Le città invisibili - Italo Calvino - copertina

Le città invisibili

Italo Calvino

Scrivi una recensione
Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: L-166 p., Brossura
  • EAN: 9788804668022

nella classifica Bestseller di IBS LibriNarrativa italiana - Racconti

pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

€ 9,00

€ 12,00
(-25%)

Venduto e spedito da IBS

9 punti Premium

Quantità:
LIBRO

Altri venditori

Mostra tutti (7 offerte da 12,00 €)

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Città reali scomposte e trasformate in chiave onirica, e città simboliche e surreali che diventano archetipi moderni in un testo narrativo che raggiunge i vertici della poeticità. Postfazione di Pier Paolo Pasolini.
4,82
di 5
Totale 11
5
10
4
0
3
1
2
0
1
0
  • User Icon

    Natalia

    08/03/2019 13:35:36

    Un Marco Polo narratore racconta in questo volumetto una serie di città fantastiche, frutto dello straordinario ingegno di Calvino, città che danno modo di riflettere sulle nostre città realmente vive e brulicanti di persone, ma a cui a volte manca quel qualcosa che esiste in alcuni dei luoghi descritti qui, e cioè una particolare magia che rende l’atmosfera malinconica ed elettrizzante allo stesso tempo. Un piccolo libro che dà modo di riflettere e svagarsi come solo Calvino può permetterci di fare. É qui presente la famosa citazione, stra-abusata sui social, ma talmente bella che merita di essere riportata anche qui: “L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

  • User Icon

    anna F.

    06/03/2019 18:22:20

    incredibilmente affascinante, calvino è assolutamente un genio

  • User Icon

    Martina

    28/02/2019 23:27:03

    Un libro affascinante che ti apre nuovi mondi. Un capolavoro

  • User Icon

    Ilaria

    05/12/2018 16:10:54

    Leggere Calvino è ogni volta un colpo al cuore e un regalo all'anima.

  • User Icon

    Roby

    23/09/2018 09:20:58

    Il libro è stato ben descritto prima di me, resta da dire che è uno dei maggiori classici del nostro '900 letterario. Capolavoro assoluto.

  • User Icon

    Valentina

    22/09/2018 17:09:02

    Calvino ne “Le città invisibili” supera i limiti dello spazio fisico, creando nuovi spazi immaginari, ma che allo stesso tempo sono molto reali. In ognuna delle città invisibili si può notare un riflesso nella realtà, ma che allo stesso tempo è reso surreale dalla poetica affascinante dell'autore. La parte romanzesca è affidata ai dialoghi tra Marco Polo e Kublai Kan, durante i quali il primo fa un resoconto dei suoi viaggi. Questo filo principale è intervallato da una serie di descrizioni di città, che si manifestano sempre l'una diversa dall'altra, anche se con elementi in comune. Di certo è un libro fuori degli schemi, in cui il lato poetico della descrizione dà contorno e colore al grigiore spesso indefinito delle città reali in cui ci troviamo immersi.

  • User Icon

    Eli

    22/09/2018 11:06:44

    Il libro più esile di Calvino, eppure uno dei più suggestivi e ricchi di spunti di riflessione. Uno stile affascinante, a metà tra la poesia e prosa, che rende la lettura di queste rarefatte descrizioni di città (ir)reali estremamente piacevole.

  • User Icon

    vio

    21/09/2018 19:26:50

    In questo libro Calvino racconta di diverse città, tutte con nomi femminili, ognuna diversa, come se fossero delle vere persone che vivono da qualche parte nel mondo. Il protagonista, Marco Polo, cerca di mostrare ciò che lui ha visto e di raccontare la bellezza del mondo al grande Kublai Khan, facendo in modo che questo viaggi attraverso i suoi racconti. Allo stesso tempo anche noi lettori facciamo questo viaggio alla scoperta del mondo, non solo di città e delle loro bellezze, ma di persone e modi diversi di vivere. Ogni posto ha la sua particolarità, è nata in modo diverso e vive diversamente dalle altre e tutte in qualche modo sono come delle metafore per spiegare il mondo e la società in cui viviamo. Un libro bellissimo, pieno di significato, stile impeccabile.

  • User Icon

    Federica

    17/09/2018 20:38:23

    Marco Polo viaggia per l'Asia, sterminata, poi riferisce al Gran Khan ciò che ha visto. Racconta e inventa le meraviglie di un regno tanto sterminato che il suo sovrano non potrà mai conoscerlo per intero. Ma a entrambi non interessa la realtà, non tanto quanto la meraviglia. Marco Polo inventa città impossibili, oniriche, utopiche o distopiche, e in ogni città c'è la meraviglia del viaggiatore, la fantasia del sognatore, la nostalgia dell'uomo. In ogni città c'è, soprattutto, un frammento di ciò che significa essere umani, in essa scomposto, separato e amplificato. Questo libro è un atlante di fantasia, sì, ma è soprattutto è una geografia di tutto ciò che, entro l'animo umano, "in mezzo all'inferno, non è inferno", ma meraviglia.

  • User Icon

    Cristiano Cant

    01/12/2017 08:31:31

    Se più di quarant'anni fa le intuizioni definite in questo libro viaggiavano nella mente di Calvino con chiarezza quasi profetica, non oso nemmeno perdermi nei garbugli odierni per provare a tradurre che sensazioni, oggi, potessero sfiorarlo. E' tuttavia certo che questo viaggio fra il saggistico e il fiabesco è uno stupendo gesto di fuga e di rigetto dai vicoli ormai senza cura della nostra realtà urbanistica. Lo dice senza fronzoli l'autore: "Le città invisibili sono un sogno che nasce dal cuore delle città invivibili". Il disegno di un viaggio uguale a uno Zodiaco di incontri e di tragitti, di scoperte e sorprese nel quale un Marco Polo narratore elenca al Kublai Kan i tesori di un certo Impero. Gli ingorghi delle strade visti come i gemelli dei nostri desideri sconfitti, le palpebre che ancora resistono contro gli urti e gli orrori di qualcosa che muta aprendosi a mondi d'immaginazione, dolcemente menzogneri, ma straordinariamente unici e pregni di una bellezza incorrotta. Sono i luoghi dove il calco nell'anima e nello sguardo possono almeno restare salvi contro ogni brusio di volgarità e indicare strade di conforto. La città invisibile è in sostanza quello che vive dentro di noi, anfratti, angoli e visuali uguali ad attese e progetti delle nostre idee migliori, i nostri rifugi scelti e ben protetti. Dirà a un certo punto Kublai, consapevole che Marco Polo incanta con racconti fantastici: "Forse il nostro è un dialogo fra due straccioni che stanno rovistando in uno scarico di spazzatura, e ubriachi per pochi sorsi di cattivo vino vedono intorno a loro splendere tutti i tesori dell'Oriente". Ma ormai non può più importare, perché se anche quei labirinti e quelle dimore, quei sontuosi giardini prensili e quelle costruzioni perfette fossero opera celeste, tutto il senso che ci offrono è nella libertà del nostro cuore a sperare e a respingere quest'inferno di assilli e di germi che infesta ogni nostra giorno quaggiù, ogni cedimento in attimi più infelici. Splendido!

  • User Icon

    Federico

    02/10/2017 21:36:41

    Affascinante serie di racconti concatenati di città fantastiche avvolte da un alone di magia. La solita raffinatezza di Calvino ci fa piombare in un mondo immaginario in cui tutto può accadere, ma che è un saldo spunto per riflettere sulla realtà che ci circonda.

Vedi tutte le 11 recensioni cliente
  • Italo Calvino Cover

    Figlio di due scienziati (il padre è agronomo, la madre biologa) nasce a Cuba dove i genitori dirigevano l'orto botanico di Santiago de las Casas, vicino a L'Avana. Tornata in Italia la famiglia, a Sanremo, frequenta le scuole nella città ligure e, terminato il liceo si iscrive ad Agraria, ma interrompe l'Università per evitare l'arruolamento forzato e dopo l'8 settembre si unisce alle brigate partigiane nella Brigata Garibaldi. Nel 1944 entra nel Pci e alla fine della guerra ne diventa militante attivo e Quadro. Si iscrive e si laurea alla facoltà di lettere di Torino e nel frattempo inizia a collaborare a riviste (fondamentale il rapporto con il Politecnico di Vittorini) e quotidiani. Entra a lavorare all'Einaudi e nel 1950 ne viene assunto definitivamente come... Approfondisci
Questo prodotto lo trovi anche in:
Note legali