Chiudi

Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.

A cavallo della tigre

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Paese: Italia
Anno: 1961
Supporto: DVD
Salvato in 8 liste dei desideri

€ 7,99

€ 9,99
(-20%)

Punti Premium: 8

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
DVD

Altri venditori

Mostra tutti (2 offerte da 9,99 €)

In carcere per simulazione di reato, il detenuto Giacinto Rossi condivide la cella con tre compagni che lo coinvolgono nei loro piani di evasione. Nonostante debba scontare una pena di pochi mesi e sia perciò riluttante all'idea della fuga, Rossi accetta e dopo qualche tempo vissuto in clandestinità, si rifugia dalla moglie. Il convivente della donna lo convince a costituirsi ma il suo consiglio non è così disinteressato come sembra.
5
di 5
Totale 3
5
3
4
0
3
0
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    rita

    15/05/2020 14:48:18

    Un quarantenne squattrinato per risollevarsi decide di fare una rapina insieme alla sua compagna. La rapina va male , lui viene arrestato mentre la fidanzata riesce a fuggire con il bottino. Dopo aver scontato la pena , viene coinvolto nuovamente da due ergostolani che vogliono scappare di prigione. Il film è utile per riflettere sulle scelte esistenziali ovvero la sfida nel riuscire a cambiare vita.

  • User Icon

    Michele Bettini

    06/02/2017 17:16:01

    Ispirato dai film di Stanley Kramer, soprattutto da LA PARETE DI FANGO (con Tony Curtis e Sidney Poitier), affronta il tema dell'evasione dal carcere con spettacolare e acuta profondità, riuscendo meglio del cinema americano. Gli attori, compreso quelli secondari, rendono al massimo. Geniale la scena del sequestro della bambina e del presunto padre al quale chiedono 300.000 lire per il riscatto. Perfino educativo, visto che ancora una volta la latitanza ci viene descritta peggio della prigione.

  • User Icon

    Ernesto

    31/05/2016 16:16:27

    Dopo essere finito in carcere per colpa di Garibaldo, un pescatore di vongole che lo ha denunciato, Giacinto subisce anche le angherie di tre carcerati: Tagliabue, Il Sorcio e Papaleo, che lo costringono con la forza ad unirsi al loro piano d'evasione. E così alla fine, come se non bastasse, oltre alla condanna di simulazione di reato sarà accusato anche di essere l'ideatore del piano di fuga, cosa assolutamente non vera. Se non altro tutto questo a qualcosa è servito: a trascinato nel carcere anche il pescatore pentito. Stupenda commedia amara.

Un film che lascia lo spettatore libero di entrare in empatia con i vari personaggi

Trama
In prigione per simulazione di reato, Giacinto Rossi è costretto all'evasione da tre carcerati che temono possa rivelare il loro piano di fuga alle guardie. Insieme a Tagliabue, un assassino, il Sorcio, un ladro, e Papaleo, omicida per onore, riesce rocambolescamente a scappare. Una volta tornato a casa al fine di racimolare i soldi necessari per imbarcarsi su una nave che lo porti lontano dall'Italia, sceglie di mettere in pratica la soluzione che più gioverà alla moglie, al suo nuovo compagno e ai due figlioletti. 

 

  • Produzione: Rai Cinema, 2016
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 110 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - mono)
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Nino Manfredi Cover

    "Propr. Saturnino M., attore e regista italiano. Dopo la laurea in giurisprudenza, frequenta l'Accademia di arte drammatica e esordisce già nel dopoguerra con un piccolissimo ruolo in Torna a Napoli (1949) di D. Gambino, trascinando poi per una decina d'anni e una ventina abbondante di pellicole una macchietta di popolano dalla buffa parlata romanesca che, se da un lato gli fa guadagnare le immediate simpatie del pubblico, dall'altro gli impedisce di mettere a frutto altre sue doti meno evidenti (per es. Guardia, ladro e cameriera, 1958, di Steno, e l'improbabile gondoliere veneziano in competizione amorosa con A. Sordi in Venezia, la luna e tu, 1958, di D. Risi). Col tempo, almeno a partire da L'impiegato (1959) di G. Puccini, gli riesce di arricchire di una vena di malinconica timidezza... Approfondisci
  • Mario Adorf Cover

    "Attore svizzero. Forte di una solida formazione teatrale alla scuola di O. Falkenberg a Monaco, esordisce nel cinema nella trilogia antimilitarista 08/15 Kaputt (1955) del tedesco P. May, imponendosi in ruoli da «duro». Dopo una ventina di film in Germania, all’inizio degli anni ’60 comincia a frequentare i set italiani (La visita, 1963, e Io la conoscevo bene, 1965, di A. Pietrangeli; Le soldatesse, 1965, di V. Zurlini), con qualche occasionale puntata in quelli internazionali (Sierra Charriba, 1964, di S. Peckinpah). Negli anni ’70, dopo una buona caratterizzazione in L’uccello dalle piume di cristallo (1970) di D. Argento, dà volto a umanissimi villain sopra le righe in molti film del filone «poliziottesco» (Milano Calibro 9, 1972, e La mala ordina, 1972 entrambi di F. Di Leo; La polizia... Approfondisci
Note legali