Traduttore: T. Lo Porto, L. Pieri
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 223 p., Brossura
  • EAN: 9788806203634
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Recensioni dei clienti

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    manu

    09/09/2017 12:25:39

    Mah...come dire, lo stile narrativo non mi é piaciuto affatto, inizialmente volevo abbandonare la lettura poi mi sono impegnato e l'ho concluso. Ho visto anche il film e vi assicuro che é MOLTO meglio del libro. Entrambi non giungono ad una conclusione ma pongono dei quesiti al lettore o al sistema scolastico internazionale riguardo ai metodi di provvedimento con i ragazzi di scuola proveniente da difficili contesti storici culturali ed etnici. Nel contesto non un granché, si può sicuramente leggere.

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    Cristiana

    18/11/2015 16:51:00

    Mah? Interessante ma probabilmente mal tradotto anche se sicuramente è difficile da tradurre. Quello che, probabilmente, nel testo originale è "slang", qui sembra sciatteria; quasi sicuramente si perde il senso dell'ironia e i professori sembrano spesso stupidi, o insulsi o violenti: sempre comunque inadeguati. Oppure: "Signori, questa è la Francia!"... che non diventi anche l'Italia!

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    cristiana

    18/11/2015 16:50:01

    Mah? Interessante ma probabilmente mal tradotto anche se sicuramente è difficile da tradurre. Quello che, probabilmente, nel testo originale è "slang", qui sembra sciatteria; quasi sicuramente si perde il senso dell'ironia e i professori sembrano spesso stupidi, o insulsi o violenti: sempre comunque inadeguati. Oppure: "Signori, questa è la Francia!"... che non diventi anche l'Italia!

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    Fabio

    26/04/2010 19:42:34

    Disarmante l'incompetenza degl insegnanti di questo libro nel rapportarsi ai ragazzi, certo molto vivaci e colorati ma non mi sembra che ci sia niente di anormale in questo, l'anormalità sta nel non saperli capirli da parte degli adulti. Per fortuna non tutti gli insegnanti sono così, ho rivisto alcune situazioni delle mie scuole medie di tanti anni fa (10) e ad una certa età è molto facile lasciarsi andare a dei comportamenti molto estroversi, è giusto sgridare ma sempre con della comprensione, questi isegnanti non capivano veramente niente. I ragazzi tante volte mostravano valori (il chiedere scusa) e interesse verso certe tematiche attuali importanti (il terrorismo, il razzismo) a dimostrazione che valori ci sono basta solo saperli fare uscire e questoè un problema attule relativo anche ai nostri insegnanti che non sanno assolutamente rapportarsi agli allievi, ne sanno insegnare con dei metodi efficienti. Il professore di questa scuola sperava che nessuno si presentasse alle lezioni di recupero (a dimostrazione di quanto poco gli importasse dei ragazzi) loro invece (a dimostrazione di avere dei valori per quanto discoli) si sono presentati, il professore tante votle non correggeva inesattezze negli esempi degli alunni perchè non en aveva voglia dando per giusto l'esempio (pensava: speriamo che nessuno si accorga dell'inesattezza), e questo capitava a molti dei miei insegnanti (eppure sono pegati), per non parlalre poi dei discorsi "ma a me non sembra che sia traumatizzata dallamorte del padre) O_O oppure il mandare dal preside un ragazzino perchè chiede se può portare un amichetto all'uscita didattica..un ragazzino di quell'età può non sapere bene il perchè non si può fare invece che avere un atteggiamento così arrogante da non rispondere e mandare dal preside darebbe meglio spiegare, alle superiori in 5 in alcune uscite gli insegnanti ci dicevano che se conoscevamo qualcuno interessato potevamo farlo (perchè eravamo maggiorenni) nel caso presentato nel libro no, ma va spiegato.

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    sabrina

    08/04/2010 22:19:06

    l'autore da a mio parere una buona visione dei problemi d'insegnamento e di disciplina presenti nelle classi di oggi. ma la narrazione non cronologica dei fatti non aiuta la comprensione e vengono descritti troppi personaggi in modo poco preciso

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    Snikt

    30/03/2009 13:55:48

    Un libro difficile, perchè parla di un sistema scolastico straniero (quello francese), molto diverso dal nostro, e forse ci mancano le chiavi per interpretare il non detto. CMQ mi è piaciuto e per chi volesse approfondire consiglio Diario di Scuola di Pennac.

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    moky78

    27/03/2009 15:10:03

    il libro è godibile, ma l'edizione italiana decisamente.. discutibile. La scuola è fotografata benissimo, anche se credo che nel film sia resa ancora meglio. Ho rivisto molti dei miei allievi...

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    Marco Coscarella

    04/02/2009 01:34:46

    Non ho una gran esperienza per quanto concerne la lettura di libri, anzi, direi senza presunzione di averne poca. Non essendo un esperto non sono in grado di giudicare lo stile; giudico un libro quindi in base alla storia, a come mi tiene incollato a leggere. Sinceramente ho trovato questo libro abbastanza scialbo; la storia non mi ha fatto rivivere niente di particolare del mio periodo scolastico, l'ho letto abbastanza in fretta semplicemente per la mia curiosità sul finale che di per se' non esiste. Più che una storia nel vero senso della parola, il libro e' composto esclusivamente da dialoghi "botta e risposta". Sconsiglio la lettura, rimani identico a prima di leggerlo.

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    Barbara

    28/01/2009 16:42:13

    Ho retto fino alla pagina 80 e poi ho gettato la spugna. A mio parere illegibile: sembra come se lo scrittore abbia messo nero su bianco tutto quello che gli passasse per la testa senza poi rileggere il risultato. Ho visto anche il film: forse addirittura peggiore del poco che sono riuscita a leggere.

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    Giacomo Alessandroni

    28/01/2009 13:55:49

    Il libro è una continua altalena tra le lezioni in classe e le discussioni nella sala insegnati o in Consiglio di Istituto. Essendo io stesso un insegnante, da dieci anni, [Elettronica, ITIS] ho riconosciuto più di un alunno e più di un insegnante. Un libro da leggere come una caricatura della scuola, in alcuni tratti volutamente romanzato ma - non per questo - meno bello.

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    Cozza Taddeo

    11/11/2008 11:08:49

    Uno dei libri piú insulsi ed insignificanti che abbia mai letto. Frammentario e superficiale: da evitare.

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    Stefano88

    01/11/2008 19:08:26

    Premetto che non ho visto il film che a trionfato a Cannes e sono qui solo per giudicare il libro. Assolutamente orrendo, i personaggi sono tanti e confusi, la storia non segue un filo logico e la scrittura è, seppur leggera, tremendamente scialba. Ok lo stile libero, ma qui mi sembrano solo frasi sconclusionate. Rarissime se non inesistenti le parti ironiche.

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    gabriella

    20/10/2008 20:01:01

    Senza giudizi e moralismi il libro fotografa una realtà che è ci è molto più vicina di quanto ci si possa immaginare. La scuola anche da noi, e non solo nelle periferie urbane, è più simile a quella dipinta in queato diario di classe, di quanto non lo sia in altri libri ambientati nel mondo scolastico. Il libro viene spacciato come un'opera umoristica, ma non c'è un gran che da ridere:l'inconciliabilità del mondo adulto con quello dei ragazzi è quasi senza speranza. Credo che pochi si divertiranno a leggere "La classe": gli insegnanti si sentiranno offesi perchè dipinti come frustrati, isterici e rassegnati all'impotenza; i ragazzi non può interessare un'opera che parla proprio di quel luogo dove, nella maggior parte dei casi, non si trovano a loro agio. Il film è meglio del libro (che pecca di una scrittura mediocre) per la sua immediatezza e perchè le facce, le espressioni, gli atteggiamenti, lo sbuffare,le smorfie, i tic dei protagonisti della pellicola sono indimenticabili.

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    nicola

    17/10/2008 15:37:50

    troppi dialoghi, è un batti becco continuo tra il protagonista e la sua classe di studenti indisciplinati. volutamente ripetitivo, gli episodi si ripetono ciclicamente e vengono descritti ogni volta allo stesso modo, in alcuni punti risulta monotono. piccole impennate di amara ironia risollevano, ma non più di tanto. il protagonista poi traccia una netta distanza tra lui e il lettore, della sua vita privata non c'è assolutamente traccia.

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    gianni43

    11/10/2008 13:05:33

    Si tratta di un buon libro, dal ritmo spigliato e di lettura piacevole. Ha un solo difetto:assomiglia più ad una sceneggiatura che ad un romanzo. Si ha la netta sensazione che sia stato scritto pensando già alla possibilità di trarne un film, cosa che del resto è avvenuta (film di Cantet, vincitore della palma d'oro a Cannes).

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