Editore: Manni
Collana: Occasioni
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 01/07/2008
  • EAN: 9788862660686
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 8,50

€ 10,00

Risparmi € 1,50 (15%)

Venduto e spedito da IBS

9 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Roberto Biagiotti

    23/07/2009 17:34:07

    Cielo indiviso...dal mare forse, visto che dalle poesie di Roberto Maggiani le proiezioni di elementi come acqua, aria e luce, si fondono con i loro naturali abitanti, uomini, insetti, animali marini e gabbiani. Calcando un caleidoscopio di suoni, colori, odori e sapori, su sfondo azzurro e bianco, fanno la loro comparsa figure mitiche e stelle, alberi del tempo e statue di antica bellezza, pensieri illuminati e polvere...e la luna sfila silenziosamente elegante su una passerella di riflessi. La luce, talvolta abbacinante, domina e sfuma i limiti delle cose, incanta e stordisce, penetra e rivela, trasforma levigandole, parole e pietre. Un libro salmastro che mi parla del mistero, della vita tutt'intorno, di domande senza risposta e di risposte laddove non ha senso il domandare. Un libro che mi piace molto!

  • User Icon

    Giuliano Brenna

    17/05/2009 21:30:54

    Sono poesie che ci giungono dal mare e dal cielo, riecheggiando sulle scogliere portoghesi e mediterranee riempiono gli spazi delle città. I versi conducono attraverso i vicoli di Lisbona e da lì si muovono verso l'Algarve, descrivendo, con echi quasi parnassiani, le creature reali, immaginarie o mitologiche, che vivono nei villaggi della costa oceanica. Elementi semplici e primordiali, quali l'acqua e la luce, dirigono lo sguardo interiore verso profondità poco esplorate dell'anima, i pensieri acquistano una liquida luminosità e una vita che diventa indipendente, pur rimanendo legati in maniera quasi onirica agli elementi che l'hanno generata. Dio è presente ma tra le quinte, si lascia indovinare tramite la bellezza del mondo e ci lambisce con la sua luce, come le onde del mare sono descritte a lambire la rena. La raccolta è un canto sì di riflessione ma anche espressione di gioia e pace quando ci presenta scene di vita semplice quali una festa in piazza o frammenti di vita visti sotto una luce intimista.

  • User Icon

    Shiva2024

    09/04/2009 15:07:56

    Poesie dove si vede il sole, il mare, senti il profumo, il sale sulla pelle, la brezza sulla faccia. Molto belle. Bravo Roberto

  • User Icon

    Antonio Spagnuolo

    13/01/2009 09:54:59

    Roberto Maggiani : “Cielo indiviso” – Ed. Manni 2008 – pagg. 96 - €. 10,00 – Una raccolta che ha il pregio indiscusso di coinvolgere il lettore per quelle sue evoluzioni spontanee e modulate, che rendono la poesia ricercata nelle più appropriate tensioni, che si espandono in ritmi sempre più serrati e definitivi, tra metafore, ammiccamenti,colori vari . Ove la tensione si addolcisce nella figura materna : “…sei indifferente all’andare del sole/ che ruba ombra al tuo stare/ finché un timido raggio/ s’accosta e ‘accarezza la pelle/ di placida seta marina/ e con mano materna/ insegue le tue morbide linee.” il dettato si effonde per quella sua capacità di offrire ebbrezze e vertigini, che la parola sussurrata può ripetere anche all’infinito. A fior di pelle il verso imbriglia alcune sensazioni che trasportano in illusioni cifrate : (Destino) : “Una distesa liquida in fuga -/ e il nulla che resta/ nelle onde che si susseguono.” per leggenda o carezza che riflette il brillare della spuma. Una prova originale nella quale non c’è discontinuità tematica e nella quale il lavorio non soggiace a problematiche esistenziali che rendono la pagina appesantita da sperimentalismi fuori luogo. Emulsioni dinamiche, capaci di richiamare afflati lirici al di là di ogni più banale romanticismo, entro una suggestione delicatamente accumulata, sono gli elementi di percezioni felici, rinchiuse tutte rigorosamente nel fascino timbrico. “In questi versi in apparenza docili – scrive Domenico Cara nella prefazione – piani, ricercati come appunti e fasi di variazioni spontanee, si consumano un’attitudine sinuosa e felice, espansa e salmastra di ordine, lo smalto e l’idealità che incidono sulla serena valenza (non inerte) della magia e dell’incantamento adottato per sparse epifanie o a frante suddivisioni delle quali ogni estate si colora…” Le associazioni sonore qui oscillano tra le immagini e la fuga, tra il ritmo e la forma. Antonio Spagnuolo -

  • User Icon

    Irene Ferrari

    31/10/2008 21:06:30

    La sezione del libro che mi ha emozionato di più e' quella Mar Mediterraneo (Tirreno e Ionio). Intenso profumo di salsedine si sprigiona dai versi che traggono la loro forza dal "fondo del mare" mentre l'anima tende, quasi titanicamente, ad "innalzarsi negli abissi" ma direi anche dagli abissi della desolazione della terra. L’aver “ascoltato delle giunture del corpo scivolare sulla pelle nell’abisso, la disperazione” mentre la “clemenza spontanea dal volto negli occhi sale” crea poesia nella poesia. È come se in Ossigeno si potessero leggere attraverso le parole rime, anche se rima non sono, un altro tema, un altro messaggio. Costante questo Leitmotiv di innalzamento, di anelito verso l’orizzonte mentre siamo schiacciati dal cielo che, come un’accetta, si abbatte quasi a schiacciare questo “atomo opaco del male” per dirla con Pascoli. Voci che si rincorrono e si richiamano dal mare alla terra, dalla parte, diciamo, sensibile a quella razionale, dal fluire, dallo scorrere alla staticità. Come è forte la costernazione racchiusa nel verso “masticare sabbia?”! Altrettanto significativa la risposta nel decasillabo “piuttosto bevo acqua salata”: quanto amara è quest’acqua salata! Proprio come il “silenzio”, carico di significato nel mentre che “le anime sono in tumulto sotto un cielo in burrasca”. [...] Ognuno trova il momento adatto per cantare, per riflettere; chissà che non sia il tramonto – anche in senso metaforico- in cui si riesce a far emergere la parte più preziosa di noi, capace di “cucire” pensieri, con abilità e maestria, realizzando “ricami” “dorati”, preziosi nonché unici. Quando si legge, spesso si sovrappone il nostro io a quello di chi scrive, ma questo è anche grazie all’abilità di chi “ gioca” con le parole, che come un direttore d’orchestra riesce ad armonizzare i vocaboli creando una splendida sinfonia illuminata da una “luce” in grado di arrivare, di toccare, di plasmare l’inafferrabile e di raccontare l’inenarrabile.

  • User Icon

    Paola Sestieri

    03/10/2008 16:53:31

    Poesie, parole, emozioni. Sicuramente pensieri di chi vive il mondo e la natura in modo completo, assaporando ogni piccola particella del creato, contemplando l'immensità, ammirando sempre con desiderio e curiosità tutto ciò che accompagna l'uomo durante il suo andare. Versi alcune volte un pò "difficili", da comprendere e da apprendere, leggendo e rileggendo non solo con gli occhi ma con un'apertura attenta dell'anima.

  • User Icon

    Daniele Incami

    03/10/2008 15:13:40

    Vi colgo sonorità, colori e paesaggi vasti sia di natura che di pensiero, un soffio sullo spirito, un compendio di parole adatte a descrivere l’essenza di un reale multiforme. Bellissima la poesia intitolata "La pietra", che mi permetto di riportare: "C’è una luce interiore che scolpisce / l’essere delle cose - / leviga la pietra / e di cristalli la tempesta, / poi la squarcia - ne rivela l’essenza / con una sola parola / la più adatta e mai detta."

  • User Icon

    Basilio Romano

    27/09/2008 21:45:58

    Sono poesie molto belle: immagini nitide di una realtà più profonda insita nelle forme e nella luce. Con questo libro Maggiani va a perlustrare, con la parola poetica, i luoghi dove il mito ha ancora i suoi spazi ed ha rapporti profondi con l'animo umano, rivelando un mare invisibile nei dintorni delle cose.

  • User Icon

    La Recherche

    26/09/2008 18:01:59

    Cielo indiviso è la quarta raccolta di poesie di Roberto Maggiani, pubblicato dall’editore Manni nella collana Occasioni curata da Anna Grazia D’Oria. La densa prefazione del poeta Domenico Cara introduce il lettore a cogliere nei versi di Maggiani le estasi indivise, quel senso panico di annullamento del proprio esistere, quel farsi mare e cielo in una dimensione quasi mitica per acquistare una nuova e diversa fisicità, che non è più esperienza storica, ma ansia e bisogno d’Infinito. Le poesie sono raggruppate in tre raccolte, Oceano atlantico, Mare mediterraneo, Mare invisibile, quasi a tracciare un percorso dalla poesia dei luoghi, quelli appunto in cui sono state scritte – il Portogallo e la Sicilia -, alla poesia dell’anima, dove è sempre il mare a improntare di sé il verso, ma con il tono pacato della riflessione, che sa farsi talora mestizia, talora pacificazione con l’Eterno. [...] I versi di Maggiani sono fluidi come il “suo mare”, non hanno arguta ricercatezza di stili inesplorati, piuttosto antica e rassicurante sapienza delle parole, a cui è data consistenza di immagine e di pensiero, potere di evocazione attraverso assonanze classiche e sentire dell’uomo contemporaneo. Non è poesia per se stessa, non intimista nel senso di uno sguardo ritratto sull’interiore ma comunicativa, poesia per essere letta e goduta, riletta e portata nell’anima, come un dono. L’ansia di Assoluto del poeta è nel desiderio di perdersi e annullarsi tra cielo e mare (Sprofondo /nella sabbia vellutata - / i piedi le caviglie le gambe / finché tutto sommerso / trovo Anima – non v’è parola né suono né respiro), ma ha la castità della preghiera nell’anelito all’Eternità: nella poesia A Rimabud, che vuol essere un omaggio al poeta amato, il silenzio e il chiarore sono lì a placare l’ansia del vivere: Io lo capisco quel silenzio del mare / e quel chiarore del cielo / che parte da me / e non dal mare e non dal sole / ed è l’eternità / c’est la mer allée avec le soleil.

Vedi tutte le 9 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

In questi versi, in apparenza docili, piani, ricercati come appunti e fasi di variazioni spontanee, si consumano un'attitudine sinuosa e felice, espansa e salmastra di ordine, lo smalto e l'idealità che incidono sulla serena valenza (non inerte) della magia e dell'incantamento adottato per sparse epifanie o a frante suddivisioni delle quali ogni estasi si colora.
C'è la fascinazione di ciò che è ritaglio di una vicenda indivisa tra esistenza e itinerario, nostalgia (non del tutto vaga o ferita) del visto, gli ascolti di un passaggio in un ristretto ovunque circondato d'oltremare, lunghezze d'onda del suono e di trasparenti visioni.
Verso dopo verso, e in più ebbrezze e lucori, la poesia si fa tensiva e pensosa...