Categorie

Stephen King

Traduttore: G. Arduino
Collana: Pandora
Anno edizione: 2015
Pagine: 469 p., Rilegato
  • EAN: 9788820059033
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:


Dopo Mr Mercedes, torna il “re” della suspense con il secondo capitolo della trilogia poliziesca dedicata alle inchieste di Bill Hodges.

«Hai creato uno dei più grandi personaggi della letteratura americana per poi buttarlo nel cesso», dichiarò Morrie. «Un uomo capace di un’azione simile non si merita di vivere.»
La rabbia fece di nuovo capolino con la dolcezza di una sorpresa imprevista. «Se lo credi davvero, non hai mai capito una sola parola di quello che ho scritto», rispose John Rothstein.
Morrie prese la mira. Il foro della canna era un occhio nero inchiostro.


1978. Cosa significa avere tra le mani «un’icona americana della disperazione nella terra dell’abbondanza»? Quale onnipotenza scatenerebbe tenere puntata la canna di una 38 mm sulla tempia di un Omero del dopoguerra? Lo sa bene Morris Bellamy, fanatico devoto del genio della letteratura americana, John Rothstein, quando piomba nella sua villa nel cuore della notte per depredarlo dei suoi averi e della sua creatività.
Già dall’incipit in profumo di Iene alla Quentin Tarantino, in cui tre uomini incappucciati, Giallo, Rosso e Blu, violano il domicilio di Rothstein, intuiamo come una passione possa sfociare in un feticismo deviato. John Rothstein, genio letterario al pari dei più grandi fondatori della letteratura americana, ha commesso un errore nella sua fulgida carriera: ha dato vita a Jimmy Gold, eroe dei suoi romanzi, e lo ha abbandonato a sé stesso, per oltre diciotto anni, e a una sorte borghese e infelice. E Morris Bellamy non è proprio riuscito a farsene una ragione; lui, che ha votato l’intera vita a incarnarsi nel mito di Jimmy, è venuto a riprendersi il suo eroe alla ricerca di un riscatto letterario, di una vendetta.

2010. Cosa significa avere tra le mani un fortino traboccante di mazzi di dollari e di centinaia di taccuini appartenenti al più grande scrittore d’America e contenenti i nuovi romanzi di Jimmy Gold? Quale onnipotenza scatenerebbe questa scoperta fatta da un ragazzino che combatte ogni giorno con la depressione della famiglia al lastrico, vittima della crisi economica e della furia di Mr. Mercedes che ha reso disabile il padre? Lo sa bene Pete Saubers che si ritroverà, inconsapevolmente, nel mirino di Morris quando, trent’anni dopo aver scontato la galera, si rimetterà sulle tracce del suo bottino, come un lupo famelico. Non sa che ad aspettarlo al varco, in questa folle corsa, ci sarà il detective in pensione Bill Hodges, e i suoi schizzati collaboratori, Holly Gibney e Jerome Robinson, pronti per una nuova caccia all’uomo.

Con la sua nuova trilogia Stephen King si cimenta accortamente verso un territorio letterario che lo attira fuori dall’horror, suo marchio di fabbrica, per scommettere i suoi prodigi di penna sul genere poliziesco. Non più situazioni sovrannaturali, ma un thriller che s’incardina perfettamente nella letteratura, pur trattenendo con sé alcuni elementi familiarmente kingiani: nelle descrizioni macabre, nell’immolazione dei corpi, nella lotta atavica tra bene e male, pur senza sconfinare in tetre note apocalittiche. Un ritmo serrato e una scrittura avvincente – che ben conosciamo – incrementata da toni di pathos e da un’alta tensione narrativa che non trascura mai le forti valenze psicologiche dei personaggi.
Un’ossessione abilmente portata in scena da King, quella di un lettore per il suo scrittore, spinta fino al limite estremo di un tormento esistenziale e di un’identificazione malata e tormentata: quella di Morris per il suo eroe Jimmy Gold. Il “re” ci parla dell’autenticità di quello che la letteratura può rappresentare per un giovane adolescente e di come sia impossibile abbandonare i propri demoni. Ritorna il tema caro a King, quello del potere della letteratura che non ci tocca solo come lettori inermi, ma che può insidiarsi in noi lasciando lo spazio per la nascita di semi vitali. Nel bene e nel male.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Alessandro

    07/02/2017 08.55.57

    Ho parlato del primo titolo della trilogia dicendo che aveva parecchie cose da migliorare, colpa probabilmente del nuovo genere affrontato da King. Con questo secondo titolo le cose un pochino migliorano, la trama mi sembra essere un briciolo più interssante e concreta, le scelte dei personaggi sono razionali e non troppo campate per aria. Lo stile narrativo è sempre il classico a cui siamo abituati ormai. Ciò su cui sono davvero in disappunto è: se questo libro fa parte di una trilogia in cui si dice che i protagonisti sono tre personaggi che abbiamo già imparato a conoscere, perchè sembra che in questa storia non ci siano? Non fraintendete, i protagonisti del primo libro ci sono e fanno la loro parte nella trama, ma è una parte davvero molto piccola secondo me. Sembra che ci siano stati buttati in mezzo solo per poter inserire questo libro in una trilogia ma effettivamente con qualche piccola modifica si poteva concludere il libro senza considerarli! Sto per cominciare l'ultimo libro della serie, spero che qui King abbia fatto un resoconto di tutti gli errori e abbia creato qualcosa di più serio anche se ormai è tardi per salvare una trilogia visto che stiamo all'ultimo volume. In ogni caso il King classico degli anni passati rimane sempre il migliore.

  • User Icon

    clare

    18/01/2017 09.02.26

    L'ho trovato più banale di "mr. mercedes" , una trama che poteva essere particolare ma scritta in modo forse un pò troppo sempliciotto, e verso la fine fa l'occhiolino il "paranormale" che non avevo intravisto nel primo romanzo della "saga", c'è troppa poca suspence, mi è piaciuto molto il personaggio di Pete, mentre il cattivo non l'ho trovato poi così cattivo.

  • User Icon

    Vincenzo

    19/12/2016 06.33.49

    Storia tirata avanti a forza, con personaggi appena abbozzati e trama fragilissima. Presente pure una punta di presunzione per affermare la credibilità dei comportamenti dei protagonisti. Non meglio di Mr. Mercedes, un paletto segna distanza sulla strada del declino.

  • User Icon

    paola

    24/11/2016 13.33.08

    Io non ho ancora terminato la lettura del libro e forse non dovrei commentare, ma non sono d'accordo con chi ha stroncato questo romanzo. Secondo me Stephen King dopo gli ultimi deludenti romanzi, con " Chi perde paga" sembra essere tornato "Il Re" : la storia è intrigante, i personaggi ben definiti, finalmente riesce ancora a coinvolgermi dopo l'ultimo capolavoro 22/11/1963. E' una storia che solo per caso è legata al deludente Mr. Mercedes.

  • User Icon

    Fabio

    14/11/2016 11.47.02

    Che fatica arrivare a leggerlo tutto,si salva un po' giusto il finale.Noioso,buonista,banale,piatto,scontato, con personaggi antipatici e poco convincenti,specialmente il detective Hodges che sembra pronto per la meritata pensione,stordito e confuso dall'inizio alla fine. La trama poi è surreale e le citazioni letterarie del geniale scrittore americano Rothstein al centro della storia sono imbarazzanti e atratti penose. Si stenta a credere che tutta questa strage scaturisca dai taccuini segreti di uno scrittore tanto scarso,parafrasando il quale gli avvenimenti qui trattati"sono tutte cazzate" (ricorrente perla di saggezza di questo genio,più volte paragonato a Hemingway, mah!)

  • User Icon

    carlo

    17/06/2016 07.54.21

    A me il King versione poliziesco non dispiace affatto. Certo non il miglior romanzo del Re, ma comunque scorrevolissimo ed intrigante. La trama è un po' banalotta e rivela un lavoro piuttosto ordinario dello scrittore in fase di stesura, nessun personaggio inoltre si distingue o decolla veramente nella storia. Tuttavia la scrittura è eccellente come sempre. Alcune scelte narrative risultano un po' forzate nel finale. Piacevole.

  • User Icon

    salomone

    20/05/2016 09.50.35

    Mamma mia! Mr.Mercedes valeva poco, ma questo è anche peggio. Ho letto tutti i libri di King, l'ho amato alla follia, ne ho constatato con dispiacere il declino, ma adesso vorrei veramente che si fermasse e facesse un bel "reset" alla propria carriera di scrittore. Non capisco perché si ostini a frequentare un genere (dovrebbe essere il giallo/thriller...) che proprio non è nelle sue corde. Non c'è niente, neanche la bella scrittura di una volta. Meno male che dovrebbe essere una trilogia, ancora uno e abbiamo finito. Speriamo solo che non facciano la minacciata serie TV, con 22.11.63 sono riusciti a rovinare l'unico bel libro di King degli ultimi quindici anni.

  • User Icon

    zombie49

    20/03/2016 05.17.21

    Morris Bellamy nel 1978 organizza una rapina ai danni del celebre scrittore John Rothstein, che, quasi ottantenne, da anni si è ritirato in un solitario cascinale nel New Hampshire. Non è però solo il denaro a spingere Morris all'omicidio: vuole vendicarsi dell'uccisione letteraria del suo personaggio preferito, Jimmy Gold, e impossessarsi dei preziosi taccuini inediti dello scrittore. Condannato a una lunga detenzione x un diverso reato, dovrà però attendere molti anni x recuperare il bottino nascosto. E intanto altri sono interessati a esso. Come parecchie storie di King, il romanzo narra dell'ossessione di un lettore x il suo autore preferito e si svolge in due spazi temporali diversi, nel 1978 e nel 2010, generando un po' di confusione. L'azione, come già nel primo volume della trilogia dedicata al detective Hodges, è anticipata nelle pagine iniziali, x accompagnare poi lentamente al ricongiungimento dei vari personaggi, legati dal filo conduttore del folle attentato di Mr. Mercedes. E' un thriller psicologico dedicato, molto più che alla vicenda gialla, alla crisi economica negli Stati Uniti nei primi anni 2000 e a considerazioni sul mondo letterario, sul valore morale e materiale dell'eredità di uno scrittore. La suspense è concentrata nel finale avvincente e ad alta tensione, forse pensato x una trasposizione cinematografica. Qui la presenza di Brady, lo psicopatico protagonista di "Mr. Mercedes", è appena accennata ma King sa inventare divagazioni nelle storie e questo romanzo sembra essere introduttivo allo scontro finale tra il killer e il detective Hodges. E' un'opera diversa dalle altre di King, poco appassionante x chi non è strettamente interessato ai temi trattati, anche se lo stile rimane godibile. Non amo il King poliziesco e questo romanzo ne è la conferma: vuole approfondire la mentalità del criminale ma il personaggio è poco incisivo e mi fa rimpiangere i migliori thriller fantasy del Maestro.

  • User Icon

    gianluca

    25/01/2016 11.27.19

    La premessa d'obbligo è che leggo King da quando avevo 12 anni, e da allora posso dire che, a parte 2 o 3 opere, di lui abbia letto tutto. Sarebbe altresì ingiusto giudicare questo libro con le opere classiche del Re, dato che è cosa risaputa che con la sua precedente produzione letteraria c'entra come i cavoli a merenda, e quindi bisogna giudicarlo come uno dei tanti polizieschi, ed in questo caso il giudizio è un pò impietoso. Il romanzo scorre, si fa leggere, forse anche troppo velocemente per lasciare tracce di se nella memoria, ma alla fine sembra solo una scusa per girare ancora un pò attorno ai fatti di Mr Mercedes, spianando la strada al terzo e conclusivo romanzo della trilogia. Lo stile del Re è riconoscibile, a tratti un pò forzato specie nei dialoghi (non è raro vedere i personaggi che, anche quando non sarebbero dovute, si dilungano in spiegazioni che li rendono molto "accademici")ma per il resto poteva essere stato scritto da chiunque altro. Unica cosa che mi fa ben sperare in una svolta di genere nel terzo volume è il finale, quando King torna a strizzare l'occhio al genere che lo ha reso uno degli scrittori contemporanei più noti ed apprezzati, quello del paranormale. Ma in fin dei conti il Re è cosi...non lo si discute, lo si ama e basta

  • User Icon

    henry il grigio

    17/01/2016 21.57.00

    Certamente 22/11/63 è di un altro pianeta, questo racconto è un pò meglio di "Mr Mercedes"ma insomma mooolto distante dal miglior King. Detto ciò comunque continuo a comprare King per un senso di gratidudine per tutto quello che mi ha fatto leggere negli anni. E così continuerò a fare, al massimo farò brutte recensioni...

  • User Icon

    bruno

    15/01/2016 00.14.16

    Un libro fiacco, che non invoglia a vedere come va a finire. Un Re diverso dal miglior King. Appannato, decisamente non brillante, al punto da pensare che il romanzo sia stato scritto qualcun altro. Leggo King dai tempi di Bachman (belli quei tempi)ed, ultimamente, lo acquisto e lo leggo solo più per affezione. Leggere king oggi, per me, è come andare a trovare una vecchia prozia. Non lo fai per affetto ma solo per abitudine e perché ti pare brutto non farlo!

  • User Icon

    Cremo

    11/01/2016 12.16.52

    Buon libro, meglio del precedente Mr.Mercedes. In questo riesci ad appassionarti ai personaggi principali , che ho paura troveranno una bella gatta da pelare nel prossimo. Visti certi risvegli inquietanti ...

  • User Icon

    Luca

    08/01/2016 01.40.05

    che dire,questo meglio del primo della seria,a me e piaciuto molto,e vero manca anche a me il King fantasy horror ,ma questo romanzo e bello da leggere,infatti lo finito in 5 giorni,scritto meravigliosamente ,e non dalla trama scontata,anzi,una trama architettata meravigliosamente

  • User Icon

    Fabio

    28/12/2015 18.33.19

    libro poco avvincente e scontato. Unico pregio: non scurrile.

  • User Icon

    alessandro

    09/12/2015 19.44.02

    Quando leggo romanzi di questo genere scritti dal RE mi viene una profonda tristezza, 380 pagine di noia totale e le ultime 80 che si animano un pochino. In sintesi poteva essere un buon racconto da mettere in una delle tante raccolte del Maestro. King non è questo, per quanto mi riguarda questi sono solo romanzetti che servono all'editore ma non all'autore ed ai suoi fans. Sconsigliato.

  • User Icon

    fabio57

    05/11/2015 14.41.44

    Grande ammiratore di King, mi aspetto sempre altri capolavori da aggiungere alla ricca produzione del maestro, ma da un po' di tempo a questa parte, resto sistematicamente deluso. Intendiamoci, parliamo sempre di un bel romanzo, ma siamo lontani anni luce da libri come It,l'ultima eclissi,Misery,il miglio verde per citarne solo alcuni. Siamo esigenti noi fan di King,ma per entrare nel merito del libro in questione, diciamo subito che parte alla grande creando enormi aspettative sugli sviluppi di una storia bella e ben raccontata, ma a mano a mano che il racconto procede, il nostro autore si perde un po' per strada, imboccando alla fine il più classico degli happy end. La psicologia dei personaggi è come sempre ben descritta, la tipologia del thriller ben si adatta alle corde narrative dello scrittore e il risultato è comunque notevole.

  • User Icon

    Sandro

    03/11/2015 13.55.58

    Entusiasmante. Il miglior King dai tempi di 22/11/63. Sembra che all'autore riesca bene il genere thriller, poliziesco. Avevo trovato interessanti Joyland e Mr. Mercedes ma questo li supera ripagandomi per la delusione di Dr. Sleep e Revival. Ritmo serrato e mozzafiato. Il protagonista dovrebbe essere Hodges ma in realtà il romanzo è tutto basato sulla sfida tra Peter Saubers e Morris Bellamy descritti in modo straordinario da King. Bello il finale con la storia di Hartfield in sospeso come si era capito alla fine del primo volume e che anticipa una continuazione nella prossima puntata con un ritorno al soprannaturale e mistero.

  • User Icon

    marmar

    28/10/2015 23.41.00

    Vabbeh, questa serie è fatta così, prendere o lasciare. Questo capitolo è già meglio del precedente, ma chissà perché appena finito mi sono messo a rileggere "22/11/63", altra categoria...

  • User Icon

    Daniele

    27/10/2015 11.23.09

    decisamente lo zio Stephen sbaglia un colpo ed anche stavolta fa centro con questo libro, a dimostrazione che l'arte dello scrivere sia per lui abbastanza scollegata dal genere. Infatti anche non essendoci elementi horror (tranne qualche scena con parecchio sangue qua e là) la narrazione è di una scorrevolezza incredibile. I personaggi di uno spessore che soltanto i grandi scrittori riescono a trasmettere. il vero protagonista a mio avviso è la potenza dei libri e l'amore per le opere che ogni 'fedele lettore' dimostra per i suoi libri più cari, a volte talmente morbosa da portarlo fuori di testa. si può riuscire a rendere credibile un personaggio di una serie di romanzi immaginari all'interno di un romanzo (Jhonny Gold)? beh lui ci è riuscito, soltanto con qualche titolo e qualche riferimento il resto lo fa l'immaginazione che spinge a comprendere come i due personaggi si siano innamorati delle sue storie. ora aspettiamo con impazienza l'epilogo, le premesse sono ottime.

  • User Icon

    Thinner5

    25/10/2015 22.23.26

    Dopo Mr.Mercedes esce il secondo capitolo della trilogia e il risultato mi sembra molto soddisfacente. Il ritmo è anche più incalzante del primo episodio e risulta difficile abbandonare la lettura, che è sempre molto scorrevole. Il romanzo in sè è piuttosto diverso, il detective Hodges tarda non poco ad apparire è potrebbe quasi essere considerato una storia a parte, tuttavia i collegamenti ci sono e anche i riferimenti non mancano, ragion per cui lo consiglio sopratutto a chi ha già letto il libro precedente (come per quasi tutte le serie). Un ottima compagnia!

Vedi tutte le 28 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione