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Ferruccio Pinotti, Luca Tescaroli

Collana: Futuropassato
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 464 p. , Brossura
  • EAN: 9788817026345

Recensioni dei clienti

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    Luca

    23/09/2010 12.51.14

    La profonda testimonianza di un magistrato in prima linea nella lotta alla mafia; la distinzione della stessa nei due livelli di cui è composta e da cui ne deriva la grande forza, il braccio violento stragista noto ai più e la branchia aristocratica insospettabile e potente. Dal continuo interscambio tra queste due entità ne scaturisce la potenza necessaria a perpetuarsi nel tempo e a garantirsi l’incremento del volume di affari. La mafia imprenditrice in quanto la naturale evoluzione del mafioso contempla il passaggio dalla coppola e lupara alla politically correct accoppiata del giacca e cravatta. Strette di mani, baci segreti e accordi celati tra insospettabili finanzieri, uomini politici ed esponenti di quell’associazione a delinquere strisciante in qualsiasi settore economico. I mandanti occulti delle stragi, le motivazioni per il cambiamento improvviso di rotta della mafia dettato da esigenze precise ossia, la scelta di nuovi referenti politici e la necessità di aprire la strada a tale rinnovamento. I rapporti dei magistrati collusi in antitesi con lo strenuo operato dei magistrati impegnati nella ricerca della verità e non del tornaconto personale.

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    Michele

    07/03/2009 10.18.06

    Grandissimo libro, da leggere nelle scuole per insegnare la storia moderna del nostro povero paese. Ma se sorgerà agli onori mediatici sarà subito fatto passare per un libro delle "toghe rosse" dai propagandisti?

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    GIORGIO G

    02/02/2009 17.30.53

    Nel libro c’è il materiale per scriverne almeno tre: il primo - centrato sui rapporti tra le mafie e i cosiddetti “poteri occulti”, sul ruolo dei pentiti nelle indagini sulle stragi – è basato sull’esperienza diretta del giudice Tescaroli presso la Procura di Caltanissetta ed è il più vivace. Il secondo si interessa dei rapporti tra la finanza corrotta e la società ed indaga sui meccanismi del riciclaggio del “denaro sporco”. Infine l’ultimo è centrato sui rapporti tra i colletti bianchi e la società. Estremamente interessante e meritevole di essere letto con attenzione il capitolo che reca la testimonianza di Giovanni Bazoli (pagg 381 – 387) del quale è anche riportato lo stralcio di uno scritto del 2006 in cui preannuncia l’approssimarsi di una “crisi che trova la sua radice ultima in una logica di esasperato utilitarismo che ha pervaso la mentalità e il costume della società occidentale”.”Se la motivazione esclusiva dell’agire umano nel campo economico è posta nel perseguimento del massimo utile personale, non può sorprendere che il sistema vada incontro a vicende traumatiche”. Una lettura irrinunciabile!

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