Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?

Johan Harstad

Traduttore: M. V. D'Avino
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2008
Pagine: 520 p.
  • EAN: 9788870911640
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Recensioni dei clienti

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    stefaniag

    06/01/2013 16:52:32

    Un bel libro, lo consiglio.

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    Patroclo

    05/10/2010 22:21:26

    un libro che credo tratti di depressione, in maniera talvolta (spesso) molto nichlista, tanto da far sí che il personaggio principale possa pure irritare e rimanere antipatico, ma cosí credo volesse l´autore; il libro non é che lasci molto spazio all´ottimismo, seppur sia ogni tanto percorso da una sorta di quasi impercettibile humor nero. all´attivo la coerenza nella costruzione di una storia di autoesclusione, al passivo alcune tirate sull´atttualitá che sembrano appiccicate lí a bella posta senza grande coesione con il resto. detto questo, lo scrittore é giovane e dotato, certo il libro non credo sia per tutti i gusti e tutte le situazioni.

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    Alice

    01/09/2010 21:47:17

    Davvero un libro meraviglioso che lascia senza parola, apre una porta sulla complessità dell'animo umano senza però essere noioso o pesante. Le descrizioni sono incantevoli ed il modo che Harstad ha di scrivere è molto paritcolare e riesce ad esprimere le emozioni più profonde dell'animo umano. La narrazione è fluida e i personaggi sono senza dubbio ben definiti e dipinti a pennellate sapienti e decise. Un libro meraviglioso che meriterebbe un buon posto sugli scaffali di tutti, peccato solo per la poca pubblicità.. lo consiglio a tutti

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    andrea

    30/07/2010 07:46:53

    E' incredibile come il mio pregiudizio che fosse solo un "mattone" di oltre 500 pagine sia stato smontato, pagina dopo pagina, sino alla fine.... Un grazie a Licia per il consiglio! E'un libro stupendo sul perdersi,fuggire e mai trovarsi nella propria vita da parte del protagonista... 5/5

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    valentina

    07/01/2010 21:55:24

    mi discosto dalla maggioranza... belle le descrizioni, e direi 4 per la prima parte, ma poi io ho trovato che il ritmo cali troppo. da un certo punto in poi non ho più capito l'animo dei personaggi, mi è sembrato che alcuni di loro siano introdotti nella storia senza armonia e che ad alcuni eventi e sentimenti l'autore abbia voluto dare un'importanza forzata, un'importanza che naturalmente non avrebbero avuto. forse questo libro non mi ha toccata come ha toccato altri lettori... pazienza, e peccato.

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    claudio

    09/11/2009 19:00:52

    Essere il numero 2 non è poco,Mattias ha poi una qualità riconosciuta.La rinuncia al primato può essere un gesto che da solo aiuta a vivere.Numero 1000, disperso nella folla, senza qualità,sarebbe ,forse , un Mattias diverso.Harstad è troppo bravo, un amico trovato, che ti aiuta a capire meglio te stesso con mano leggera ciao

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    Stefano

    31/10/2009 20:42:58

    Un libro che lascia veramente... Senza parole. Stupendo.

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    Marco

    26/07/2009 23:15:12

    Il commento di Nicola è già perfetto. Nulla da aggiungere. Volevo solo segnalare anche la mia ammirazione per chi ha scritto questo splendido libro che rimane veramente dentro al cuore.

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    Nicola

    30/06/2009 16:12:10

    Buzz è generazionale, Buzz è molto mia generazione Buzz ha molta musica, mia... Buzz è un grandioso trattato di psichiatria adolescenziale. Buzz è un sogno, Buzz è un sogno di tante vite non vissute, ma che meriterebbero di esserlo. Buzz è un mondo alla fine del mondo e ritorno. Buzz è un viaggio dentro tutto ciò che gli altri non vedono. Buzz è lirico, poetico, introspettivo. Buzz è una porta da aprire. Buzz è quella parte di ognuno di noi che non viene mai fuori perché non abbiamo nessuno a cui farla vedere Buzz è a prescindere. Buzz è storia, avventura, amore, sofferenza, dolore, gioia, curiosità... Buzz è l'essenza degli elementi Buzz è la sintesi dei 5 sensi

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    ansa61

    18/04/2009 18:05:38

    E'passato un mese da quando ho finito di leggerlo e mattias è ancora dentro di me. La finezza e la realtà di come si possa parlare di un disagio sociale, che può prendere chiunque, senza un perché, della percezione inconscia degli altri, di come pensiamo di non esserci e invece ci siamo per gli altri, soprattutto i più sensibili e vicini a noi. Gran libro, che fa amare la vita.

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    Loris

    25/03/2009 10:52:14

    Notevole questo romanzo di Harstad. Le inquietudini di Mattias travalicano i confini geografici e culturali (per quanto questi ultimi siano ormai sempre piu’ sfumati: i riferimenti musicali e cinematografici sono pressoche’ universali). Chiudersi in se stessi per evitare di essere feriti e’ una tentazione generazionale. Di fronte a dolori privati (la perdita della persona amata e del lavoro) o al male insito nella Storia (vedi la lunga digressione sulla guerra nei balcani), sparire e’ la scelta di chi sente di non poter andare oltre. Il tutto puo’ essere ammantato e giustificato da una filosofia che elogia il lavoro invisibile dei ‘numeri due’, anonimi garanti del bene comune. Uscirne e ritrovare il proprio equilibrio nel mondo non e’ banale e il finale resta aperto. Harstad usa una prosa dal ritmo variabile, quasi musicale. Le Faroe sono uno scenario suggestivo e ricco di risonanze per questo viaggio nell’anima destinato a lasciare tracce durevoli nel lettore.

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    Valerio

    12/03/2009 18:40:32

    Che dire? Un romanzo bellissimo, una scrittura travolgente a ritmo di musica, una storia che appassiona. Matthias ti entra dentro... questa sua voglia di non apparire, di rimanere lontano dai riflettori in una società ossessionata dal protagonismo, dai numeri uno. Harstad racconta meravigliosamente la disperazione ed il fascino di una generazione che vuole solo essere normale. Viene voglia di rileggerlo subito.

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    Fausto

    28/01/2009 09:27:11

    Gran bel libro sul disagio mentale e su quello sociale. In più, il protagonista, Mattias, è quello che forse in tanti sono: capaci e consci delle proprie capacità e inadatti a combattere la feroce battaglia della vita per la supremazia. Per essere i primi bisogna dare una spinta ad Armstrong. Aldrin ci pensa, ma non lo fa. Mattias lo sa e per non farlo si ritira nella solitudine col desiderio di scomparire. Scrittura elegante e avvincente, nonostante la non semplice storia, incomparabilmente superiore a quella di troppo elogiati coetanei italiani. Traduzione impeccabile.

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    Maurizio Ricci

    17/01/2009 14:22:32

    Eccellente, davvero. Con una penna precisa e lucida, Harstad ci parla di adolescenza e di rock, di confusione mentale e sentimenti, di paesaggi desolati ed estremi, di sbandati e di chi sta loro vicino, "di balene e sogni". Un particolare non secondario: quando questo romanzo è stato pubblicato (nel 2005, in Norvegia) l'Autore non aveva ancora 25 anni.

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    gianluca guidomei

    27/10/2008 10:32:19

    "Certe persone non vogliono il mondo intero, anche se potrebbero averlo. Certe persone non vogliono un paese tutto per loro. Certi vogliono solo essere una parte del tutto. Utile, anche se modesta. Non tutti hanno bisogno del mondo intero." Libro nuovo, importante, ludico e lucido. Il giovane Mattias è un ragazzo come tanti altri, con i suoi pregi, i suoi difetti, le sue problematiche adolescenziali, l' incapacità di interagire con il mondo femminile. Eppure, un giorno scopre di possedere una voce straordinaria, incantevole, che fa innamorare tutti, anche il suo eterno amore. A questo punto la sua vita però ci sorprende: perchè Mattias non vuole primeggiare, non cavalca l' onda delle sue qualità, anzi rinuncia al proprio talento e si nasconde, si defila, perchè...:"Serve una forza di volontà immensa, e fortuna, e abilità per arrivare primi. Ma serve un cuore gigante per essere il numero due." Non è accidia, Mattias non è Oblomov, forse è un modo più consono per cercare se stesso, abbandonando le maschere sociali che non vuole indossare. Harstad ha scritto un' opera a suo modo rivoluzionaria, un libro parco di idee, ma ricco di riflessioni. E' come una terapia, ma anche gioco, avventura. L' immedesimarsi con Buzz Aldrin, colui che scese per secondo sulla luna, all' ombra di Armstrong, è una dichiarazione di intenti chiarissima e irrevocabile (forse!). Mi è piaciuto molto il fatto che questa volontà di non apparire, permette a Mattias di non perdersi dietro le illusioni e le scorciatoie che la vita, a volte ci offre. Perchè...:"Qualche volta è necessario partire. Qualche volta devi bruciare tutti i ponti e prendere la via del mare. E solo i capitani che si preoccupano dell' opinione dei posteri vanno a picco con la loro nave." Gran bella sorpresa, potrebbe diventare un ottimo film.

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