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Patrick O'Brian

Traduttore: P. Merla
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2005
Pagine: 288 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830415805

Come mai il comandante Jack Aubrey, solitamente un tipo gioviale, è di un umore così nero che nemmeno una nuotata nelle acque azzurre dell'oceano riesce a distoglierlo dai suoi foschi pensieri? Non può essere solo il fatto che il suo amico Stephen Maturin gli abbia nascosto di aver fatto evadere dal bagno penale di Botany Bay il suo domestico Padeen, per poi farlo salire a bordo senza permesso; sono piuttosto quei risolini ammiccanti e quelle strane allusioni tra i suoi marinai e ufficiali, di cui non riesce a spiegarsi la ragione. Finché Aubrey non scopre che, nascosta nella cala delle gomene, è nascosta una giovane donna, per di più molto affascinante, vestita con un'uniforme da allievo. La donna, Clarissa Harvill, era salita a bordo perché amante del giovane allievo Oakes, che ora si trova in seri pasticci insieme alla sua giovane fidanzata.
Aubrey è molto contrariato: da sempre nella Royal Navy le donne a bordo significano solo guai.La Surprise, salpata dalla colonia britannica del Nuovo Galles del Sud per una missione che la dovrebbe condurre nelle isole della Polinesia, è ormai lontana dalle coste e potrebbe scaricare i due scomodi ospiti solo facendo una deviazione verso un'isola non troppo lontana dalla loro rotta. Ma il comandante, dopo avere scartato questa ipotesi, decide che i due giovani si devono sposare a bordo della nave, e proseguire insieme all'equipaggio. La perfetta disciplina della nave sembra presto risentire di questa insolita presenza a bordo e iniziano ad affiorare odi più o meno sopiti tra gli ufficiali: persino l'imperturbabile comandante in seconda Tom Pullings non resterà insensibile al fascino della signora Oakes.
Ma non sono solo questi i problemi che deve risolvere Jack Aubrey prima di arrivare in fondo alla sua missione, sembra infatti che la signora Oakes nasconda un misterioso e cupo passato che Stephen Maturin, agente segreto britannico e medico di bordo, intende scoprire…
Questo quindicesimo episodio della serie di avventure storiche di ambiente marinaro ideata e scritta da Patrick O'Brian, ha tutti gli ingredienti per appassionare l'affezionato pubblico che segue fedelmente le avventure del comandante Aubrey e del suo inseparabile amico Maturin. Ma anche chi non conoscesse gli altri episodi precedenti della serie troverà entusiasmante e piacevole la lettura di questo libro perché ogni romanzo della serie è autonomo e narra una vicenda compiuta.

Recensioni dei clienti

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    fabio belafatti

    03/10/2008 19.19.05

    bella mossa da parte del vecchio Patrick!! staccare molto con i toni dei libri precedenti, dedicarne uno all'analisi dei personaggi e dei co - protagonisti, è a mio avviso un'idea eccellente ed una scelta coraggiosa ed ammirevole. non so proprio come si possa considerare noioso questo libro!

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    fulvia

    02/11/2006 15.19.09

    O'Brian non smentisce il proprio talento e nonostante questo episodio della saga sia un po' sottotono rispetto agli altri, leggerlo è sempre un piacere unico... Mi spiace che ci sia stata necessità di averla questa donna a bordo. La figura della Oakes non mi piace e non mi fa pena, nonostante il suo triste passato, ma nessuna donna deve salire su una nave della Royal Navy, tanto più su quelle comandate dal Capitano Jack Aubrey... Ha rovinato l'armonia e l'ambiente, anche se tutto sommato quest'avventura sembra solo un anello di congiunzione. O'Brian comunque vale sempre il tempo speso a leggerlo, sicuramente.

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    Teodor

    28/10/2005 17.35.48

    Non si può negare che questo romanzo sia un po' meno "Cappa & Spada" degli altri. Solamente che, se si cercassero i duelli e la suspense a scapito della fedeltà al contesto, dello stile terso ed elegante e dell'amore per il romanzo, si torni a leggere Salgari o si ripieghi su Cornwell. O'Brian è unico e sublime. C'è tutto e solo quello che serve per creare la più bella saga storica della modernità. Evviva O'Brian.

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    claudio1972

    13/10/2005 22.21.48

    non posso dire che il libro mi abbia entusiasmato. ma credo che sia una sorta di antefatto, o preludio, non saprei, ci aspetta qualcosa di grosso.... dopo tante avventure avvincenti noi lettori siamo diventati esigenti, e inflessibili, come i lord dell'ammiragliato! chi và per mare sa che la miglior virtù è la pazienza!.....pazienterò....

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    Adriana

    22/06/2005 19.23.57

    Seguo dall'inizio questo ciclo di romanzi. In questo, francamente, mi è mancato un po' di tutto: le battaglie, le schermaglie Aubrey-Maturin, le liti con la suocera...

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    migou

    22/04/2005 12.15.20

    Il voto è, diciamo, sulla fiducia, visto che bisogna ammettere che "Clandestina a bordo" è un libro un po' sottotono rispetto ai precedenti racconti di O'Brian. Evidentemente ci aveva abituato troppo bene! La narrazione lasciata in sospeso può essere un valido motivo per aspettare con ancora più ansia l'uscita del prossimo episodio. ...però quanto mi è mancata una bella battaglia...

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    Andrea Benicchi

    22/02/2005 21.36.53

    Da grande appassionato dei romanzi di O'Brian e del mare, posso affermare che in questo capitolo delle avventure della coppia Aubrey Maturin, pur mancando le epiche battaglie cui eravamo abituati, ho potuto assaporare l'essenza della vita di bordo. Quindi ancora un episodio bellissimo regalatoci dalla sublime fantasia del mitico O'Brian!

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    Maurizio Vitale

    14/02/2005 15.11.51

    E' un libro interlocutorio, un riempitivo che serve a O'Brian per passare da un libro movimentato, come il precedente, al successivo. Molte volte, nei libri precedenti, Aubrey ha avuto modo di dire che le donne a bordo portano scalogna (insieme ai preti, in effetti). In questo libro capiremo se è vero. Per il resto poco, poche avventure e poche battaglie. Vi è un esame psicologico dei personaggi, ma in questo O'Brian non dà il meglio di sé e in ogni caso non è in grado di competere con uno scrittore di ben altra forza come il Forester di Hornblower (serie a cui O'Brian deve moltissimo). In conclusione, dopo un anno abbiamo passato una serata con amici di lunga data. E ciò è stato senz'altro piacevole. Ma la serata è stata un po' fiacca, perché gli amici erano veramente molto stanchi.

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    Rino

    14/02/2005 08.30.44

    Mi aspettavo di meglio,il romanzo scorre lento e senza colpi di scena. Una sola parola : noioso

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    maurizio

    10/02/2005 16.20.41

    Il 5/5 vale per il fan di O'Brian che ritrova dopo lunga attesa notizie di cari amici in viaggio da tempo. Forse la fascetta pubblicitaria allegata al volume attirerà qualche ingenuo in cerca di facili emozioni sull'onda del film, con il risultato di deluderlo e di precludergli, forse per sempre, il piacere di seguire dall'inizio questa serie straordinaria. Ma tant'è, con il passare degli anni la serie ha subito un'evoluzione più intimistica e filosofica, con meno spazio per feroci battaglie navali e più per quelle interpersonali tra i vari protagonisti, in grado comunque di attrarre e appagare i lettori più vecchi, lasciando un po' delusi gli altri. Purtoppo la serie si è completata (con la pubblicazione postuma di parte dell'ultimo romanzo incompiuto di O'Brian) e non sarà possibile l'escamotage con cui Cornwell (l'altro grande interprete, terrestre, delle guerre napoleoniche) fa rivivere a Sharpe episodi inediti della sua carriera. Ma magari l'editore potrebbe far rivivere questo set di personaggi straordinari grazie a ghostwriters, come è avvenuto, con discreto successo per James Bond

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    Ale 82

    08/02/2005 02.04.41

    Sono sicuro che molti,soprattutto i neofiti di O'Brian,catalogheranno questo quindicesimo episodio come un polpettone piuttosto noioso...in effetti non è presente se non di sfuggita quell'azione che ha caratterizzato i precedenti romanzi(a parte Rotta a oriente)...a mio giudizio invece il romanzo,pur essendo sicuramente di contenuto(non parlo di livello perchè i libri di O'Brian raggiungono in questo,per stile,narrative etc sempre il massimo)inferiore agli altri,si caratterizza per l'analisi psicologica dettagliata della vita di bordo e di quello che un elemento di distarzione(la Oakes)puo portare in una comunita chiusa e ripetitiva come una nave da guerra...è in sintesi un romanzo"diverso",quasi che O'Brian dopo 14 libri abbia effettivamente voluto analizzare questo aspetto che rende il libro piu profondo ma meno spettacolare...non credo a chi parla di mancanza di ispirazione nella fase finale delle avventure Aubrey-Maturin,ma penso piuttosto che come è naturale,dopo svariati libri sostanziamente di contenuto uguale(resi eccezzionali solo dalla sublime abilità dell'autore)O'Brian abbia voluto distaccarsi da quello che era la comune ratio narrativa...quindi un grande libro,un po'meno appassionante forse ma indice di una evoluzione dell'autore che non puo farci altro che riflettere che la vita su una nave da guerra non era solo abbordaggi e battaglie ma era fatta di tante piccole cose importantissime per mantenere quell'equilibrio difficilissimo da raggiungere.

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