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Orhan Pamuk

Traduttore: G. Bellingeri
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 172 p. , Brossura
  • EAN: 9788806183752
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Recensioni dei clienti

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    elisa

    23/03/2012 11.10.39

    mah!!....io trovo che sia scritto male ed anche noioso, è il primo libro che leggo di quest'autore, spero il prossimo sia nettamente migliore.

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    cheetah32

    30/03/2011 17.02.35

    Sconsigliato per chi cerca i colpi di scena, suspense o moltitudine di eventi; nel libro vi si incontrano domande e pensieri che ricercano il vero 'Io' della persona e relative al confronto con il prossimo. E' sicuramente un gran libro con una grande idea di fondo!

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    lettore4

    14/11/2010 10.12.27

    Libro scritto benissimo, non so quanto sia merito del traduttore ma il rivolgersi, di tanto in tanto, al lettore è emozionante ("tu diresti"...). Per quanto concerne la trama, la seconda di copertina è fuorviante: lo scambio d'identità avviene solo nelle ultime pagine e non è assolutamente questo il particolare su cui si regge il racconto, per cui l'aspettativa puù rimanere ampiamente delusa. Qualche perplessità rimane sull'ambientazione storica, indecifrabile e con un effetto straniante nella commistione tra un passato molto lontano (il Seicento) e i dettagli più recenti (la macchina che, ad un certo punto, viene detto che è costruita in acciaio). L'indeterminatezza finale è perfettamente in linea con il tema del doppio e le spiegazioni dell'autore mi son sembrate un di pi? francamente evitabile. L'idea del manoscritto ritrovato è un po' debole e già sfruttata, anche questo si poteva evitare. Lo scontro mi pare sia più incentrato fra chi vuole conoscere e chi no più che tra Occidente ed Oriente, cristiani e infedeli. Non è consigliabile a chi nella lettura cerca il colpo di scena e gli effetti speciali.

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    Moreno C.

    05/01/2010 23.41.47

    'Il castello bianco' è un libro che finisce per produrre unicamente un tedio assoluto, e non per il tema trattato (il conoscere se stessi e il perchè 'io sono io e non un altro') che è certamente interessante e meritevole di essere discusso soprattutto quando coinvolge individui appartenenti a civiltà diverse, ma per come le vicende raccontate siano funzionali solo a specchiare l'interiorità dei protagonisti e non a far prendere vita ad una storia che possa appassionare.

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    alex

    29/10/2009 16.57.54

    L'idea di partenza è molto affascinante, ma poi, a mio parere, il famoso scrittore si perde in uno scritto faticoso e lento. un sicuro aiuto per chi soffre di insonnia, provare questo libro prima di consultare il medico.

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    Luca

    21/04/2009 09.30.03

    L'idea di partenza è molto buona,peccato che poi l'autore si perda un pò.Non è un libro da leggere in 2 giorni,probabilmente alla seconda lettura si possono carpire tutti i messaggi.E' il primo libro che leggo di P.O.,forse non era quello giusto..

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    Silvia

    02/08/2008 12.26.21

    Un libro che non regala alcuna emozione, una prosa che pesa e non conquista, un'idea geniale imbrigliata nelle maglie di situazioni pretestuose e poco convicenti.

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    Riccardo

    22/03/2008 16.13.02

    d'accordissimo con voi. l'idea di certo era buona, ma non è stata sviluppata bene. come già detto è uno dei classici libri dove il terreno c'è ma il fiore no. forse ho fatto male ad iniziare a conoscere questo autore con questo libro. bella l'idea della somiglianza dell'occidente e dell'oriente ma le negatività le ho già dette. non do un voto assolutamente negativo per questa unica ragione, l'idea ok, ma posta in modo poco bello.

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    Greta

    03/03/2008 09.00.24

    Dopo la seconda metà del libro, ho iniziato a saltare le pagine a due a due, raramente mi sono annoiata così, ed ora sono qui a chiedermi cosa volesse dire l'autore . Se stava raccontando semplicemente una storia mi ha entusiasmato poco, se c'era qualche significato nascosto, io non l'ho capito. Forse è proprio per questo che lui ha vinto un Nobel e io no...... Un narrare piatto, a volte anche un pò confuso, poco incisivo, mi aspettavo un racconto di tutto altro genere e stile.

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    lhl

    07/02/2008 09.09.14

    come molti altri, anch'io sono uscito molto deluso dalla lettura di questo libro. L'idea e lo stile sono sicuramente molto buoni ma un quanto a realizzazione, a scorrevolezza e coinvolgimento è vicino allo zero.

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    ALESSANDRO SPAZIANI

    26/01/2008 16.40.47

    Incipit alla Hemingway: uno si aspetta il capolavoro e invece tutto si dissolve in un noioso nulla; e se costui si è meritato il Nobel io ci ripenso e sposo e i tifosi di Roth che al confronto è un marziano!

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    Alessandro

    19/12/2007 13.58.46

    Mettiamola così: Manzoni nel trovare il suo manoscritto è stato decisamente più fortunato del signor Pamuk! Libro pesante nonostante la brevità, senza un colpo di scena, senza niente...

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    Ale

    30/07/2007 17.03.27

    Decisamente un libro pesante, benchè non lungo. Ma onestamente mi aspettavo qualcosa di più, vista la grande pubblicità che si fa a questo scrittore.

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    Claudio M.

    31/05/2007 07.45.10

    Alla prima lettura ostico e "falso", il romanzo rivela poi (seconda lettura) aspetti di grande interesse, sia psicologico che ambientale. Ma la traduzione forse tradisce la difficoltà di rendere una scrittura, certo un po' troppo complessa (differenza di mentalità fra due mondi diversi?)- Romanzo da rileggere.

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    Corrado Nico

    29/05/2007 02.33.35

    L'idea di partenza del romanzo e' buona: il mago ottomano e il suo servitore veneziano che si assomigliano come due gocce d'acqua e alla fine si identificano in una indistinguibile entita', simboleggiano le somiglianze di oriente e ocidente, viste come due facce di uno stesso specchio, due entita' in simbiosi e bisognose l'una dell'altra. Ma francamente la scrittura e' troppo lenta e prolissa, e alla fine risulta soporifera. Anche se indubbiamente rimane la geniale idea di partenza. E' il primo romanzo di Pamuk che leggo, non so se sia indicativo della sua scrittura. Voto direi 3-4. Corrado.

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    Davide

    20/02/2007 22.34.07

    Forse ragioni economiche spingevano Pamuk a scrivere e pubblicare un nuovo libro benché non avesse nulla da raccontare. E' l'unica spiegazione che riesco a darmi dopo aver letto un libro così inconsistente, povero di contenuti e decisamente poco interessante (eufemismo).

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    paolo

    30/01/2007 09.47.55

    Due culture allo specchio in questo romanzo di Pamuk. Un confronto sottile giocato su meccanismi mentali che porta ad un confondersi di identità, quasi allo smarrimento. Molto ben scritto. Lo consiglio

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    Claudio

    21/12/2006 09.25.31

    Un libro intenso e ben composto che riavvicina oriente ed occidente. I due protagonisti, provenienti da due mondi diversi, si confondono tra loro per indicarci quanto uguali siamo tutti, al di là dei pregiudizi e delle frontiere, al di là della religione e del credo politico. Il castello bianco è un bel romanzo. A volte ricorda Borges, per le scene davanti allo specchio, altre ricorda Eco, per la storia del manoscritto; ciò nonostante si tratta di un libro originale e pensato.

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    Ponynero

    19/12/2006 13.04.58

    E' uno di quei libri che non sono venuti bene nonostante l'idea fosse abbastanza buona. Non lo consiglio per fare conoscenza con Orhan Pamuk

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    Monica

    16/12/2006 11.31.20

    Sono felice che altri lettori abbiano avuto la mia stessa impressione leggendo il libro. Mi trovo particolarmente d'accordo con chi dice che l'autore si è impegnato in un esercizio di stile perdendo completamente di vista una storia che, scritta con un po' più di scorrevolezza, avrebbe potuto appassionare.

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