Clandestina a Damasco. Cronache da un paese sull'orlo della guerra civile

Antonella Appiano

Editore: Castelvecchi
Collana: RX
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 27 settembre 2011
Pagine: 124 p., Brossura
  • EAN: 9788876156380
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Descrizione
Che cosa significa lavorare come giornalista in Siria, un Paese agitato dalle rivolte e che non rilascia accrediti-stampa? Come ci si inventa una nuova identità credibile? E poi un'altra, e un'altra ancora? Identità e ruoli che cambiano con il mutare degli eventi in un luogo in cui i pochi reporter lasciano il Paese spesso su suggerimento delle proprie ambasciate. Il racconto esclusivo di una giornalista che è rimasta in Siria per tre mesi (dai primi di marzo alla fine di maggio 2011) e ci è ritornata in luglio, sempre da "clandestina", scrivendo prima per il suo blog poi per il quotidiano on-line "Lettera43" e cercando di trasmettere con gli articoli del suo "Diario da Damasco", e poi attraverso i collegamenti con Radio 24 e con Uno Mattina, sensazioni, emozioni, timori, speranze, inquietudini, vissute dai siriani in un periodo storico che potrebbe modificare la realtà politica e sociale del Paese e di tutto il Medio Oriente. Nascosta sotto il niqab, con documenti falsi, aiutata da un gruppo di manifestanti anti-regime che organizza i suoi piani nei minimi dettagli, Antonella Appiano ha raccolto testimonianze e storie: l'ingegnere Ammar, il taxista Khaled, l'avvocato Siham, la commessa Fatima, l'architetto Hisham, l'artista Rami e ancora il profugo palestinese e la suora cristiana, il cuoco iracheno e l'estetista russa, l'imam sunnita e il soldato di leva in congedo. È stata tra le poche a intervistare gli attivisti e i ribelli ma anche quelli che la rivoluzione non la vogliono.

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    Fabrizio Ferrando

    04/12/2011 00:54:18

    Conosco giornalisti che sono rimasti solo una settimana in Afghanistan oppure in Libia ma non hanno esitato a scriverci su un libro, per pavoneggiarsi un po'. Per fortuna, però, ci sono anche giornalisti che si dedicano anima e corpo ad un Paese, visitandoli a più riprese, eppure non si sognano nemmeno di spacciarsi per esperti e, quando devono esprimere qualche valutazione, volano basso, con grande umiltà. Quella che segue è la prefazione che ho scritto per un bel libro di Antonella Appiano, che ha passato quattro mesi "sotto copertura" nella Siria di oggi, fra proteste di piazza e repressione. E' edito da Castelvecchi, si intitola "Clandestina a Damasco" e vale la pena di leggerlo per capire quanto sia difficile fare oggi questo mestiere, soprattutto all'estero, fra propaganda e disinformazione, senza perdere la passione. "Quando Egisto Corradi disse che il vero giornalismo si fa consumando la suola delle scarpe non esistevano i telefoni cellulari e la tecnologia digitale, né tanto meno il web 2.0. L'unica connessione a disposizione dell'opinione pubblica erano gli inviati speciali. E i loro resoconti erano tanto più preziosi in quanto rappresentavano l'unico modo per essere informati, anche sugli avvenimenti lontani. Oggi invece non è più così. C'è semmai l'imbarazzo della scelta. Le notizie si sono moltiplicate a dismisura e viaggiano in tempo reale, veicolate non sempre e non solo dai giornalisti. Eppure, anche in quest'era di infobesità, e anche se il mestiere del giornalista sta cambiando a velocità vertiginosa, avere delle buone scarpe e riuscire a consumarle fa ancora la differenza. Me lo dice l'esperienza. E lo dimostra anche questo libro di Antonella Appiano, che di un avvenimento complesso come la crisi siriana di oggi ci offre un resoconto straordinario, puntuale ed emozionante. Da inviata vera. Di Amedeo Ricucci dal Blog Ferri Vecchi

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