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Ian McEwan

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2007
Pagine: 136 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806188702

Recensioni dei clienti

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    Gianni F.

    25/11/2016 18.21.38

    Una storia particolare a tratti dolce altri inquietanti, che la classe e la maestria di McEwan rende indimenticabile. I due protagonisti giovani, belli, dotati sono messi a nudo nelle loro debolezze e sofferenze. Il finale, come sovente, in questo autore é reso struggentemente bello.

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    garibotti rossano

    22/08/2013 13.47.50

    E' un romanzo assai ben scritto - le capacità di Mc Ewan sono note - ma inconsistente a livello di verità, non credibile nei fatti che racconta. Potremmo accettare che la storia narrata fosse creedibile solo se ambientata nei dintorni del Medio Evo, forse nell'ottocento, non qualche decennio fa. Non va confusa infatti - a mio modo di vedere - l'inattendibilità (di una storia) con l'originalità: per essere originale una storia dev'essere anche credibile, e non è il caso, per me,del romanzo in questione.

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    Alessandra

    04/08/2012 15.54.15

    Un piccolo capolavoro da leggere tutto d'un fiato.

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    Giuseppe

    17/09/2010 17.56.58

    Se volete riempire la vostra biblioteca con grandi libri, questo è uno degli autori coi quali si va sul sicuro. Non sbaglia neanche stavolta. Un romanzo incentrato su un solo giorno, che si legge in un solo giorno, ma si ricorda a lungo. Ancora un capolavoro firmato McEwan.

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    storesa

    14/07/2010 18.06.19

    Un libro veramente piacevole. Ben scritto e non banale. Ottima lettura.

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    Lausi

    13/07/2009 11.33.38

    semplicemente fantastico sopratutto nella descizione del momento.

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    caterina olivieri

    30/06/2009 18.24.23

    Carinissimo e divertente.

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    Sara

    23/06/2009 15.32.10

    semplicemente un CAPOLAVORO!

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    diablo

    15/06/2009 14.41.51

    Durissimo, spietato ma geniale..in 130 pagine McEwan è capace di delineare e segare un intero periodo storico ricco di ipocrisie ed effeti terribili per le giovani generazioni..è un eversivo nel miglior senso del termine, non a caso il governo Americano ha subito il suo ingresso pur non reputandolo persona gradita.

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    erbavoglio_70

    01/02/2009 22.44.06

    Ho letto un libro, dalle tinte di un quadro di Monet, che farei leggere a scuola. Sì, perché i temi dell'affettività e della sessualità devono essere affrontati e a mio avviso il modo migliore per farlo è dire “non abbiamo nulla da insegnare, si impara sul campo, o più semplicemente si affrontano questioni”. Probabilmente ognuno ricorda come ha imparato a leggere o a scrivere, ma è impossibile isolare un momento della nostra esistenza in cui abbiamo imparato ad amare. La nostra capacità di amare e il nostro rapporto con la sfera sessuale credo siano piuttosto il risultato parziale e in divenire di eventi apparentemente insignificanti che si sommano, si intralciano, si sovrappongono. Ovviamente parliamo di un ambito in cui nulla si può imparare a tavolino e dove tutto dipende dalla nostra interazione con altri individui, a partire dalla famiglia e dai primi amichetti. Non basta dire: “Sono cresciuta in una famiglia dove non vi erano tabù” o, al contrario: “Ho imparato tutto da sola” e non costituiscono un punto a proprio favore la lettura di Erica Jong o i sabato sera trascorsi con amiche fidate a raccontarsi tutto, anche a vedere film porno. L'argomento è di quelli dove non si può essere preparati né impreparati. In certi casi si collezionano esperienze diverse con altrettanti individui, più raramente si incontra una persona con la quale si compie un lungo percorso. Il risultato, comunque, non è mai raggiunto, perché non parliamo di gratifiche di fine anno, ma di appagamento, di turbolenta quiete, di equilibri che non devono risultare sinonimo di tranquillità, anticamera della noia, quanto piuttosto di pienezza. Per queste ragioni mi è piaciuto il libro di Ian McEwan, Chesil Beach, scritto in modo godibile e pacato. Il sesso e l'amore non sono dipinti come paradisi in Terra, come ovvie conseguenze della crescita, come tappe necessarie dell'età adulta, bensì per quello che sono. Sacri misteri. Ai quali ci si accosta intrisi di segni lasciati nel nostro animo da episodi della nostra infanzia...

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    Sergio Vicentini

    21/12/2008 23.52.17

    Pochi riescono a descrivere le situazioni come Ian. Un avvenimento di poche ore sviluppato nel contesto del luogo e del periodo con tutti i particolari psicologici e sentimentali dei protagonisti. Una analisi profonda dell'animo umano di grande valore storico e comportamentale umano, come molte altre sue opere. Questi sono libri che danno un senso alla lettura, a meno che non si voglia leggere per sport.

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    Patroclo

    20/12/2008 11.05.20

    ogni 2 libri, uno minore. dopo il bel "Sabato", McEwan cerca di recuperare le forze con (come ha giá scritto giustamente qualcuno) un racconto lungo dal fiato corto e di puro - piú che degno - intrattenimento. difficile trovare significati che vadano oltre al voler fare la cronaca diretta dell´inizio (e contemporaneamente la fine) di un amore. diciamo che da uno spunto tutto sommato banale, McEwan sa ricavare pagine di una certa efficacia e condite da un humour molto controllato. il minore é andato, ora aspettiamo lo scrittore inglese al prossimo colpo di coda

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    michela

    27/11/2008 09.49.54

    SEMPLICEMENTE STUPENDO E RAFFINATO NELLA SCRITTURA!

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    Gisella

    13/10/2008 12.25.15

    Romanzo breve ma intenso sul dramma dell’incomunicabilità che colpisce una giovane coppia durante la loro prima notte di nozze nell’Inghilterra pre-rivoluzione sessuale. Entrambi vergini e impreparati non riescono a dar voce alle loro paure e insicurezze, frutto dei condizionamenti culturali dell’epoca. Inevitabile è il tragico epilogo che lascia un amaro rimpianto sia nei protagonisti sia nel lettore. Bravo McEwan per la sensibilità e l’acutezza nel descrivere i sentimenti e le emozioni umane.

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    Pietro

    30/09/2008 12.13.33

    Questo sì un piccolo capolavoro, annunciato in quarta di copertina, ma realizzatosi realmente nelle sue poche ma ricche pagine. Comincia piano, all’inizio quasi annoia, sembra voler volutamente rimanere in superficie, come una discutibile istantanea di vita brevemente commentata. Poi, lentamente, ma non tanto da scoraggiare lo scrittore, comincia a scavare, e via via Florence ed Edward, i due protagonisti, prendono corpo ed anima, diventano nostri fratelli, perché a modo loro, e con le fisime dei loro tempi ormai lontani, ci raccontano qualcosa delle nostre inibizioni e delle nostra false libertà. Il sesso rimarrà sempre un poderoso spartiacque nella vita delle persone, una cartina di tornasole inevitabile, tale da condizionare i destini e le scelte. Questo anche nella nostra modernità che pure sembra avere cancellato (giustamente secondo me) ogni sacralità nell’atto sessuale. Lo stile di McEwan è magistrale. Pur ritagliandosi il classico ruolo di Narratore Onnisciente, lascia sempre aperto nel lettore il dubbio che sta raccontando solo un suo punto di visto, solo il modo in cui lui ha visto la vicenda che racconta. I destini dei protagonisti mi hanno lasciato uno strano sapore in bocca, un contraddittorio miscuglio di dispiacere e soddisfazione. E’ giusto che il libro finisca come finisce, e che la splendida istantanea scattata da McEwan ingiallisca lentamente in un cassetto. Mi sa che è la vita che va così.

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    Gianni70

    19/09/2008 11.13.07

    letto appena pubblicato...novembre credo...l'ho sottovalutato perchè pensavo troppo a Bambini nel tempo ed i precedenti lavori (sopratutto Cortesia per gli ospiti). Ma..alla distanza...un libro che mi è rimasto dentro. Sicuramente il meno prolisso di McEwan tra gli ultimi. Effettivamente bello sopratutto i capitoli nella ...camera da letto.

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    Alce67

    01/09/2008 15.56.12

    Penso che McEwan saprebbe rendere affascinanti le istruzioni per l'uso della lavastoviglie. Mi pare che la sua prosa si faccia più incisiva ed elegante con il passare degli anni. Leggere questo racconto è stata un'esperienza piacevolissima e coinvolgente; come molti dei suoi romanzi, Chesil Beach lascia un pò l'amaro in bocca; ma ho trovato tutto molto realistico e toccante.

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    Angela M.

    15/06/2008 15.30.25

    Ian McEwan scrive bene, anzi benissimo. Questo più che un romanzo, è un racconto per la brevità del testo e per l'argomento monotematico. Da l'idea di essere scritto su commissione, poteva essere svolto meglio. Comunque da leggere.

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    emilio

    03/06/2008 14.42.39

    LETTO NELLE 12 ORE DI UNA CALMA DOMENICA 1° GIUGNO. SENZA PAROLE PER L'ECCEZZIONALE LAVORO DI McEWAN (per me il primo): MA SONO TUTTI COSì BELLI? SONO RIMASTO DUE GIORNI A PENSARCI SU!!! Non condivido le critice, che qui leggo, circa le "divagazioni" dell'autore: contribuscono in maniera eccellente a caratterizzare i personaggi (o meglio, il loro animo). Senza di esse si svuoterebbe di senso e di emozioni l'intero romanzo, che finiribbe per essere un asettico racconto.

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    guja

    02/06/2008 16.22.51

    un libro che ho fatto grande fatica a finire, nonostante la seconda parte sia decisamente migliore della prima.purtroppo ha confermato il mio giudizio sull'autore: uno stile troppo lento, troppo prolisso con digressioni che fanno continuamente perdere il filo della narrazione e che risultano pretesti per esibizioni di stile fini a se stesse.

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