La collina del disonore (DVD)

The Hill

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Titolo originale: The Hill
Regia: Sidney Lumet
Paese: Regno Unito
Anno: 1965
Supporto: DVD
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€ 12,99

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Condannato per aver picchiato un ufficiale e per viltà di fronte al nemico, Joe Roberts entra in un campo di disciplina dell’esercito britannico, durante l’ultima guerra. Poiché il comandante è un debole, il campo viene mandato avanti dal sergente maggiore Wilson e dal sergente Williams, un vero aguzzino. Il trattamento è disumano e in particolare la tortura della “collina di sabbia”...
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    Raffaella

    12/04/2019 07:38:27

    Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, il film è una potente denuncia antimilitarista, anche se più che contro la guerra, si schiera contro i metodi del potere, e soprattutto contro i suoi abusi. La scena si svolge tutta in un campo di prigionia britannico dove i detenuti sono tormentati fisicamente e psicologicamente da carcerieri militari, che li disprezzano per le colpe di cui si sono macchiati: dal semplice furto, alla rissa, fino alla codardia, considerata ovviamente la più grave. Ma conoscendo da vicino guardie e prigionieri, ci si rende ben presto conto che la vigliaccheria più grande appartiene ai secondini, sadici fanatici convinti di poter raddrizzare i prigionieri con la forza, per farne dei veri soldati. In realtà nel film di Lumet c’è molto di più: un approfondito studio psicologico dei personaggi, in tutte le loro sfumature, ne fa un’impietosa carrellata delle debolezze umane. Persino gli aguzzini si differenziano tra loro, pur nel cieco rispetto della disciplina che li contraddistingue, perché “senza disciplina non esisterebbe un esercito”: Wilson, il sergente maggiore, è duro perché convinto che sia necessario, il sergente Williams sceglie la prepotenza come forma di rivalsa personale, Harris invece conserva ancora una parvenza di umanità. Mentre sui carcerati incombe l’ombra minacciosa della collina, pena disumana e intollerabile, non manca neppure un vago tentativo di assoluzione di tanta insensata crudeltà, proprio nelle parole del soldato Roberts, vittima designata di quella stessa violenza: “Qui le guardie sono prigioniere come noi”. Prigioniere del caldo asfissiante che toglie il respiro e annebbia la mente, ma ancor più prigioniere di quella ferrea disciplina che li costringe a far tacere le proprie coscienze. Se lo spettatore si aspetta il trionfo della giustizia sul finale, rimarrà deluso: la conclusione è l’unico possibile epilogo di tanta assurda follia. Per chi ama Sean Connery, una chicca da non perdere assolutamente.

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: War Movies Collection, 2018
  • Distribuzione: A & R Productions
  • Durata: 123 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0);Inglese (Dolby Digital 2.0);Francese (Dolby Digital 2.0)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: 1,77:1
  • Area2
  • Contenuti: Doppiaggio originale d'epoca; Galleria fotografica; Poster & Locandine; Trailer
  • Sean Connery Cover

    Attore scozzese. Dopo essere apparso in diversi film con ruoli di secondo piano, su indicazione di I. Fleming, creatore di James Bond, ottiene la parte del protagonista in Agente 007 licenza di uccidere (1962) di T. Young. Il film ha un notevole riscontro di pubblico e il personaggio acquista enorme popolarità con i successivi A 007, dalla Russia con amore (1963), sempre diretto da T. Young, e Agente 007, missione Goldfinger (1964) di G. Hamilton. Il successo della serie, della quale è protagonista in altri due episodi, oscura quasi la sua interpretazione in Marnie (1964) di A. Hitchcock. Nel frattempo – dividendosi tra la Gran Bretagna e Hollywood – si accosta al genere drammatico in La collina del disonore (1965) di S.?Lumet e poi alla commedia in Una splendida canaglia (1966) di I. Kershner.... Approfondisci
  • Harry Andrews Cover

    Attore inglese. Esordisce sul palcoscenico a Liverpool nel 1933. Dopo aver combattuto nella seconda guerra mondiale, si unisce alla compagnia dell'Old Vic, a Londra, dove si specializza in opere shakespeariane. Il suo primo ruolo cinematografico importante è quello di Stubb in Moby Dick, la balena bianca (1956) di J. Huston, al quale segue una lunghissima galleria di personaggi, principalmente in film storici o d'avventura. Nonostante A. appaia spesso in parti da comprimario, le sue interpretazioni riescono a offuscare quelle dei protagonisti. È Baltor in Salomone e la regina di Saba (1959) di K. Vidor, Pietro in Barabba (1962) di R. Fleischer, Bramante in Il tormento e l'estasi (1965) di C. Reed. I panni che indossa più di frequente sono quelli dell'ufficiale, come in Non è più tempo di eroi... Approfondisci
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