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Fausto Brizzi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2013
Pagine: 393 p. , Brossura
  • EAN: 9788806215361

Recensioni dei clienti

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    COS

    17/09/2016 22.23.45

    Idea interessante ma libro irrealistico in modo fastidioso. Argomento drammatico affrontato con banalità e incompetenza. Finale indegno. L'unico lato positivo è che i capitoli molto corti rendono la lettura estremamente agevole.

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    teresa

    03/01/2016 08.56.57

    Un miscuglio di sensazioni difficili da elencare. E' il romantico racconto di un uomo che, sapendo di essere destinato a breve alla morte, cerca di ricostruire il rapporto tradito con la moglie e di riflettere, in maniera serena, sulla sua vita aiutato dal suocero e dai fedelissimi amici. Gli rimangono solo 100 giorni e poi si recherà in Svizzera. Il libro è scritto bene, si legge velocemente ma, il contenuto, "narra", in maniera forse superficiale , un problema che non può essere affrontato così......

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    alex

    22/12/2015 13.17.15

    Parte un po' così, ma poi lacrimoni a non finire.

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    stefy75

    15/01/2015 08.19.17

    Non posso dire che sia un capolavoro, ma non mi sento di criticare questo libro come han fatto in molti. Le pagine scorrono veloci e intrattengono il lettore in modo piacevole nonostante il tema non facile. Leggendolo mi ha dato parecchi spunti di riflessione, che non è poco per un libro. Le ultime pagine sono davvero strazianti, ma è un'emozione positiva, profonda. Alcune 'scene' o le reazioni di alcuni personaggi sono un po' inverosimili, ma non sono queste il fulcro della lettura. Il libro commuove, emoziona, diverte e fa riflettere. E scusatemi se è poco.

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    Andrea

    13/01/2015 15.49.09

    Semplicemente divino. Scorrevole, divertente nel suo essere tragico ed emozionante. Ovviamente irreale ma comunque bellissimo! Consigliato

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    Chiara

    18/11/2014 16.51.43

    Affrontare con dolcezza ed un piglio di ironia un tema delicato come questo è una cosa difficilissima. Brizzi ci è riuscito benissimo, con delicatezza, con il suo linguaggio semplice, con il suo stile molto più cinematografiche che letterario. è un romanzo che non entrerà nella storia ma diverte, commuove e fa riflettere.

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    Mari

    11/10/2014 17.02.12

    L'ho letto perché mi interessava il tema principale e cioè come affrontare una malattia già terminale nel momento stesso in cui te la diagnosticano. Purtroppo già dalle prime pagine ho capito che non era il tipo di lettura che immaginavo, troppe situazioni assurde, personaggi con reazioni non credibili, tipo la moglie o il suocero, per non parlare dell'ultima parte con un viaggio che, tutto sommato, può essere utile per prendere spunti su luoghi da visitare! Non dò il voto minimo solo perché abbastanza ben scritto, in modo scorrevole e simpatico. Comunque non lo consiglio.

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    Toglietemi tutto, ma non i miei libri

    22/05/2014 02.16.47

    Sono incappata in questo libro quasi per caso. Stavo scuriosando su Facebook, tra una pagina e l'altra, quando il mio sguardo e tutta la mia attenzione sono stati completamente intercettati da due frasi prese dal libro "Cento giorni di felicità". Un titolo senza alcun dubbio fantastico, in grado di invogliarti a leggere il libro ancora prima di aver letto la trama e, in effetti, è quello che ho fatto. Quelle due frasi, che scusate non ricordo più, e quel titolo sono stati sufficienti per spingermi ad inserire questo libro nella lista dei desideri e a far sì che mi venisse regalato da un baldo principe senza macchia e senza paura. Ripensandoci, credo di non aver mai letto adeguatamente la trama, ma non ce n'era alcun bisogno, infatti, le prime pagine del libro ti rivelano trama, inizio e fine. Praticamente sai già come va a finire la storia senza dover nemmeno leggere il libro! "Che senso ha leggerlo?" chiederete voi. Vi risponderò con una frase di Paulo Coelho: "Non è importante la meta, ma il cammino." E miei cari, se non leggeste questo libro vi perdereste un camminino emozionante, pieno di gioie e di coraggio, un camino che vi donerà il sorriso e anche qualche lacrima.

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    Pezzoli Angela

    06/05/2014 08.36.45

    La letteratura per parlare d'altro. Può essere estremamente pericolosa se condita di realtà edulcorata. Immagino i bambini nel momento in cui scopriranno che il loro papà ha deciso di togliere loro altri giorni insieme, che non necessariamente devono essere una fantasica vacanza. Ogni giorno, pur di dolore, può dare un senso alla vita in un modo assolutamente inaspettato col passare del tempo. L'argomento è troppo importante per essere trattato con tanta superficialità. Si legge facilmente ma in questo caso non trovo sia un pregio.

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    Andrea

    30/03/2014 17.23.58

    Finito ... ! eh che poi ti accorgi che gli AMICI, quelli veri s'intende, ... sono la cosa più bella che hai ... proprio come i Tre Moschettieri ... anzi i quattro moschettieri ... Lucio, Corrado, Umberto ... ed Ovviamente ... Andrea ... scusate se è poco :)

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    Federica

    05/02/2014 13.55.34

    Sicuramente non un romanzone ma ho trovato la scrittura di Brizzi estremamente piacevole ed oltremodo dolce. La storia scivola velocemente ed anche se è concordo che siano presenti numerosi luoghi comuni e situazioni forse poco reali lo consiglierei comunque. Mi ha commossa.

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    menica

    28/01/2014 18.56.18

    Un libro che mi ha commosso tanto e che fa ridere e nello stesso tempo riflettere sul senso della vita. Lo consiglio a chi disprezza la vita perche' leggendolo amerete anche le cose che sembrano meno belle.

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    ginio

    23/01/2014 20.25.23

    E' un bel libro con momenti di profonda dolcezza che danno commozione vera. Un bel racconto, che riscatta l'autore dall'altro suo lavoro "Maschi contro femmine" di bassa comicità.

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    roberta

    18/01/2014 11.28.52

    la storia della vita e della morte di quello che potrebbe essere il nostro vicino di casa... una miscela di ironia, di ansia e di commozione... è un libro che non entrerà nella storia, ma si legge molto bene ed emoziona... Sarebbe una bella trama anche per un film... consigliato per i cuori teneri...

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    carla

    14/01/2014 17.35.57

    Bello. D'accordo che non è Letteratura, d'accordo che qualche scena è improbabile, d'accordo sui alcuni luoghi comuni. Però io gli do 5. C'è vita in questo libro. E' come farsi una passeggiata in una periferia: niente negozi di lusso, niente struscio, niente frizzi e lazzi. Ma c'è la vita, quella vera, imperfetta ma è lei, la riconosci. Ho pianto, mi ha emozionato e fatto riflettere, cosa chiedere di più da un libro? Sono felice d'averlo letto. Tutto qua.

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    paola

    09/01/2014 20.16.33

    Ho opinioni discordanti su questo libro; si lascia leggere, subito ci si affeziona ai protagonisti (la mia omonima è TROPPO per essere vera, un tantinello inverosimile come personaggio). Il vero problema di questo romanzo è che in certe parti è davvero -davvero- triste, ma non semplicemente triste: proprio tristissimo. Consigliato si, ma a piccole dosi, perché io l'ho letto in poco più di un pomeriggio ed è stata una bella botta. Aspettiamo l'inevitabile film.

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    Alessandra

    03/01/2014 23.06.42

    Mai per un libro è più calzante l'aggettivo "mortale". Il festival della melassa e del luogo comune... Terribile... Soldi e soprattutto tempo sprecato. Il mio consiglio é di starne alla larga

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    Sara_B

    03/01/2014 15.54.25

    Modesto come libro. Nulla di realmente straordinario o nuovo, tanti stereotipi e cose già sentite. A mio avviso come libro non è un caso editoriale ma si presterebbe bene al mondo del cinema, grazie alla storia semplice e carina.

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    albi

    27/12/2013 09.43.55

    anch'io ho pianto , ma questo non vuol dire che sia un buon libro . stereotipi a valanga, cose gia' viste (lista regali bambini "the big c")altre ovvie o trite e ritrite alcune cose lontane da comportamenti umani . un libro innutile. peccato perché l'argomento era interessante .

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    Francesca

    17/12/2013 14.22.06

    Mi aspettavo qualcosa di più. Indubbiamente la tematica è delicata e l'idea di affrontarla in modo leggero è decisamente azzeccata e coraggiosa. Credo però che ci siano troppi cliché, battute scontate e una buona dose di superficialità. Molto riuscite le parti dedicate ai figli, ma non basta.

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