Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 10 maggio 2018
Pagine: 252 p., Brossura
  • EAN: 9788893445399
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Descrizione

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

«Massimo Maugeri [...] ci fa entrare nella testa di una donna che concentra l'umiliazione e la disperazione di milioni di donne alla ricerca della propria dignità.» - Amedeo Lamattina, Tuttolibri - la Stampa

Un giornalista giovane e spiantato, Andrea Coriano, entra in un carcere per incontrare una detenuta, Cetti Curfino. Gli si pone davanti una donna prorompente, labbra carnose, corpo colmo, occhi che rivelano abissi. Andrea ha letto la storia di Cetti sui quotidiani: una donna semplice, un marito che muore mentre lavora in nero, un figlio da sistemare e una lenta discesa nelle viscere di una società che sa essere molto crudele. Una storia di politici senza scrupoli e amici fedeli, di confessioni improvvise e segreti infamanti, un caso che ha fatto molto parlare ma che adesso sta per spegnersi, ingoiato da altri clamori. Il giornalista ha subito creduto che la sua storia andasse raccontata e ora che se la trova lì, ferina, impastata di dialetto, dolore e femminilità, capisce di non essersi sbagliato. Chi è Cetti Curfino? Qual è la storia che l’ha portata in carcere? Sarà in grado di aprire a lui – giornalista alle prime armi – la propria vita, i percorsi oscuri che l’hanno condotta fin lì? Andrea non ha molte armi professionali in tasca, e nemmeno molti strumenti di seduzione, in verità. Al più, può sfoderare con una certa autoironia le proprie difficoltà. La vita con zia Miriam ad esempio, e le corse in macchina per portarla in giro con il suo festoso gruppo di amiche di mezza età, vedove ringalluzzite dalla gioia di godersi la stagione del tramonto. La voce di Cetti, però, non gli dà tregua: vibrante nel suo italiano imperfetto, sembra salire dalle profondità della terra di Sicilia.

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    Subhaga Gaetano Failla

    24/07/2018 18:55:42

    “Cetti Curfino” disorienta con pennellate leggerissime, quasi invisibili, ha la vertigine e l’estasi della circolarità, e degli specchi che si fronteggiano replicando l’immagine all’infinito, come nelle labirintiche visioni di Borges. Si narra d’un libro da portare a compimento, il cui incipit è identico a quello del romanzo che stiamo leggendo, e d’un eventuale nuovo libro che circolarmente si nutre di sé stesso. È il racconto dell’impeto deflagrante d’una donna al culmine del suo itinerario di vittima. È una storia di cicliche morti e rinascite. Nella prima scena del carcere conosceremo la protagonista lì rinchiusa, Cetti Curfino, il giornalista Andrea Coriano, una persona apparentemente inetta, e Dina, un’agente di custodia, una sorta di ombra confusa tra le ombre claustrali. È dunque “Cetti Curfino” anche un romanzo sulle apparenze, e nelle pagine successive scopriremo altri veli, e sulle ombre, dotato d’una scrittura che ci avviluppa pian piano, impercettibilmente, con uno stile che attraversa armoniosamente registri diversi, dalla commedia alla tragedia, dal reportage giornalistico all’epistolario, dal romanzo d’investigazione (un’indagine alla rovescia rispetto ai canoni del genere) alla scena teatrale. La penna lieve di Massimo Maugeri ci offre bagliori lirici e squarci metafisici che ampliano il nostro respiro letterario, moltiplicando suggestioni ed evocazioni, come ogni vera Opera dovrebbe fare: accrescere la coscienza estetica. E allora, durante la lettura, mi sono giunte alla mente, oltre all’immenso Argentino dell’evocazione iniziale, le inquietudini metafisiche di alcune opere di Eduardo, “Le voci di dentro”, ad esempio, dove l’illusione onirica irrompe nella realtà, il delicatissimo film di De Gregorio, “Pranzo di Ferragosto”, specialmente durante le vicende di Coriano e delle vecchiette amiche di sua zia, e ancora “L’Icaro involato” di Queneau che ci seduce con un personaggio in fuga dalle pagine e dalla trama del romanzo a cui apparteneva.

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