Chapter and Verse

(180 gr.)

Supporto: Vinile LP
Numero dischi: 2
Etichetta: Sony Music
Data di pubblicazione: 23 settembre 2016
  • EAN: 0889853582112
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Descrizione


OLTRE ALL'AUTOBIOGRAFIA DEL «BOSS», L'IMPERDIBILE ALBUM! ANCHE IN CD

Ecco “Chapter and Verse”, l’album che accompagna l’attesissima autobiografia di circa 500 pagine di BRUCE SPRINGSTEEN. Questa raccolta, che abbraccia l’intera carriera dell’artista, è strettamente connessa alla pubblicazione del libro “Born To Run”. Cinque dei 18 brani del disco non sono mai stati pubblicati finora.
Questo doppio vinile contiene i testi delle canzoni e alcune foto rare. I brani di “Chapter and Verse” scelti da SPRINGSTEEN riflettono i temi e le sezioni del libro Born to Run.
La raccolta inizia con due brani dei Castiles, che vedono uno SPRINGSTEEN adolescente alla voce e alla chitarra, e si chiude con la title track di “Wrecking Ball” datata 2012. Le canzoni del disco tracciano la storia musicale di BRUCE dai suoi esordi, dipanando eventi che procedono in parallelo con la narrazione del libro. Nelle incisioni degli Steel Mill e della BRUCE SPRINGSTEEN Band suonano musicisti che sarebbero poi entrati nelle fila della E Street Band. I demo solisti di “Henry Boy” e “Growin’ Up” sono stati realizzati nel 1972, poco prima che SPRINGSTEEN iniziasse a registrare il suo album di debutto, ‘Greetings From Asbury Park, N.J’.

Disco 1
  • 1 Baby I — The Castiles (incisa il 2 maggio 1966 al Mr. Music, Bricktown, NJ; scritta da Bruce Springsteen e George Theiss; INEDITO)
  • 2 You Can't Judge a Book by the Cover — The Castiles (incisa il 16 settembre 1967 al Left Foot, Freehold, NJ; scritta da Willie Dixon; INEDITO)
  • 3 He's Guilty (The Judge Song) — Steel Mill (incisa il 22 febbraio 1970 al Pacific Recording Studio, San Mateo, CA; INEDITO)
  • 4 Ballad of Jesse James — The Bruce Springsteen Band (incisa il 14 marzo 1972 ai Challenger Eastern Surfboards, Highland, NJ; INEDITO)
  • 5 Henry Boy (incisa nel giugno 1972 ai Mediasound Studios, New York, NY; INEDITO)
  • 6 Growin' Up (incisa il 3 maggio 1972 ai Columbia Records Recordings Studios, New York, NY; già pubblicata su Tracks)
  • 7 4th of July, Asbury Park (Sandy) (1973, The Wild, The Innocent & the E Street Shuffle)
  • 8 Born to Run (1975, da ‘Born to Run’)
Disco 2
  • 1 Badlands (1977, da ‘Darkness on the Edge of Town’)
  • 2 The River (1980, da ‘The River’)
  • 3 My Father's House (1982, da ‘Nebraska’)
  • 4 Born in the U.S.A. (1984, da ‘Born in the U.S.A.’)
  • 5 Brilliant Disguise (1987, da ‘Tunnel of Love’)
  • 6 Living Proof (1992, da ‘Lucky Town’)
  • 7 The Ghost of Tom Joad (1995, da ‘The Ghost of Tom Joad’)
  • 8 The Rising (2002, da ‘The Rising’)
  • 9 Long Time Comin' (2005, da ‘Devils & Dust’)
  • 10 Wrecking Ball (2012, da ‘Wrecking Ball’)
Mostra tutti i brani

"Non poteva che intitolarsi Born to Run l’autobiografia di Bruce Springsteen (di cui avete letto a pag. 45, ndr) uscita il 27 settembre in contemporanea mondiale (in Italia grazie a Mondadori) e anticipata dall’uscita, il 23, giorno del 67esimo compleanno del Boss, di questo Chapter and Verse. Concepito come un compendio sonoro alla lettura, un vero e proprio manuale di accompagnamento musicale al libro composto da 18 brani, tanti quanti sono i capitoli del volume, Chapter and Verse è, già nel concept, qualcosa di più di un semplice “Best of ”. Al suo interno, cinque brani inediti appartenenti alle prime formazioni di Springsteen, a partire dai The Castiles, che con Baby I in apertura ci introducono in meandri non troppo segreti – il pezzo è noto ai fan da tempo – dei suoi esordi garage, fino al sound più acido e grezzo degli Steel Mill con una He’s Guilty (The Judge Song) tutta hendrixiana. Una selezione in progressione che piano piano si ripulisce sempre un po’, dando spazio  alla cura nella produzione e lasciando emergere, contemporaneamente, l’anima autoriale di un Bruce Springsteen sempre più padrone dei giochi. Quando parte Henry Boy, ultima dei cinque inediti, coi suoi passaggi in minore già tipici della scrittura di Springsteen, e subito si vola su Growin’up, accade qualcosa: lì è come se l’ascoltatore e il lettore leggessero e insieme, contemporaneamente, ascoltassero l’effettiva rivelazione del Boss nel racconto di una vita da working class hero che ridefinisce il rock a-la-Guthrie e dalla vita modesta del New Jersey si sposta al Village, a New York, con Asbury Park ancora in mente, pronta a essere raccontata. Da lì in poi la storia è nota, quella stessa che si consuma ancora con quattro ore di rito collettivo che ogni volta avvolgono gli stadi di tutto il mondo: Born to Run, Badlands, The River, Born in the U.S.A., Living Proof, The Rising e in ultimo Wrecking Ball sono solo alcuni dei passaggi che scandiscono la felicissima e già immortale epopea Springsteen.
" Voto 4/5


Recensione di Giulia Cavaliere