Come in un'ultima cena (Limited Coloured Vinyl Edition)

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Supporto: Vinile LP
Numero supporti: 1
Etichetta: BTF
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2017
  • EAN: 8016158019940

91° nella classifica Bestseller di IBS Vinili Musica italiana - Pop Rock italiano

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Tenuto conto che l'omonimo esordio del Banco del Mutuo Soccorso risale al 1972 e che "Come in un'ultima cena", sesto LP della band, è del 1976, non possiamo che trarre una conclusione: pochissimi, o forse nessun altro, furono in grado di produrre lavori di qualità elevatissima in così poco tempo.
Ancora all'apice della propria creatività, nel '76 il Banco è già andato 'oltre' con un disco in lingua inglese ("Banco", 1975) e una colonna sonora ("Garofano Rosso", 1976) e, forte di un'ispirazione senza precedenti, dà alle stampe l'ennesimo attestato di unicità.
"Come in un'ultima cena" è stato, con evidente leggerezza, bollato da molti come un disco più commerciale e meno progressive rock dei precedenti, data l'assenza di brani particolarmente lunghi e, invece, la presenza di melodie più orecchiabili. Ascoltato con attenzione, non può invece che evidenziare come il Banco fosse, in quel periodo, ancora portavoce di un sound unico, di strutture musicali complesse che come sempre mischiavano rock e musica classica in maniera inimitabile. La voce, anch'essa unica di Francesco Di Giacomo, più che semplici testi canta delle poesie, che in questo caso fanno trasparire una certa malinconia, come a indicare che un periodo - musicale e storico - stava per chiudersi definitivamente.
Ennesimo gioiello targato Banco del Mutuo Soccorso, "Come in un'ultima cena" è ristampato su etichetta VM in vinile colorato.
Disco 1
1
A cena, per esempio
2
Il ragno
3
È così buono Giovanni, ma...
4
Slogan
5
Si dice che i delfini parlino
6
Voilà Mida (Il guaritore
7
Quando la buona gente dice
8
La notte è piena
9
Fino alla mia porta
5
di 5
Totale 1
5
1
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    pablito

    25/06/2020 06:56:08

    Come alle volte spiegava Francesco Di Giacomo ai concerti, questo album racconta di una cena fra amici nella quale uno inizia a esporre il suo disagio esistenziale. Le risposte degli altri sono tutte insoddisfacenti: c'è chi dice che l'importante è fottere gli altri (il ragno) e chi si rifugia nel buonismo (è così buono Giovanni,ma…), chi dice che l'importante sono i soldi e usa questo disagio proprio per guadagnare (Mida) o chi afferma che avere il potere è la cosa cui mirare (slogan) e chi afferma che l'importante non è cercare le risposte a quelle esigenze esistenziali ma sforzarsi in continuazione (il volontarismo) e chi si nasconde dietro le apparenze. Il penultimo brano sembra essere come la definitiva pietra tombale che vorrebbe liquidare una volta per tutte le domande di felicità, di realizzazione che costituiscono il cuore dell'uomo (la nota finale del pianoforte ribattuta come una sentenza di morte): questi desideri di felicità non servono a nulla e si sbranano a vicenda. Ma l'ultimo brano invece riparte dall'amico iniziale che dice di aver capito proprio dai tentativi negazionisti che quelle domande costituiscono l'essenza della esistenza umana e permettono di vivere una vita nuova non nella specie ma nella dimensione: una nuova dimensione. Brivido! Ci si trova davanti ad un vero capolavoro, una vera e propria opera musicale, ricca di idee esistenziali e musicali, con una perfetta sintonia fra testi e musica! Qui si raggiungono i vertici della musica di tutti i tempi, ed il tempo sarà galantuomo.

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