The Charles Lloyd Quartet. Love in (180 gr.) - Vinile LP di Charles Lloyd

The Charles Lloyd Quartet. Love in (180 gr.)

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Artisti: Charles Lloyd
Supporto: Vinile LP
Numero supporti: 1
Etichetta: Pure Pleasure
Data di pubblicazione: 1 novembre 2018
  • EAN: 5060149622834

€ 36,50

Punti Premium: 37

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«Oltre mezzo secolo dopo la sua prima uscita, Love-In del sassofonista Charles Lloyd, registrato dal vivo nel 1967 presso il Fillmore Auditorium di San Francisco, il centro principale della controcultura della West Coast negli anni Sessanta, continua a essere un documento musicale della massima importanza, durevole quasi quanto un reperto archeologico. Grazie alla grafica curata dal celebre designer Stanislaw Zagorski, alle meravigliose immagini fornite da Jim Marshall, uno dei fotografi di punta della rivista Rolling Stone di quegli anni, all’azzeccatissimo titolo dell’album e a un programma che comprende brani estremamente validi come “Tribal Dance”, “Temple Bells” e persino la famosissima “Here There and Everywhere” di John Lennon e Paul McCartney, Love-In esprime con straordinaria immediatezza l’acido spirito della metà degli anni Sessanta, un’epoca che vide una grande fioritura musicale e i fan del rock erano pronti ad abbracciare un jazz che non assomigliava nemmeno lontanamente a quello che ascoltavano i loro genitori. È molto probabile che sulla copertina di Love-In siano state rollate più canne che con qualsiasi altro album jazz di quegli anni, con le uniche possibili eccezioni costituite da A Love Supreme del grande sassofonista John Coltrane (Impulse, 1965) e da Tauhid di Pharoah Sanders (Impulse, 1967). Chet Helms, uno degli esponenti di maggiore spicco della controcultura della West Coast di quegli anni, espresse il pensiero di molti quando affermò che il Charles Lloyd Quartet era di gran lunga “la più importante band del jazz psichedelico”. Va dato atto a Lloyd che – almeno nel primo periodo in cui si avvicinò alla controcultura – di essere riuscito a mantenere un livello artistico molto elevato. Questa vera e propria scelta di campo venne favorita dalle convinzioni sociali di Lloyd, dalla sua consuetudine a trattare con i media, dalla sua spiccata eleganza e dallo slancio travolgente con cui eseguiva il jazz nei templi del rock. Lloyd portò il suo quartetto a Fillmore West tre anni prima che Miles Davis tenesse il mitico concerto a Fillmore East documentato in Live at Fillmore East March 6 1970: It’s About That Time (Columbia); il suo pianista Keith Jarrett e il suo batterista Jack DeJohnette fecero parte anche della band di Davis, anche se Jarrett non prese parte all’esibizione del 1970. Per questo, Love-In potrebbe essere paragonato a un set di valige, alcune delle quali dallo stile che ricorda i bei tempi andati. In ogni caso, i suoi 45 minuti di musica meritano ancora una grande attenzione. La performance quasi vocali del sax tenore di Lloyd (che in due brani viene sostituito dal flauto) possiede un’energia paragonabile a quella di John Coltrane; inoltre, gli assoli al tempo stesso lirici e brillanti del giovane Keith Jarrett, gli spunti gospel di “Sunday Morning”, i due brani originali “Sunday Morning” e “Is It Really The Same” – quest’ultima dagli accenti inconfondibilmente soul – e il fatto di suonare le corde del pianoforte direttamente con le mani sono tra gli aspetti più elettrizzanti di questo album, mentre McClure e DeJohnette si confermano entrambi solidi e molto fantasiosi» All About Jazz.
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