Cittadini globali. Cosmopolitismo e democrazia

Seyla Benhabib

Traduttore: V. Ottonelli
Editore: Il Mulino
Collana: Voci
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 20 novembre 2008
Pagine: 143 p., Brossura
  • EAN: 9788815126573

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Descrizione
Il nostro sistema di vita è insidiato dal cosiddetto "paradosso della legittimità democratica": la democrazia si basa su norme universalistiche, che però valgono soltanto all'interno di una determinala comunità politica e di un territorio accuratamente circoscritto. Che cosa sono, allora, e quale autorità possono avere quelle "norme cosmopolitiche di giustizia" che caratterizzano l'orizzonte della società civile globale? Un tema di crescente rilievo, via via che le appartenenze tradizionali si fanno più labili e transitorie; una sfida intellettuale di grande fascino. L'autrice chiama in causa il carattere "iterativo" della democrazia, che non è, come non è mai stata, un sistema rigido e definito una volta per tutte, ma il frutto continuamente rinnovato di negoziazioni e riformulazioni.

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    Michele Lucivero

    12/09/2016 16:40:58

    Il punto chiave dell'argomentazione dell'autrice è riposto, storicamente, nel passaggio, avvenuto dopo la seconda guerra mondiale con la fondazione dell'ONU, ad un ordine mondiale fondato su Dichiarazioni, Carte e Statuti che sanciscono diritti inviolabili per tutti i cittadini degli Stati firmatari. In sostanza, come effetto della globalizzazione, intesa in maniera non meramente economica, ma come estensione delle norme cosmopolitiche a livello planetario, gli individui diventano titolari di diritti inderogabili in qualunque paese vi si rechino. In questo contesto le questioni rilevanti per la sociologa sono tre: in primo luogo l'individuazione dei fondamenti ontologici per il diritto cosmopolitico, rintracciati non nel diritto naturale, ormai inaccettabile, bensì in una interessante concezione dinamica della storia, che richiede sempre la rimodulazione di significati e valori per costruire un nuovo ordine secolare fatto di iterazioni democratiche; in secondo luogo, il diritto cosmopolitico deve essere assunto e fatto proprio dagli Stati nazionali, i quali lo devono ratificare e renderlo esecutivo, un compito demandato agli enti sovranazionali, come l'ONU, il quale dovrebbe vigilare e talvolta intervenire in evidenti casi di violazione dei diritti umani; infine, il terzo punto riguarda il rapporto tra le forme politiche delle specifiche entità statali, con i loro rapporti di forza e le questioni relative alla legittimità democratica interna. Un testo denso di spunti di riflessione teorica, ma anche di soluzioni pratiche per dirimere i conflitti sociali generati dai meccanismi di esclusione.

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