Cent'anni di solitudine - Gabriel García Márquez - copertina

Cent'anni di solitudine

Gabriel García Márquez

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Traduttore: Ilide Carmignani
Editore: Mondadori
Edizione: 3
Anno edizione: 1995
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804404071
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E' la storia centenaria della famiglia Buendia e della città di Macondo. In un intreccio di vicende favolose, secondo il disegno premonitorio tracciato nelle pergamene di un indovino, Melquiades, si compie il destino della città dal momento della sua fondazione alla sua momentanea e disordinata fortuna, quando i nordamericani vi impiantarono una piantagione di banane, fino alla sua rovina e definitiva decadenza. La parabola della famiglia segue la parabola di solitudine e di sconfitta che sta scritta nel destino di Macondo, facendo perno sulle 23 guerre civili promosse e tutte perdute dal colonnello Aureliano, padre di 17 figli illeggittimi e descrivendo in una successione paradossale le vicende e le morti dei vari Buendia.
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    Peppe LaBels

    12/07/2020 09:35:11

    Solo io l'ho trovato noioso???

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    Daniela

    05/07/2017 19:05:41

    Dalle prime righe capisci che ti trovi davanti un capolavoro e non smetterai di leggerlo fino alla fine e ti resterà un bellissimo ricordo.

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    ELISA

    19/06/2017 07:36:01

    Sicuramente una storia articolata, visto il continuo ripetersi dei nomi maschili tramandati ad ogni discendete, ma una volta entrata nell'ottica ho trovato una storia molto affascinante e ben scritta

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    Hodor

    19/12/2016 17:31:36

    La vicenda di Macondo e dei Buendìa mi ha letteralmente incantato. Sarà la scrittura ricca e sensuale di Marquez o il tono magico che utilizza per raccontare le solitudini e le parabole di noi esseri umani sta di fatto che mi ha rapito dalla prima all'ultima pagina e non mi ha ancora riportato a casa.

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    Giada

    01/06/2016 22:56:53

    Meraviglioso... uno dei libri più belli che abbia mai letto!

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    Davide

    25/05/2016 15:25:18

    Il miglior scrittore di tutti i tempi

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    paola

    16/04/2016 01:45:30

    ....ma chi ha dato un voto alto, prima di questo libro cosa ha letto? Uno dei peggiori libri mi sia capitato di leggere.

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    mila

    23/12/2015 10:24:21

    la prima volta che l'ho letto, tanti anni fa, mi trovai in difficoltà con tutti quei personaggi dallo stesso nome. ma mi aveva affascinato così tanto che l'ho letto, e riletto, e riletto fino a consumarne le pagine. l'epopea di questa grande famiglia sconclusionata che in piccola parte ricordava un po' la mia, e credo un po' tutte le famiglie del mondo, la trovavo e la trovo tuttora una bellissima storia. certo, leggerla richiede attenzione, proprio perché molto articolata. ritengo sia uno dei più bei romanzi che ho letto.

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    Giamba

    04/11/2015 17:39:11

    Non si discute della capacità narrativa e letteraria dell'autore, ma la storia è davvero incomprensibile. Sempre gli stessi nomi, ripetuti all'infinito. Storia sospesa tra fiaba e realtà.

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    Ramirez Gualdo

    05/07/2015 18:47:52

    La stirpe dei Buendìa è indissolubilmente legata al paesino di Macondo, da loro fondato. I colori più forti della stirpe sono tratteggiati dalla follia, dalla curiosità verso il progresso e la magia, dallo spirito anarchico e dalla misteriosa alchimia a cui più Buendìa si appassionano nel tempo, ma è la solitudine il tratto comune che pian piano s'impossessa di ogni componente della famiglia. Una solitudine che non lascia margini di speranza e di felicità ai Buendìa, una solitudine che avvita la stirpe dei Buendìa su se stessa, confermando così la tragica e insondabile profezia zingara che ne ha segnato tragicamente la storia. Sarebbe riduttivo confinare il libro alla storia di una famiglia o a quella dell'immaginario paesino di Macondo che affonda le proprie radici nelle foreste colombiane. Il libro mostra la cultura di un profondo Sud America fatto di misteri, di superstizioni che s'intrecciano con la devozione religiosa, di credenze ed esoterismi che cercano nell'alchimia o nel progresso la loro conferma. E' la storia di un popolo che si fa stregare dal progresso, ma non ne accetta le regole. Pronto a combattere innumerevoli guerre necessarie a dissetare la sete anarchica e rivoluzionaria che ha caratterizzato la storia degli ultimi secoli del Sud America. Ma il libro di Marquez è soprattutto una riflessione sulla solitudine. La solitudine come impossibilità di condividere un progetto di vita comune fondato su elementi certi, condivisi ed indissolubili. La solitudine come una piovra allunga pian piano i propri tentacoli su ognuno dei protagonisti costringendoli alla resa. Per alcuni, in vecchiaia, essa diventa una forma di difesa che gli fa da scudo verso i tentativi insperati di riportarli agli affetti dei famigliari e degli amici o alla vita del paese. Un ultimo elemento a cui far cenno è la dimenticanza, esoterica, senile e storica, che non può che riportarci alla dimenticanza spesso imposta dalle dittature sudamericane alla storia del proprio paese.

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    Manu

    04/07/2015 14:39:55

    Semplicemente un capolavoro. Màrquez è il miglior narratore del '900.

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    loretta

    04/07/2015 10:32:44

    un capolavoro, non per niente è vincitore del premio nobel !!!!

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    B&K

    15/04/2015 22:21:37

    Forse il libro più bello che abbia mai letto, sicuramente un geniale ritratto dell'effimera vicenda umana. Se esistesse un robot con intelligenza umana non capirebbe questo libro, solo un essere umano può. Non per tutti

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    Antonietta

    10/03/2015 18:45:38

    Purtroppo non mi è piaciuto. è stato difficile portarlo a termine, a meno che non piaccia il genere lo sconsiglio.

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    Roberto

    16/02/2015 10:00:58

    Noioso, scialbo, inutile. Mai letto niente di tanto brutto.

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    alessandro

    08/01/2015 07:23:03

    Ho letto questo libro incuriosito dalla sua fama planetaria, ma purtroppo, ho avuto difficoltà a portarlo a termine. L'ho trovato sconclusionato, noioso, ripetitivo allo sfinimento. Definirlo un capolavoro della letteratura è un'esagerazione; ben altri sono i capolavori.

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    ste

    03/12/2014 15:06:59

    ..Bah.. forse sono io che non ho un quoziente intellettivo abbastanza valido per capire un premio Nobel.. Però..Mamma mia che patimento. Il libro parte bene, dopo un centinaio di pagine ahimé ti perdi tra i 40 José, i 25 Aureliano e tutti gli amori fatti e risfatti dal destino e dalla mala sorte. Non si capisce più niente. Nel mio caso si è anche aggiunto il fatto che, per motivi logistici, l'ho dovuto sospendere per poco meno di una settimana: quando l'ho ripreso ero nel buio più totale. E ovviamente ho lasciato. Magari l'idea l'ho anche intravista, la visione dell'autore..ma non si può complicare così la vita! Quindi consiglio, se vorrete leggerlo, di farlo con albero genealogico SEMPRE alla mano e di leggerlo nel più breve tempo possibile.

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    ligio

    29/11/2014 12:57:18

    Ho coprato questo libro per curiosita', vedendo le recensioni altalenanti da 5/5 a 1/5 , questa cosa mi ha incuriosito . Ora sono a meta' lettura di questo libro, sinceramente non capisco che ha di speciale, una trama non lineare, sto cercando di trovarla, sembra un puzzle non una trama, situazioni inverosimili, nomi dei personaggi sempre gli stessi, quindi fuorvianti nel poter seguire il libro, in certi punti ridondante, spero nella parte finale che mi lasci qualcosa. Comunque chiedo a chi ha dato o da una valutazione positiva tipo 5/5 a questa grande opera letteraria dell'900 di aiutarmi a capire cosa non ho capito :-)

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    gino

    13/09/2014 07:57:40

    Bellissimo.Ho appena finito di rileggerlo dopo molto tempo e devo dire di avere apprezzato questo romanzo ancora piu della prima volta.E' vero che occorre una certa attenzione e che tanti personaggi con nomi simili possono disorientare in alcuni momenti ma il piccolo sforzo di attenzione e' ampiamente ripagato dalla magia che pagina dopo pagina regala al lettore.Senza volere fare una critica letteraria a quello che viene riconosciuto come il secondo romanzo piu importante in lingua spagnola dopo Don Chisciotte,dico che ci sono alcuni libri che emozionano e che lasciano un ricordo speciale e Cent'anni di solitudine nel mio caso e' tra questi. Assolutamente da leggere.

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    italo

    05/08/2014 18:25:42

    Io, onestamente credo che i capolavori siano altri.Cito I Miserabili di Hugo , E le stelle stanno a guardare di Cronin , Furore di Steinbeck , L'urlo e il furore di Faulkner, l'insuperabile Lolita di Nabokov...e molti altri ancora..Questo sinceramente non lo è proprio, ma non è nemmeno da buttare nella spazzatura come qualcuno a scritto. E' indubbiamente un libro non facile, un libro non per tutti. Per me è molto carino, l'ho letto in quattro giorni, mi ha divertito molto, e alla fine la verità forse è questa:" IN MEDIO STAT VIRTUS" quindi voto 3. Il mio consiglio comunque è di leggerlo...e alla fine sarete sicuramente un po' più ricchi.

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  • Gabriel García Márquez Cover

    Scrittore colombiano Premio Nobel per la Letteratura nel 1982.Come giornalista ha soggiornato in Francia, Messico e Spagna; in Italia è stato allievo del Centro sperimentale di cinematografia. Ha esordito con un breve romanzo, dove più evidente è l’influenza di Faulkner: Foglie morte (La hojarasca, 1955), cui sono seguiti Nessuno scrive al colonnello (El coronel no tiene quién le escriba, 1961); i racconti raccolti ne I funerali della Mamá Grande (Los funerales de la Mamá Grande, 1962), nei quali, soprattutto in quello che dà il titolo al volume, è già tratteggiato il mondo mitico e paradossale del narratore; La mala ora (La mala hora, 1962), altro romanzo, dove si narra una storia spietata di lettere anonime che coinvolge... Approfondisci
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