso che sia più bravo sui romanzi come questo rispetto ai racconti brevi come Seta o Senza sangue. Ora, io non so se è il più bello dei suoi libri. Li ho letti tutti e mi verrebbe da mettere primi a pari merito Castelli di rabbia, Oceano mare, e City. Solo una briciola più in basso "Questa Storia"...ma questione di micromillimetri. Castelli di rabbia è il primo che ho riletto. E il primo che lessi. Lo priviligerei solo per "affetto". Certo i gusti son gusti e bla bla bla...però riesco difficile credere che qualcuno possa OGGETTIVAMENTE pensare che Baricco scriva male. Provatelo, se non l avete mai provato. Se avete letto altro e non vi è piaciuto non riprovate inutilmente...Baricco è Baricco in tutti i suoi libri. Solo non vi accanite...questo sa scrivere per davvero... Cià

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    il Dario

    10/10/2010 22:57:26

    "Fra le infinite violenze a cui si abbevera la pazzia, l’assistente scelse per sé la più sottile e inattaccabile: il silenzio." Genio o follia? L'intreccio si sviluppa in modo disordinato, raccontando le storie dei diversi personaggi mischiandole continuamente, eppure quando ritorna su un personaggio, tutto si ricollega e la storia si legge che è un piacere. Sempre chiedendosi se i personaggi agiscono in modo geniale o sono semplicemente folli. L'unica costante dei libri di Baricco è che rimango stupefatto alla fine dei suoi libri. Ottimo

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    LaMelaMarcia

    05/10/2010 11:21:17

    Romanzo ambientato nel diciannovesimo secolo in un luogo immaginario, dove si succedono strani fatti fra bizzarri personaggi lungo un fili conduttore rappresentato da un ambiguo rapporto d'amore fra la signora e il signor Rail. E poi vi sono uno strano inventore, un architetto sognatore, un ragazzo che fin da bambino si annota giornalmente le massime sulla vita e una moltitudine di altri figuri e circostanze che si aggrovigliano fra loro in un alone magico che caratterizza l'intera vicenda.

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    giusy

    22/06/2010 10:41:10

    Come in tutti i libri di Baricco, anche in questo ci sono lezioni di vita che si intrecciano con personaggi forse troppo arrendevoli davanti alle difficoltà che la vita stessa ci riserva. Soffermatevi anche laddove vi sembrerà banale xchè NULLA con Baricco è lasciato al caso.

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    Mafalda

    22/04/2010 21:02:46

    Baricco mi piace, e tanto... Ma Castelli di rabbia, proprio non l'ho capito. Proverò a rileggerlo.

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    Giorgio

    02/07/2009 15:27:49

    Un libro meraviglioso, forse il migliore che ho letto, ad oggi, di Alessandro Baricco. Se è vero che in un viaggio a volte ciò che importa non è la meta che si raggiunge, ma il percorso che si compie per raggiungerla, e se vero che la lettura di un libro si può paragonare ad un viaggio, allora direi che le opere di Baricco siano l’esemplificazione del suddetto precetto. La trama, seppure interessante ed a suo modo originale e moderna, non è ciò che spicca nelle opere di questo autore. Ciò che più affascina è il modo di raccontare. La sua eleganza espressiva, il ricamo delle espressioni e delle costruzioni lessicali utilizzate. L’abile utilizzo dei ritmi di narrazione, lento nelle descrizione e poi repentinamente veloce nell’esprimere percorsi mentali o accadimenti inaspettati. L’uso sapiente della ripetizione di alcune espressioni, o di intere locuzioni, quasi a voler emulare un pensiero ricorrente che la mente, tra sé e sé, ripete. Alessandro Barrico esprime un italiano ricercato, ricco, guarnito, pur senza l’utilizzo di scomodi, antiquati o inconsueti vocaboli, quindi senza rallentare o rendere difficile la lettura, ma con un puro esercizio narrativo di “ars scribendi”. Era da tempo che leggendo qualcosa non provassi il desiderio di trascrivere parti di ciò che stavo leggendo, semplicemente per poterle far mie e richiamare alla memoria. Chi cerca suspense, o trame veloci o “consistenti”che ricoprano la quasi totalità della narrazione, deve probabilmente leggere altri autori, questi non sono scritti per la mente, direi, ma per l’animo. Un libro meraviglioso, forse il migliore che ho letto, ad oggi, di Alessandro Baricco.

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  • Alessandro Baricco Cover

    Nasce a Torino il 25 gennaio 1958. Si laurea in Filosofia con una tesi in Estetica e studia contemporaneamente al Conservatorio dove si diploma in pianoforte. L’amore per la musica e per la letteratura ispireranno sin dagli inizi la sua attività di saggista e narratore.Come saggista esordisce con Il genio in fuga. Due saggi sul teatro musicale di Gioacchino Rossini (Il Melangolo, 1988; Einaudi, 1997). Castelli di rabbia (Rizzoli, 1991; Universale Economica Feltrinelli, 2007), suo primo romanzo, Premio Selezione Campiello e Prix Médicis Etranger, è un’autentica rivelazione nel panorama della letteratura italiana e ottiene il consenso della critica e del pubblico. Seguono Oceano Mare (Rizzoli, 1993; Universale Economica Feltrinelli, 2007), Premio Viareggio e... Approfondisci
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