Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 10 maggio 2018
Pagine: 252 p., Brossura
  • EAN: 9788893445399
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    Subhaga Gaetano Failla

    24/07/2018 18:55:42

    “Cetti Curfino” disorienta con pennellate leggerissime, quasi invisibili, ha la vertigine e l’estasi della circolarità, e degli specchi che si fronteggiano replicando l’immagine all’infinito, come nelle labirintiche visioni di Borges. Si narra d’un libro da portare a compimento, il cui incipit è identico a quello del romanzo che stiamo leggendo, e d’un eventuale nuovo libro che circolarmente si nutre di sé stesso. È il racconto dell’impeto deflagrante d’una donna al culmine del suo itinerario di vittima. È una storia di cicliche morti e rinascite. Nella prima scena del carcere conosceremo la protagonista lì rinchiusa, Cetti Curfino, il giornalista Andrea Coriano, una persona apparentemente inetta, e Dina, un’agente di custodia, una sorta di ombra confusa tra le ombre claustrali. È dunque “Cetti Curfino” anche un romanzo sulle apparenze, e nelle pagine successive scopriremo altri veli, e sulle ombre, dotato d’una scrittura che ci avviluppa pian piano, impercettibilmente, con uno stile che attraversa armoniosamente registri diversi, dalla commedia alla tragedia, dal reportage giornalistico all’epistolario, dal romanzo d’investigazione (un’indagine alla rovescia rispetto ai canoni del genere) alla scena teatrale. La penna lieve di Massimo Maugeri ci offre bagliori lirici e squarci metafisici che ampliano il nostro respiro letterario, moltiplicando suggestioni ed evocazioni, come ogni vera Opera dovrebbe fare: accrescere la coscienza estetica. E allora, durante la lettura, mi sono giunte alla mente, oltre all’immenso Argentino dell’evocazione iniziale, le inquietudini metafisiche di alcune opere di Eduardo, “Le voci di dentro”, ad esempio, dove l’illusione onirica irrompe nella realtà, il delicatissimo film di De Gregorio, “Pranzo di Ferragosto”, specialmente durante le vicende di Coriano e delle vecchiette amiche di sua zia, e ancora “L’Icaro involato” di Queneau che ci seduce con un personaggio in fuga dalle pagine e dalla trama del romanzo a cui apparteneva.

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