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Giuseppe Di Napoli

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Pagine: XXII-474 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788806175412
Un quadrato grigio d'ispirazione suprematista, che accomuna tutti i titoli della "Biblioteca Einaudi", domina la copertina di questo corposo saggio, articolato in otto capitoli. Da tale emblematico punto di partenza, che propone graficamente la "cerebralità" della visione e un'impossibile "neutralità" della luce nella genesi del visibile, l'autore ci guida nella mutevole dimensione del variopinto. I primi passi dell'introduzione sottolineano l'ampiezza del campo d'indagine e la sua intrinseca interdisciplinarietà. Ma che cos'è il colore? Qual è il luogo fisico della sua esistenza? Tre sono gli elementi implicati nella genesi, nella manifestazione e nella percezione del cromatismo: le radiazioni elettromagnetiche della luce, la composizione chimica della materia, la fisiologia dell'occhio umano. Dopo l'analisi dei rapporti tra colore "visibile" e colore "dicibile" nel nostro spazio mentale, si passa alle modalità di produzione, di apparenza e di visione dei colori, per focalizzarsi infine sull'occhio del pittore, ovvero sui meccanismi di visione e di ricreazione messi in opera dagli artisti con le loro scelte tecniche. Infatti, per Di Napoli il colore è essenzialmente dipinto, e "ogni tecnica pittorica è già una teoria del colore": nelle sue pagine trovano voce dunque soprattutto i pittori, dal greco Eufranore a Matisse, da Signorelli a Delacroix, da Van Gogh a Rothko e Warhol. Il libro offre la possibilità di mettersi nei panni dell'artista nel delicato passaggio dalla percezione del reale all'ideazione e realizzazione del dipinto, il cui stile sarà sempre determinato dall'uso consapevole di strutture invariabili, come la campitura, il tratteggio, lo sfumato, la velatura, che si traducono in gesti precisi e conferiscono universalità e libertà al linguaggio pittorico.
  Silvia Silvestri