Ci chiamavano matti. Voci da un ospedale psichiatrico

Anna M. Bruzzone

Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 1979
Pagine: 270 p.
  • EAN: 9788806495107

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Questo libro raccoglie le voci di donne e uomini ricoverati nell'ospedale psichiatrico di Arezzo, che raccontano la propria vita, e la voce dell'autrice, che descrive il suo incontro e il suo lungo dialogo con loro. I testi degli uni e dell'altra si compenetrano e si fondono: i ricoverati parlano anche nell'introduzione, ora per citazioni dirette ora attraverso le riflessioni amorose e dolenti che dettano all'interlocutrice, la quale si lascia come invadere dalla loro esperienza, e analogamente essa, pur cercando di tenersi in disparte, appare nelle testimonianze. Questo legame profondo che li unisce trova esatta corrispondenza nel modo, proprio dell'antipsichiatria, di considerare il folle, non piú incomprensibile ed estraneo, non piu altro dal cosiddetto sano, e nella specifica tematica degli antistituzionalisti che, operando con i folli dei manicomi, cioè con i folli poveri, mirano a ricostruirne, insieme con loro, le persone distrutte soprattutto dalla miseria, dallo sfruttamento, dall'oppressione in cui, dentro il manicomio ma anche all'esterno, essi sono vissuti.Le trentatre storie dei ricoverati sono, nell'apparente monotonia della sofferenza e del dolore, lo specchio di un'umanità viva e varia, benché a lungo soffocata e straziata. Esse sono anche - con la forza delle cose semplici e la corposità dei fatti concreti - un terribile atto di accusa contro le società che creano e perpetuano le istituzioni totali, e contro l'indifferenza generale che le tollera.