La città di Ulisse - Teolinda Gersão - copertina
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Descrizione

L'incontro di un uomo e una donna a Lisbona, la loro storia d'amore e la storia di entrambi, che è anche e più di tutto la storia d'amore per una città straordinaria. Quella città che i romani avevano chiamato Olissipo, e per la quale la scrittrice portoghese Teolinda Gersão compie un grande atto d'amore. In questa "visita guidata" di Lisbona, uno dei migliori spettacoli è lo stile di Teolinda Gersão nelle sue descrizioni di una città che conosce come nessun altro. Celebrata nel corso della storia da tanti cantori, poeti e scrittori, Lisbona non era mai stata omaggiata con un inno d'amore dai suoni tanto delicati come quelli che si odono nelle pagine di questo romanzo.
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Dettagli

2013
30 settembre 2013
226 p., Brossura
9788897365211

Voce della critica

Un libro affasciante e mozzafiato che ogni amante di Lisbona dovrebbe leggere: ecco cosa è La città di Ulisse di Teolinda Gersao. Paulo Vaz e Cecília Branco sono due pittori che vivono la loro storia d’amore immaginando di creare una mostra d’arte sulla città e il suo millenario collegamento con Ulisse, che la leggenda indica come fondatore.

È una mostra che non vuole svelare la città perché Lisbona si lascia indovinare più che farsi scoprire. É una città che accade, che non è fatta per lasciarsi guardare: le vie nascoste, i baretti improbabili, gli angoli silenziosi conducono sempre a siti nuovi e insperati, a molteplici cammini e mai uguali. “Una città del desiderio, di cui si va alla ricerca”. Una città che è anche città profondamente letteraria e intrisa di storie, dunque, in quanto creata da un personaggio letterario. Sullo sfondo un Portogallo che si affaccia dalle ceneri della dittatura e attraversa diverse epoche storiche, dall’instabilità politica successiva al 25 aprile alla profonda crisi economica dei primi anni 2000.

Ulisse guarda dall’alto, ricordandoci il suo infinto desiderio di scoperta, di conoscenza, di coraggio. Eppure è un Ulisse insolito quello che ci guarda da queste pagine, perché la Gersão ci presenta una chiave di lettura diversa dell’Odissea, di quella storia “universale e atemporale che non smetterà mai di essere raccontata”. E se il viaggio di Ulisse, l’improrogabilità della guerra di Troia, fosse una via di fuga, un alibi creato per mascherare il desiderio incontenibile e tipicamente virile di partire alla conquista dell’ignoto? Ulisse ama la sua Penelope ed è la volontà di tornare ad Itaca che prende il sopravvento sugli eventi; ma è facile “essere il migliore degli amanti quando c’è di mezzo il mare” e una grande disponibilità di donne pronte ad offrire il proprio cuore al bell’avventuriero venuto per mare. Il ritorno di Ulisse all’amata Itaca, ci allerta la voce del narratore Paulo Vaz, rappresenta solamente una versione delle tante esistenti all’epoca di Omero: forse la versione che tutti conosciamo e che ormai è così saldamente radicata nella nostra cultura è solamente la più soddisfacente, la più idealizzata e, perché no, la più moralista? Nelle splendide pagine di Teolinda Gersão al lettore sono offerti altri finali alternativi.

Impossibile non aggrapparsi alla mano di questo pittore innamorato dell’arte e lasciarsi condurre per le strade di una Lisbona magnifica e impregnata dell’amore assoluto per una donna, un amore per il quale un Ulisse dei nostri giorni, un uomo errante e solitario che teme la stabilità, si trova ad assumere il ruolo tradizionalmente affidato alla figura di Penelope: l’attesa dell’amore e il ritorno dell’amata. E forse è proprio l’amore che l’autrice vuole celebrare con questo romanzo, suggerendo che l’amore è ciò che conta davvero in questo mondo difficile e pieno di ostacoli dove l’importante è avere un rifugio sicuro, «um porto de abrigo» a cui tornare. In questo senso la narrazione dialogica di Paolo Vaz, il quale si rivolge sempre all’amata, diventa fondamentale: perché in fondo «amare una persona è parlarle quando non è presente».

Visitando Lisbona attraverso le parole della Gersao diventiamo viaggianti tra una città di carta, proprio come viaggianti sono Paulo e Cecília, che vanno alla ricerca di se stessi più che della loro amata città, e non come i turisti che cercano invece di fuggire da se stessi e dalle loro esistenze. La città di Ulisse è una lettura intensa, densa di riflessioni sull’arte e il valore della creazione artistica, sul ruolo della letteratura nel “ripensare” il mondo di oggi, è un libro ricchissimo di storia ma anche di miti, sogni e leggende. Tradotta per Edizioni dell’Urogallo da Alessandra della Penna, Teolinda Gersao è un’autrice imperdibile!

Recensione di Silvia Gasparoni

 

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