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Andrea Di Consoli

Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2012
Pagine: 231 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817056007

Recensioni dei clienti

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    Gianluca

    13/12/2013 16.48.48

    ho trovato bellissimo questo libro, un ritratto intenso ed appassionato di un uomodo e di un sud che in attesa di un riscatto vede trascorrere inutilmente gli anni e tramontare gli ideali, lasciando intatta solo una primitiva bellezza della natura e del paesaggio. Dalle pagine vien fuori il ritratto di un personaggio in qualche modo spiacevole, rabbioso ed ottuso, confuso ma presuntuoso, capace solo di ripiegare in un nichilismo che annienta lui e le persone che lo avvicinano. Non sono riuscito però a non provare un sentimento di pietà e compassione per Pasquale Benassia, l'ultimo dei vinti.

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    antonio de carolis

    13/12/2012 14.59.05

    Un bellissimo romanzo di pancia che racconta la tristezza la malinconia del sud più profondo senza edulcorazioni. la storia è mozzafiato, anche se lascia addosso una profonda amarezza. Benassìa è un personaggio che non dimenticherò mai. forse perché ne ho conosciuti tanti di perdenti di questo genere.

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    laura

    09/12/2012 20.14.02

    Romanzo scritto in modo molto, ma molto, semplicistico, dove è evidente il tentativo di rattoppare con facili espedienti una trama assolutamente insufficiente. Se si vuole parlare del meridione senza ricorrere a luoghi comuni e, soprattutto, senza pregiudizi e stereotipi bisogna saper scrivere.

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    ant

    23/11/2012 23.29.51

    Emblematico il titolo del romanzo che racchiude in sé il succo dell'opera e su cose verta il libro. E' la storia di un ragazzo calabrese che, verso la fine degli anni 60, tenta di dare una scossa alla sua vita andando a cercare fortuna a Torino. La collera nei confronti di tante situazioni e cose è la chiave di lettura principale x affrontare e capire i messaggi contenuti nel testo: 1)collera verso la classe politica italiana inetta ed incapace 2) collera verso i suoi corregionali 3) collera verso i torinesi 4)collera verso i comunisti e anche verso i fascisti e soprattutto collera verso se stesso in quanto incapace di portare avanti gli alti ideali di cui si era apparentemente ammantato. La storia di Pasquale Benassia(il protagonista del libro) è in fondo la narrazione di un fallimento, ma allo stesso tempo lo scrittore è abile ad inserire, in mezzo a digressioni e vicissitudini personali del personaggio principale, tanti spaccati molto poetici sia sui luoghi descritti, la Calabria in particolar modo, che sulle peculiarità delle tante figure apparentemente secondarie che circondano Pasquale. Io ho trovato questo libro molto interessante e da promovere sicuramente

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    Raffaele

    19/10/2012 21.45.17

    L'idea del meridionale che negli anni settanta decide di sfidare il destino e, soprattutto, di sfidarsi, non mi dispiaceva, così come alla fine sono riuscito ad accettare anche il personaggio anche se, in effetti, non mi sembra riuscito così bene; il punto è un altro, la storia del romanzo, escluso il periodo torinese, quindi poco più di un terzo, praticamente non esiste. L'impressione, evidentemente personalissima, è che l'Autore narri intenzionalmente fatti ed avvenimenti, luoghi e nomi, non per migliorare la trama che infatti non ne beneficia, ma solo come pretesto per creare argomenti per i quali esporre il suo pensiero personale; pensiero che viene proposto, a volte, in modo quasi rancoroso. In altre parole la sensazione è che il collerico sia l'Autore e non il personaggio che, anzi, così dipinto, simbolicamente lo subisce; come se avesse scelto come personaggio il suo peggior nemico per poterlo schiacciare ed umiliare. Il tentativo finale di dare emozione in due righe, inoltre, non solo fallisce ma appare pressoché fuori contesto.

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    Gennaro Vattuone

    13/09/2012 10.05.58

    Un romanzo come non ne leggevo da tempo, antimodernista nel senso migliore del termine. La scrittura ha il sapore, il passo, la cura di certi romanzi di Tobino, Alvaro, Chiara. E un personaggio titanico, irregolare, rissoso, che però ti conquista dalla prima pagina perché è esattamente come noi italiani, irrispettosi delle regole, sognatori, passionali, fieri.

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