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Come una bestia feroce

Edward Bunker

Traduttore: S. Bortolussi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2004
Pagine: XII-358 p., Brossura
  • EAN: 9788806172671

39° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Narrativa gialla

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Recensioni dei clienti

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    Piero

    24/03/2016 14.57.53

    Uno dei migliori "neri" che mi sia capitato di leggere. Mozzafiato , incalzante, con un finale che ti spiazza. Se amate il genere dovete leggerlo

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    manuel

    15/11/2014 18.00.21

    Un libro bellissimo scritto benissimo. Il fatto che sia storia vera poi ti tiene attaccato al libro, immagini che tutto quello è successo. un capolavoro.

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    Andrea

    22/06/2014 05.03.49

    Ti tiene incollato. Batticuore e ansia, come fossi al fianco di Dembo. In fondo, ci sei... Amarlo è una pallottola che non puoi schivare.

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    Gondrano

    11/04/2013 12.41.20

    Superbo, l'ho letto tutto d'un fiato. Ora andrò a leggere altro di questo autore.

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    Ferre

    13/03/2013 21.01.02

    Un'analisi del "criminale" realistica e autobiografica. Pur sapendo che Max Dembo non è assolutamente un modello da imitare, ci si affeziona, perché l'intero romanzo fa capire e condividere il suo punto di vista: nonostante gli anni passati in carcere la società non ha intenzione di perdonare i suoi crimini. Allora perché diventare un "buono"? Uno dei migliori noir mai letti.

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    taty

    29/06/2012 09.01.55

    libro bellissimo che ci fa immedesimare nella parte dei "cattivi", una prospettiva che spesso non viene considerata. il lettore si cala nel protagonista e fa il tifo per lui sebbene sia un criminale. bello, ricco di spunti, crudo e toccante. lo consiglio!!

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    matteo

    16/05/2012 14.28.20

    Stile narrativo eccellente, trama interessante. Si legge tutto d'un fiato. Massimo voto come per tutti i libri di Bunker.

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    Gabriele Botti

    23/03/2012 18.02.17

    Un'autobiografia senza fronzoli e orpelli, in puro stile EB. Come fai a non provare simpatia per Max? Anche se dentro di te sai che non si tratta propriamente di un modello da imitare, non puoi che camminargli accanto, guardarlo con occhio benevolo, offrirglim una birra e passargli il caricatore quando il fucile è scarico. Max, cioè EB, non ha ragione su tutto (le regole ci sono e vanno rispettate, almeno quelle fondamentali), ma nemmeno completamente torto quando si ribella a una società che, sotto sotto, se ne frega di gente come lui. Chi ha QUEL marchio, chi ha sbagliato, anche se ha pagato è destinato a restare ai margini. Inesorabilmente. EB ha un punto di forza: descrive concetti complicati (o apparentemente semplici) nel modo più semplice possibile (e mai complicato). Beato lui.

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    Rowan

    19/09/2011 11.01.13

    Questo è il primo romanzo Noir che leggo e, anche se non è stata una lettura facile, il libro mi è piaciuto molto. Conoscere il protagonista, Max Dembo, è come conoscere Edward Bunker in persona, in quanto Come una bestia feroce è praticamente una sua biografia. Max, ex galeotto reduce da 8 anni di prigione, ci porta con lui tra le strade impregnate di criminalità, di rapine e droga. Il libro si snoda senza problemi tra banche e fughe, tenedo il lettore con il fiato sospeso, e portandolo a tifare e ad amare i protagonisti, per quanto possa risultare strano da immaginare, Max un dono non da poco: diretto, scaltro e cinico, vi entrerà nel cuore senza nessun imbroglio, ma per quello che è davvero: un criminale. Il libro è sicuramente consigliato, non sono a chi predilige romanzi forti e crudi, ma anche a chi vuole semplicemente togliersi la curiosità sulla criminalità, sulle rapine a mano armata e sulla vita in prigione. Per quel che mi riguarda mi trovo soddisfatta di questa lettura un po' fuori dagli schemi alla quale sono abituata ^^

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    Emilio

    07/09/2011 13.37.07

    Un capolavoro nel suo genere. Un noir "verita'" scritto da una persona realmente detenuta per anni nei carceri americani. Coinvolgente al punto tale da farti immedesimare nel protagonista - un criminale - e parteggiare per lui. Scrittura diretta, efficace, senza fronzoli. Da consigliare vivamente.

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    marco77

    04/05/2011 18.34.51

    davvero notevole! personaggio che per tutto il il libro sembra che ti vuole comunicare... mi spiace ma io sono cosi'!grande scrittore!!

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    elanhyer

    11/04/2011 09.34.25

    Il libro è stupendo. La scrittura è impeccabile, diretta, fluida, a tratti particolarmente cruda. Il personaggio è indimeticabile e nonostante sia un criminale, provi compassione per lui. Un punto in più per la descrizione dei suoi pensieri, della sua psicologia. Il finale non è per niente scontato. Il miglior romanzo di Bunker che ho letto fin ora.

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    Leo

    21/02/2011 00.25.37

    Dai commenti e giudizi su questo libro forse mi aspettavo meglio...comunque la parte finale è quella che ha davvero dato senso all'intero romanzo, quella più bella, lì si è davvero capito il valore del libro che pur non arrivando al capolavoro tratteggia il "pensiero criminale" nel modo più realistico che mi sia mai capitato di leggere. Per questo dico che vale la pena di leggerlo.

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    valter guglielmetti

    07/09/2010 09.00.01

    Per le persone "normali", ovvero quelle che non sono dedite ad attività criminosa, è spesso morboso l’interesse con cui si leggono le storie vere raccontate da criminali veri, redenti o meno. Questo libro non fa eccezione. Si legge molto volentieri, non è mai pesante né scontato, ed è scritto con semplicità di forma e di linguaggio (segreto per rendere piacevole qualsiasi lettura). Max Dembo ci sta quasi simpatico in fine dei conti, lui è una di quelle persone che hanno avuto il coraggio di prendere una strada, di fare una scelta, sbagliata o giusta che sia, e soprattutto di assumersi tutti i rischi e le responsabilità che da quelle decisioni derivano, costi quel che costi. Il problema casomai si pone quando le persone normali di cui dicevo prima subiscono fatalmente le conseguenze delle azioni dei criminali….ma fino a quando ci limitiamo a guardarli da lontano ci appassionano, nessuno lo può negare. Anzi, sono sicuro che qualcuno li invidia pure un po’ (fino a che non vanno in galera o nel braccio della morte!), perché la loro è vita vera.

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    pierxx84

    21/06/2010 10.09.25

    Un libro crudo,in grado di farti entrare nel personaggio e di farti vivere in prima persona il susseguirsi degli eventi. Consigliatissimo.

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    piergiorgio

    14/09/2009 00.43.11

    Libro meraviglioso, che racconta di antieroi, di emarginati, di personaggi che la società rifiuta. Lo fa in maniera introspettiva, psicologica, e con uno stile asciutto, secco, senza fronzoli. E' un libro che insegna. Da non perdere!

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    Manuel

    05/09/2009 16.26.37

    Un capolavoro del suo genere, soprattutto se si pensa che è storia di vita realmente vissuta, o almeno in buona parte. L'ho letto tutto d'un fiato, ho amato lo scrittore e di conseguenza il personaggio.

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    robiro

    03/09/2009 10.18.51

    Un libro coinvolgente, dove tutto si può riassumere con la frase di Edward Bunker: PENSARE E' UNA CONDANNA!!!

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    gianni

    30/03/2009 14.24.28

    Bel libro. Nel suo genere sicuramente uno dei migliori. Il libro è narrato in prima persona dal protagonista Max Dembo, che esce dal carcere, in libertà condizionata, dopo un periodo di otto anni. Il suo proposito è quello di cambiare rotta, vivere nella legalità, ma si accorge presto che le sue possibilità di realizzarlo sono praticamente nulle. Decide quindi di seguire il suo “istinto” criminale e si dà alla latitanza. Il romanzo è ben scritto, spietato e cinico, senza falsa retorica sul problema della riabilitazione degli ex detenuti: quando anche il protagonista potrebbe ritirarsi dalla vita criminale, il richiamo insistente della vita da fuorilegge è talmente forte da vincere anche sull’elevata probabilità di essere ucciso o di essere incarcerato con l’ergastolo come pena. Libro scritto anche in maniera onesta, non cercando complicità nel lettore: la scelta di tornare al crimine è, alla fin fine una “libera” scelta.

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    Roberto

    21/02/2008 18.28.42

    Una lucida e spietata analisi della società americana; un punto di vista parziale, ma non per questo poco veritiero. Ritmo incalzante, in un crescendo di pathos degno dei maestri del noir, ai quali Bunker può degnamente fregiarsi di appartenere.

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