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Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere

Jared Diamond

Traduttore: F. Leardini
Curatore: L. Civalleri
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Edizione: 1
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: X-566 p., Brossura
  • EAN: 9788806220730

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Storia generale e mondiale

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Recensioni dei clienti

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    Lorenzo

    30/01/2017 12.00.59

    Come "Armi, acciaio e malattie" anche "Collasso" merita di essere considerato un capolavoro. Libro bellissimo e dall'elevato grado culturale. Non adatto a una lettura spensierata, richiede impegno, ma ne vale decisamente la pena. Ne uscirete una persona diversa. Consigliatissimo.

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    oltreden

    19/08/2015 11.56.16

    Illegibile. L'autore, nonostante l'argomento interessante, i numerosi dati forniti e le idee proposte, argomenta in maniera noiosa e ripetitiva. Il risultato è un tomo di oltre 500 pagine dove in ogni capitolo si ripete numerose volte lo stesso concetto, stancando il lettore e rendendo illegibile il testo che, con un'opportuna sintesi, poteva essere ridotto a non più di 200 pagine.

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    averroe50

    05/01/2015 11.02.31

    Splendido libro, lineare e convincente, frutto di anni di contatto diretto con popolazioni " di ieri" . Induce molte riflessioni sul mondo di oggi e sui suoi possibili destini. Sarebbe da consigliare come lettura ai ragazzi agli ultimi anni delle scuole superiori, i veri depositari delle scelte che scandiranno il prossimo futuro di tutti noi.

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    Andrea

    21/10/2014 18.25.46

    Studiando la storia si scoprono civiltà che hanno vissuto, prosperato, creato grandi culture; alcune di esse sono scomparse, altre esistono ancora oggi. Per quale motivo alcuni popoli e culture soccombono e altri sopravvivono? Il libro analizza questa domanda andando ad indagare le civiltà passate e alcune situazioni attuali. L'ultima parte è dedicata alla situazione attuale dell'umanità e a come riuscirà a rimediare al problema della sovrappopolazione e del degrado ambientale. Lo stile è scorrevole e il contenuto molto profondo.

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    Stenella

    08/06/2007 21.27.57

    08/06/2007 Ho trovato questo libro molto interessante, per il coraggio nello scrivere chiaramente di temi che andrebbero detti e ribattuti tutti i giorni, al contrario di quanto ci viene propinato al telegiornale... A cosa serve continuare a ripetere che il riscaldamento globale incombe, quando poi non si fa praticamente nulla di veramente concreto per rimediare... Illuminante, da leggere. Non vedo l'ora di procurarmi anche "Armi, acciaio, malattie".

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    alberto71

    19/02/2007 09.10.31

    concordo con Federico. Io ho "divorato" armi, acciaio e malattie" e ho ricavato da quel libro idee e nozioni che proprio non avevo. da "collasso" non saprei che trarre. ho trovato troppo lunga e noiosa la prima parte su chi non c'è piu'.....troppo veloce, senza idee o riflessioni degne di nota e non scontate la parte centrale su chi c'è ancora (si salva un po' la australia e un po la cina). L'ultima parte poi mi è sembrata un po' alla "vogliamoci bene, che ce la facciamo....forse". nelle ultime 100 pagine non ho trovato una sola idea notevole (...e pensare che il nostro Mario Capanna - quello di DP - non lo considerano....eppure leggete il suo ultimo libro...almeno li' c'è un entusiasmo notevole). 24 euro che si potrebbero spendere meglio. si riesce comunque a leggere, ma alla fine la domanda resta: "cui prodest?"

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    Alberto

    13/12/2006 12.43.17

    E' vero, non è bello e originale come Armi, acciaio e malattie, ma anche in Collapse Diamond conferma di sapere rendere una materia semisconosciuta al grande pubblico (eppure così importante) incredibilmente interessante e a tratti drammatica. In più, quello che adoro dei libri di Diamond è la loro informatività, il sapere portare il lettore attraverso luoghi, tempi e situazioni che lasciano traccia nella memoria. Anche divagare infondo è un'arte. Ovvio che anche l'importanza dell'argomento, il futuro dell'umanità, aiuta a rendere il libro appassionante. Una pecca: poco approfondito il tema del ruolo della politica e dei meccanismi democratici nella deriva dell'uomo verso l'esaurimento delle risorse.

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    Marilena

    21/11/2006 23.46.33

    Ho trovato questo molto interessante, ben scritto e didattico, affascinante e accattivante. Mi e' piaciuto e ho imparato molto. Lo consiglio vivamente.

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    zeb

    12/10/2006 17.50.07

    nulla a confronto di armi acciaio e malattie. Poteva ridurre le pagine di un bel 150/200 in meno. d'accordo con federico. Le sue tesi non sono nuove ed e' troppo lungo e ripetitivo. Leggeremo com'e' quello sul sesso.

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    Tommaso G.

    13/03/2006 20.20.49

    Libro bellissimo. Da consigliare. Da leggere. Cosa pensò l'uomo che tagliò l'ultimo albero dell'isola di Pasqua? Pensò che forse a breve avrebbero scoperto una nuovo foresta sull'isola? Che forse gli inventori avrebbero trovato un modo di fare a meno degli alberi? Cosa penserà l'uomo che userà l'ultimo litro di benzina? Le immagini vivide di avventimenti passati e recenti fanno vivere nella mente del lettore le storie di uomini e donne che furono loro malgrado attori di collassi di civiltà. E fanno capire che è un po' come guardarsi allo specchio. Due pregi: - la viva comprensione del concetto di sostenibilità ambientale, tramite appunto questo approccio storico, comparativo e orientato ai soggetti; - la forza della speranza nella razionalità umana, che però abbisogna di molto lavoro per realizzarsi compiutamente; e soprattutto di consapevolezza.

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    Gianni

    31/01/2006 16.48.35

    Libro bello e terribile. Peccato il prezzo alto, sarebbe da stamparlo in economicissimo e distribuirlo nelle scuole. Analisi di come attraverso un mix distruttivo l'uomo cerca l'autoannientamento.

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    Federico

    29/01/2006 16.08.13

    Ciò detto, devo dire che questo libro non mi è piaciuto molto: la prima parte è decisamente noiosa (a chi può importare di quello che accade in Montana?); la seconda può servire agli scettici che credono che si possa andare avanti a sfruttare il pianeta in questo modo, ma per chi è convinto del contrario risulta piuttosto tediosa; la terza è invece interessante perché spiega in modo convincente i problemi di quattro Paesi contemporanei; anche l'ultima può servire solo ai non ambientalisti e non offre alcuna visione particolarmente innovativa. Inoltre, l'intero libro avrebbe bisogno di un buon revisore: è molto ripetitivo sia all'interno dei capitoli che nel suo complesso, e molti aneddoti sono del tutto inutili; alcuni capoversi andrebbero del tutto eliminati, così come (forse) l'intero primo capitolo; nella seconda parte, a meno che si sia profondamente scettici sulle tesi dell'autore, di ciascun capitolo basta leggere il primo e l'ultimo capoverso, se non si è particolarmente interessati alle vicende dei popoli in questione. In definitiva, si tratta di un libro con poche tesi e nemmeno particolarmente innovative o illuminanti, anche se esposte in modo talmente stringente che nessuno dopo averlo letto potrà ignorare del tutto i problemi ecologici del nostro pianeta. Come se non bastasse, il formato del libro è piuttosto voluminoso, probabilmente solo per contenere le numerose foto centrali, del tutto inutili ai fini della comprensione del libro: il tutto solo per alzare il prezzo a 24€, tantissimo per un libro in brossura. Infine, la traduzione non è molto curata.

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    Federico

    29/01/2006 16.07.05

    L'autore, attraverso 13 capitoli, analizza il collasso avvenuto, scampato o possibile di società passate o contemporanee, confrontandole sulla base di vari tipi di elementi di rischio (danni al territorio - il principale -; cambiamenti climatici; popoli nemici e amici; risposta delle società ai propri problemi). Nel primo capitolo (prima parte) offre un esempio contemporaneo (il Montana) di conflitti sulla gestione del territorio. Nei seguenti otto (seconda parte) analizza altrettanti casi di società collassate o quasi (Pasqua; Pitcairn e Henderson; indigeni dell'America settentrionale; maya; vichinghi; Groenlandia) sulla base dei fattori esposti all'inizio, e analizzando le differenze fra chi ce la fece e chi fallì dimostra che tutti potevano in teoria risolvere i propri problemi, ma non seppero farlo. Nei seguenti quattro capitoli (terza parte) analizza altrettanti casi contemporanei (Haiti e Repubblica Dominicana; Cina; Australia; Ruanda) di società sull'orlo del collasso a causa di tutti i motivi analizzati in precedenza, dimostrando che ciò che accadde in passato vale anche adesso, e che corriamo anche noi (quantomeno) gli stessi rischi dei popoli passati. Tutto ciò è una preparazione per gli ultimi tre capitoli (100 pagine)(quarta parte), dove basandosi sulle esperienze passate analizzate nelle parti seconda e terza tira le somme degli errori da non commettere (e che adesso siamo in grado di evitare); dimostra che anche noi stiamo correndo dei gravi rischi (rispondendo a delle comuni obiezioni anti-ambientaliste) e anche (con degli esempi) che molti danni all'ambiente si possono evitare con vantaggio di tutti (anche delle aziende), a patto che l'opinione pubblica si mobiliti e operi le necessarie pressioni, e che quindi ci sono ancora delle significative speranze.

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