Categorie

Patrick O'Brian

Traduttore: P. Merla
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2008
Pagine: 295 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830422131

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    ales

    13/09/2016 17.39.47

    Siamo agli sgoccioli, terz'ultimo romanzo della serie e ancora O'Brian regala emozioni. Storia sempre all'altezza della saga.

  • User Icon

    Lowenhaupt

    31/08/2010 15.32.35

    Mi piange il cuore nel dare a questo libro un voto che non mi sarei mai augurato di dare ad un romanzo di O'Brian. Per i romanzi in questione mi ripugna usare i termini "episodio" o "serie", che hanno inevitabilmente un qualcosa di seriale e dozzinale; ognuno di questi romanzi è anzi un microcosmo a se da esplorare gradatamente ad ogni rilettura, cogliendo particolari e sfumature che fino a prima si erano celate alla vista, un piccolo mondo sempre un pò inesplorato. Tutti i romanzi di o'Brian, ma non questo. L'azione, che già negli ultimi libri al Nostro un zinzino manca, è ben misera: un fritto misto di bozzetti apparentemente eterogenei, ma prevedibili e sbiaditi, appiccicati tra loro alla buona con una colla ridicola, un fantomatico complotto dei bonapartisti mussulmani che potrebbe ribaltare gli esiti della guerra... Le parti descrittive, di solito sempre fluide anche se impegnative, sono qui molto pesanti, tanto da indurmi a saltare pagine all'inseguimento della rachitica azione principale. La psicologia è assente: un avvenimento importante che il lettore scopre in principio del libro è schiaffato lì senza essere un minimo sviluppato e approfondito, ed è anche accompagnato da incongruenze cronologiche e temporali. Un libro insomma vuoto e spento, che pare sia stato scritto non da un cattivo imitatore di O'Brian, perchè dello stile di O'Brian non ha un bel niente, ma, con tutto il rispetto, da un Cornwell o da un Forester parecchio giù di fase. Non ci resta che sperare che il prossimo romanzo sia, non dico tale da riscattare anche questo, ma almeno un ritorno alla normalità.

  • User Icon

    Guglielmo

    25/01/2010 22.22.47

    Certo O'Brian è sempre O'Brian, e per un lettore affezionato costituisce sempre una lettura piacevolissima; tuttavia questo è il suo primo libro che non ho letto tutto d'un fiato, e la cui lettura ho anzi abbandonata a metà. Spero che ad una rilettura approfondita si riveli più godibile, perchè a prima vista mi è parso troppo noioso rispetto agli alti livelli ai quali O'Brian ci aveva abituati; questo non per lo stile sempre variegato e ricercato, ma piuttosto per una trama pressocchè inesistente, all'interno della quale i personaggi si muovono piuttoso stancamente, reiterando vecchi numeri. Si percepisce la fine della serie, la materia prima si sta esaurendo: ormai Napoleone è praticamente sconfitto, e le sue forze, mai brillanti sul mare, sono ancora più esigue rispetto allo strapotere della Royal Navy. L'autore sembra diluire più che può ogni singolo avvenimento, anche insignificante, pur di portare avanti la narrazione. Non che lo si possa rimproverare per aver scritto molti libri, che sono anzi i più bei romanzi che io abbia mai letto, di gran lunga superiori alla media e del suo genere (vedi Sharpe e Hornblower, assai più "rudimentali" anche se buoni), e generale (è accostabile ad Eco, e forse ne è addirittura migliore); tuttavia, se in "Clandestina a bordo" aveva prodotto un bellissimo romanzo a fronte di pochissimi avvenimenti, qui O'Brian sembra davvero aver esaurito ogni idea. Raccomandato comunque a tutti, in quanto uno degli ultimi anelli di una catena d'oro zecchino, la serie Aubrey - Maturin.

  • User Icon

    maurizio

    20/12/2008 11.33.22

    Dopo tante chiacchiere, un ritorno all'antico. Meno scenari domestici o siparietti colti e più azione, resa ancora più affascinante dal fatto di essere il "retroscena" navale dell'ultimo breve volo dell'aquila napoleonica conclusosi a Waterloo. Il solito gruppo di vecchi amici, mirabilmente ambientato. Ottimo per chi ha seguito tutta la storia. Resta solo il rammarico che sta per arrivare l'ultimo atto.

  • User Icon

    massimo

    11/12/2008 21.30.58

    La fine del viaggio è vicina. Una ventina di libri in circa 15 anni, anche se l'Autore è morto del 2000. Che dire ? I fan di Aubrey e Maturin sono agli sgoccioli. Solite storie di mare, intrecciare con intrighi e colte citazioni letterarie. Per chi acquista il libro attratto dalla copertina potrebbe essere una "delusione" (o forse lo stimolo a leggersi dall'inizio l'intera storia ...). Per chi aspettava la nuova puntata di certo un incontro con vecchi amici, anche con la consapevolezza che è uno degli ultimi.

  • User Icon

    giunio bruto crippa

    09/12/2008 19.59.52

    Non c'è che dire, gli eroi stanno invecchiando, alcune scene quà e là lo dimostrano, ma quando l'avventura chiama sono sempre pronti a rispondere.....Penultimo brillante capitolo della saga di Aubrey/Maturin cui manca solo l'ultimo capitolo e l'incompiuto poscritto... Avventura mediterranea, sparsa tra Gibilterra, l'Adriatico e la Berberia, avventura, esotismo e società segrete carbonare .... che alla fine del viaggio, come alla fine dell'arcobaleno ci sia una pentola d'oro per i nostri eroi ?

Vedi tutte le 6 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione