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Eraldo Baldini

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: 235 p. , Brossura
  • EAN: 9788806193669

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    byAx

    03/01/2017 10.16.46

    Metà del XVII secolo: 4 uomini, 4 cacciatori di lupi, con la speranza di far soldi giungono in un villaggio della Valchiusa, sperduto tra i monti, per cercar di vendere la pelle di una delle loro vittime. Le loro intenzioni non sono delle migliori, vogliono anche sollazzarsi con le donne che vedono intorno, usando la forza. Il villaggio reagisce, con conseguenze drammatiche per i cacciatori. 3 secoli dopo, Nazario, un maresciallo del Corpo Forestale che lavora in Romagna, nel compito di verificare le conseguenze di un terremoto, si sposta verso un villaggio che non conosce, nella Valchiusa, produttore di un eccellente vino, e qui, per caso, dissotterra alcune ossa umane. Il legame che si viene a creare tra i due eventi, negli occhi e nella mente del lettore, è presto fatto. Qualcosa però non torna, la datazione delle ossa è molto più recente di quanto non appaia in prima istanza. Da quel momento in avanti, indizio dopo indizio, comincerà a formarsi un quadro dai macabri risvolti folkloristici e per certi versi toccante. All'autore, più che nell'articolare le sue storie, riesce molto bene il creare la giusta 'atmosfera' intorno alle parole, parole che difficilmente spreca, soffiando tra le pagine un serpeggiante senso di intimità. Già, come in altri miei commenti alle sue opere, lo stile, oltre ad avere nel dna un'invidiabile vena pittorica, emana intimità, o almeno è ciò che mi arriva, un insostituibile calmante contro il soprannaturale folklore che racconta. In Baldini predominano il 'come' e il 'dove', più che il 'chi' o il 'perché'. In quest'ottica se ne subisce maggiormente il fascino.

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    Alessandra B.

    11/10/2011 10.37.26

    Romanzo per certi versi affascinante, sostenuto da una scrittura sapiente ed incisiva che è in grado di esplorare a fondo l'animo umano. Il protagonista è spesso in lotta tra desiderio di fuga e senso del dovere, tra un comportamento indulgente e uno più rigoroso nei confronti delle leggi, con tutti i relativi complessi di colpa. Colpiscono anche le descrizioni degli ambienti, dei paesaggi, dei contesti naturali in cui si muovono i personaggi. Ogni tanto emergono dalle pagine dei veri e propri quadri, dipinti con realismo e poesia: "Il cielo, che fino a qualche ora prima era sembrato un coperchio nero su un paiolo incrostato di caligine, adesso lasciava occhieggiare tra i faggi alcune stelle sbiadite, come lucciole morenti appoggiate sui rami.", e ancora: "Pioveva per ore poi tornava il sole, e allora le terre e i monti fumigavano e si coprivano di foschie che stagnavano, dense e immobili, e riempivano le conche e le valli come latte in una tazza." Un libro da gustare con calma, in modo da apprezzarne tutta la bellezza. Una storia - a differenza di altre dello stesso autore - che non mette paura, ma traccia nell'animo solo una leggera inquietudine.

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    Michela

    02/09/2011 11.28.49

    Il primo che ho letto di Baldini, ed è stato un libro che mi ha coinvolto tantissimo. Una lettura leggera, veloce ma intensa. consigliatissimo

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    Gianca

    06/07/2011 17.54.38

    Mah..., direi alquanto banalotto. Dialoghi elementari ed una storia inverosimile caratterizzano questo romanzo di Baldini. Veramente ho difficoltà a trovarvi qualcosa di positivo tale da consigliarne la lettura.

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    omar

    29/04/2010 18.22.08

    romanzo scorrevole,ambientato in luoghi da fare in vidia,dove viene sottolineato il valore delle tradizioni e dell'attaccamento alla famiglia.tutti dovremmo fermarci ogni tanto a riflettere e a scegliere cosa è meglio per noi e soppratutto per chi ci sta vicino.grazie all'autore per avermi aperto gli occhi,continuerò a leggere i soi libri

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    saverio

    04/09/2009 11.14.37

    Dipende da cosa uno si aspetta. E' un romanzo molto scorrevole, a tratti appassionante, con una descrizione del clima e dei paesaggi montani coinvolgente e con un incipit veramente promettente, ma poi il romanzo si sviluppa in una lettura da terza media. Dialoghi banalotti, riflessioni del protagonista ripetitive, personaggi un po' stereotipati e un lieto fine... un po' troppo lieto. Tutto sommato una piacevole lettura estiva (o invernale) senza pretese.

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