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Elizabeth George

Traduttore: M. C. Pietri
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2012
Pagine: 582 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830433908

Recensioni dei clienti

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    anda

    29/08/2015 08.31.34

    Amo l'autrice ma questo libro è una totale delusione. L'affascinante introspezione psicologica tipica della George è stata sostituita da una caotica e poco riuscita commedia, o tragedia, degli equivoci. L'intuibile identità di un personaggio è il male minore : la sua morte, interamente attribuibile a un personaggio "positivo" è liquidata con indifferenza da un altro personaggio positivo. Non c'è spessore, solo una serie di eventi

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    Davide La Morella

    28/11/2014 15.53.13

    Non ci siamo proprio con questo libro e per me che sono un lettore della George è un colpo al cuore. Premetto che se non avete finito di leggerlo non andate avanti nel mio discorso. Il romanzo vede un'improbabile svolta dei personaggi (anche se a ben pensare Linley è stato sempre attratto dalle gonnelle ed ha fatto follie, basta ricordare il viaggio a Santa Barbara per Deborah, la storia con la locandiera di Scuola Omicidi poi con Helen la situazione era leggermente cambiata),ma è l'intera storia che non funziona, l'intero impianto che è costruito male. Una delle caratteristiche dei libri della George è stata quella di incrociare la vicenda del libro con l'introspezione dei personaggi e delle loro vicende personali. Ma in questo libro è addirittura il contrario:sembra di leggere un libro sui nostri eroi dove la morte di Ian è un dannato particolare su cui perdere qualche pagina. Ma stiamo leggendo un libro rosa o giallo? Perchè di giallo non c'è nulla: la morte di Ian appare da subito per quello che è, il coinvolgimento di Scotland Yard appare un pò forzato, quello di Deborah e Simon addirittura è assurdo (capisco Simon ma perchè Deborah viene coinvolta inizialmente dall'immagine,se non quello di voler intrecciare la sua storia con quella di Alatea?) Ma poi pensate a Bernard che chiama Scotland Yard per farla indagare: una qualsiasi persona di buon senso sarebbe tornata a casa dalla moglie e avrebbe detto che non c'era nulla da fare, Scotland Yard non poteva riaprire un caso senza prove. Ma il peggio del libro secondo me sta nel finale: Barbara (sempre il miglior personaggio della saga) scopre la reale natura di Alatea (mah!!) Ebbene??? Perchè Linley diretto a Londra deve tornare indietro per parlare con Alatea? Qual'è il movente dell'assassino??? La scena finale è senza senso, quasi un pretesto per creare l'equivoco finale che è più da Woodehouse che da George: 3 dialoghi consecutivi dove le persone parlano di cose diverse senza accorgersi dii nulla. Un incubo

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    Erika

    06/01/2014 06.58.47

    No, decisamente un libro che non parte!!!!! Ho letto quasi tutti i suoi libri ma con questo ho dovuto fermarmi!!!!!

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    lolli

    18/09/2013 19.01.29

    Non è all'altezza degli altri libri scritti dalla George, soprattutto le storie sono veramente eccessive. Va bene la problematica di Ian, va bene quella di Tim ma la storia di Alatea mi sembra troppo!! Peccato.

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    paola

    03/08/2013 10.25.55

    il peggior libro della George, non pensavo fosse così incasinato e scritto in modo disarmonico!!!peccato!!

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    novella

    22/06/2013 09.05.23

    Una volta terminato il libro viene da chiedersi :"quindi?????"....un intreccio di storie inverosimili che non porta assolutamente da nessuna parte con l'inevitabile delusione del lettore che s'è sciroppato 579 pagine per ritrovarsi al punto di partenza solo un po' ,anzi,molto più annoiato.Non saprei come classificare questo romanzo che non è nè un thriller nè un romanzo sentimentale e i cui personaggi sono degli stereotipi che si aggirano in questo unverso senza mai trovarsi.Da evitare se si vuole conservare l'idea che la George sia una discreta narrarice.

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    Danila

    04/05/2013 16.43.02

    Come altri hanno scritto prima di me ho letto tutti i libri della George. Il primo a deludermi è stato "La donna che vestiva di rosso". E poi questo. In parte sono dispiaciuta, ma non si può credere che tutti i libri di uno scrittore siano perfetti. La storia l'ho trovata lenta e un po' inverosimile, anche se ho apprezzato il colpo di scena finale che riguarda Barbara. Devo dire, però, che i ringraziamenti mi hanno chiarito un po' le idee. Inoltre, solo per i puristi, oltre ai soliti riferimenti alle vicende passate della vita di Linley (sia con Helen che con Deborah che con Simon), Qui la George ha fatto un esplicito riferimento ad altri 3 dei suoi libri: "Agguato sull'isola", "Nessun Testimone" e proprio "La donna che vestiva di rosso". Comunque io la adoro e, a meno che non cominci a scrivere qualcosa stile Moccia, continuerò a leggerla finché scriverà.

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    camilla

    15/02/2013 17.32.53

    Molto diverso dai precedenti libri ma io l'ho divorato come succede sempre coi libri della George forse non è il migliore ma è come sempre ben scritto.

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    giuliano mandrini

    03/02/2013 17.41.27

    Il mio vecchio professore di italiano alle superiori mi avrebbe detto: buona prosa, discreto racconto, bella delineazione dei personaggi...ma non hai svolto il tema; voto 4 Perchè chi si appresta a leggere un libro della George si aspetta di leggere un thriller (o un mistery, chiamiamolo come vogliamo)mentre in questo caso ci troviamo di fronte a un romanzo che sviluppa ed indaga su rapporti di coppia. Nulla da ridire se fosse stato posto nella collana Harmony, ma all'interno dei gialli e noir questo titolo è fuori posto, purtroppo non è la prima volta che la scrittrice cade in questo errore. Per tornare al romanzo come già premesso solita maestria nella narrazione, ottima ambientazione e caratterizzazione dei personaggi, che purtroppo però tendono ormai a prenderLe la mano ed appaiono sempre più evidenti gli ingredienti della soap opera. Un romanzo giallo deve prediligere un fatto cruento ed un'indagine, i sentimenti e la vita privata dell'investigatore e del suo entourage devono meritare solo un'accenno; e dire che il libro iniziava molto bene con parecchia carne al fuoco e presupposti di un ottimo finale; si è purtroppo squagliato come neve al solo pagina dopo pagina. Credo che abbiamo perso lizabeth George come giallista, quello che doveva dare ha dato (ed è stato tanto) Mi piace ricordarla com'era

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    Isa

    02/01/2013 21.19.35

    Ho letto tutti i romanzi di questa scrittrice e per me questo e' l'ennesimo suo successo.Per quasi 600 pagg.ha il ritmo incalzante di un thriller che thriller pero' non e'. Bellissimo!

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    Eleonora

    15/12/2012 08.43.02

    Il peggiore dei libri della George, molto lontano da capolavori come "E liberaci dal padre". Anche il modo di scrivere è cambiato. Quasi che fosse un altro a scrivere....noioso e senza storia.

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    nicoletta

    22/11/2012 12.25.21

    come altri lettori ho l'impresione che la creatività della George si sia un po' esaurita, foerse dopo l'"uccisione" di Helen. Scrive sempre bene, il plot è ben delineato, ma a fine lettura si rimane con un senso di inutilità. Trovo Deborah non troppo interessante come protagonista, perchè è un personaggio che non evolve, congelata nella sua maternità impossibile.

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    simona

    19/11/2012 10.36.15

    Sono pienamente d'accordo con la mia omonima. Anch'io ho letto TUTTI i libri di E. George e non vedevo l'ora che uscisse il suo ultimo romanzo, anche perchè ci ha fatto attendere parecchio. Purtroppo questo romanzo lo trovo sotto tono rispetto a quelli che ero abituata a leggere della George..scrive sempre benissimo, ma questa storia non ha nè capo nè coda, pensavo che alla fine un finale vero e a sorpresa ci fosse davvero, e invece niente! Non riesco a capacitarmi per un storia così mal riuscita, spero nel prossimo!

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    Giorgio Girelli

    18/11/2012 14.50.13

    Una lunga e onorata carriera quella della George, ma ora come scrittrice mi sa che l'abbiamo persa...

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    carlotta

    17/11/2012 10.18.14

    Ho trovato il libro infinitamente migliore de " La donna che vestiva di rosso": meno male che la George si è ripresa un po'. Un po' ma non totalmente perchè questo testo si legge bene, è ben scritto con personaggi ben delineati ma nello stesso tempo è alquanto noioso e poi non è un giallo dato che gran parte del plot anzi forse tutto il plot è affidato al caso. Anche io non ne posso più di Deborah ed anche, devo aggiungere, della piccola Hadyya e della sua machiavellica madre. Ma immagino che ne avremo forti dosi anche nei futuri romanzi.

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    Simona

    10/11/2012 16.29.11

    Sono una fan di Elizabeth George ormai da anni e ho avuto il piacere di leggere tutti i suoi libri, ma devo dire che questa sua ultima opera mi ha molto delusa. Alla fine, ho avuto la sensazione che, il tutto, sia una "non storia", anche perchè la soluzione del mistero arriva in una maniera alquanto casuale. Come al solito la George scrive benissimo ed il libro si legge tutto d'un fiato, ma preferirei che, per il futuro, concentrasse la sua attenzione su Thomas e la sua squadra, anzichè su personaggi di contorno come Deborah che trovo, francamente, insopportabile.

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    anna bergomi

    31/10/2012 22.18.28

    come sempre i suoi romanzi li "divoro" e anke questo è molto bello!! spero in un prossimo altro romanzo. LEI è LA MIGLIORE

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