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Antonio Di Meo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 1996
Pagine: XI-184 p.
  • EAN: 9788806141868
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scheda di Ferrara, E., L'Indice 1996, n. 7

Questo intenso saggio di storia della filosofia chimica analizza e riordina gli aspetti epistemologici di una scienza che sfugge a interpretazioni filosofiche, per la sua natura empirica, legata più all'osservazione e al controllo dei fenomeni che all'interpretazione a partire da principi primi. Riflessioni su alcuni principi palesemente obsoleti e accostamenti di questi a interpretazioni successive offrono spunti sorprendenti, per una loro riconsiderazione nel contesto dei mezzi e delle conoscenze della scienza del tempo. Con il concetto di tempo ciclico che definisce gli eventi naturali periodicamente ripetuti, viene illustrata la visione aristotelica di una natura immutabile, l'alternarsi di creazione e distruzione delle singole entità all'interno di una struttura di tempo periodica ed eterna. Successivamente questa analisi del mondo naturale entra in crisi, quando l'idea di trasformazione si allarga fino a comprendere l'intero universo come sistema isolato. In questo quadro esplodono gli interrogativi posti dall'avvento della termodinamica. Dall'idea di ripetitività e periodicità dell'esistenza si passa a quella di direzionalità nel movimento del tempo. La trasformazione della natura diventa lineare, evolutiva e soprattutto irreversibile. L'unica entità in grado di opporsi all'incessante crescita di entropia sembra essere il vivente, l'"élan vital" di Bergson. L'irreversibilità della trasformazione della natura comunque resiste a ogni più acuta critica, smorzando infine la contrapposizione con il concetto di ciclicità fino a riconoscerlo come motore dell'evoluzione.