Recensioni Le città della notte rossa

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    05/06/2009 10:48:34

    Personalmente non ho mai capito tutta questo osannare il cut-up di Burroughs e le altre sue tecniche di deframmentazione narrativa. A me sembrano cose che, oltre ad essere state teorizzate e sperimentate almeno 30 anni prima in ambito surrealista, lasciano un po' il tempo che trovano. Come con molti altri tipi di "avanguardia", si scade facilmente nell'attività masturbatoria e la narrazione di Burroughs vale più per il significato dietro il testo (i vari nuclei fondanti il racconto sono ben specificati nell'introduzione dalla Pivano, o appunto, il decondizionamento del/dal linguaggio) che per il testo per sé. Una lettura che ho stentato a finire... Pretenzioso.

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    03/06/2008 16:17:40

    Il compimento di un cammino iniziato anni fa con The naked lunch. Imperdibile se siete amanti di Burroughs. E anche se non lo siete.

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    29/09/2006 11:00:20

    Burroughs è praticamente tutto da studiare, sondare, 'rubare'. La sua azione meticolosa di sabotaggio di ogni struttura lineare, di ogni trama, non prescinde né dalla linearità in sé né dalla presenza (dal fantasma della presenza) della trama. Questo libro è da leggere - come tutti gli altri suoi - anche in piena anarchia e senza preoccupazioni di 'sequenzialità' / continuità nella lettura. E' una delle ragioni della sua grandezza: è un autore praticamente classico che non chiede le spaventose distese di tempo (veri marmi irrealizzabili nella vita) che altri classici impongono alla progressione dell'atto del leggere. Burroughs ha pre-visto [e felicemente contribuito a determinare] il processo di indefinizione e dissipazione - nelle strutture della narrazione - che gli anni del secondo Novecento hanno portato.

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    21/04/2006 19:50:28

    un capolavoro, una mente contorta che ti porta in viaggio per 300 e più pagine, una visione "drogata" e spietata della vita. da leggere, per perdersi tra le righe e nella non-trama.

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    Fabio
    11/05/2004 08:58:21

    Delirante, sardonico, lucido e assolutamente necessario. L'autore riscrive la storia biologica del mondo immaginando cosa sarebbe accaduto se una comunità libertaria di pirati avesse scoperto anzitempo il fucile a cartucce. Il più ambizioso dei romanzi di Burroughs dopo il Pasto nudo e Ragazzi selvaggi, e fra i migliori di sempre.

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    ...
    04/12/2003 20:44:39

    è vero che ho letto solo un terzo del libro.. ma non ne potevo più! uno sorta di giallo un po' noioso, misto a fantascienza archeologica e storie di pirati... non il miglior romanzo dell'autore.

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    23/06/2000 12:06:09

    è bello.

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