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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: 235 p., Brossura
  • EAN: 9788806193669
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Recensioni dei clienti

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    Gianni F.

    08/05/2017 16.02.08

    Dopo aver letto il bellissimo "Stirpe selvaggia", una conferma piacevolissima. Anche in questo romanzo Eraldo Baldini dipinge un affresco di sentimenti, immagini ed avventure stupende. Inutile tentarne il riassunto, se mai sottolineare la bravura di questo scrittore, che, ritengo non sufficientemente considerato. La natura, come i personaggi sono descritti magistralmente, la vicenda è avvincente ed incalzante, difficile interromperne la lettura. Bravissimo!

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    byAx

    03/01/2017 10.16.46

    Metà del XVII secolo: 4 uomini, 4 cacciatori di lupi, con la speranza di far soldi giungono in un villaggio della Valchiusa, sperduto tra i monti, per cercar di vendere la pelle di una delle loro vittime. Le loro intenzioni non sono delle migliori, vogliono anche sollazzarsi con le donne che vedono intorno, usando la forza. Il villaggio reagisce, con conseguenze drammatiche per i cacciatori. 3 secoli dopo, Nazario, un maresciallo del Corpo Forestale che lavora in Romagna, nel compito di verificare le conseguenze di un terremoto, si sposta verso un villaggio che non conosce, nella Valchiusa, produttore di un eccellente vino, e qui, per caso, dissotterra alcune ossa umane. Il legame che si viene a creare tra i due eventi, negli occhi e nella mente del lettore, è presto fatto. Qualcosa però non torna, la datazione delle ossa è molto più recente di quanto non appaia in prima istanza. Da quel momento in avanti, indizio dopo indizio, comincerà a formarsi un quadro dai macabri risvolti folkloristici e per certi versi toccante. All'autore, più che nell'articolare le sue storie, riesce molto bene il creare la giusta 'atmosfera' intorno alle parole, parole che difficilmente spreca, soffiando tra le pagine un serpeggiante senso di intimità. Già, come in altri miei commenti alle sue opere, lo stile, oltre ad avere nel dna un'invidiabile vena pittorica, emana intimità, o almeno è ciò che mi arriva, un insostituibile calmante contro il soprannaturale folklore che racconta. In Baldini predominano il 'come' e il 'dove', più che il 'chi' o il 'perché'. In quest'ottica se ne subisce maggiormente il fascino.

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    Gondrano

    09/04/2013 11.32.09

    Ma che bello, io amo questo scrittore. Mi ha ricordato molto il film "Custodes bestiae" di Bianchini, chi l'ha visto capirà.

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    alessandro

    10/12/2011 16.27.52

    sinceramente, questo libro poco dopo l'inizio, perde subito l'atmosfera magica che caratterizzava il titolo. belle le descrizioni delle manifestazioni operaie, e bei luoghi surreali, ma è comunque troppo banale.

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    Alessandra B.

    11/10/2011 10.37.26

    Romanzo per certi versi affascinante, sostenuto da una scrittura sapiente ed incisiva che è in grado di esplorare a fondo l'animo umano. Il protagonista è spesso in lotta tra desiderio di fuga e senso del dovere, tra un comportamento indulgente e uno più rigoroso nei confronti delle leggi, con tutti i relativi complessi di colpa. Colpiscono anche le descrizioni degli ambienti, dei paesaggi, dei contesti naturali in cui si muovono i personaggi. Ogni tanto emergono dalle pagine dei veri e propri quadri, dipinti con realismo e poesia: "Il cielo, che fino a qualche ora prima era sembrato un coperchio nero su un paiolo incrostato di caligine, adesso lasciava occhieggiare tra i faggi alcune stelle sbiadite, come lucciole morenti appoggiate sui rami.", e ancora: "Pioveva per ore poi tornava il sole, e allora le terre e i monti fumigavano e si coprivano di foschie che stagnavano, dense e immobili, e riempivano le conche e le valli come latte in una tazza." Un libro da gustare con calma, in modo da apprezzarne tutta la bellezza. Una storia - a differenza di altre dello stesso autore - che non mette paura, ma traccia nell'animo solo una leggera inquietudine.

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    Michela

    02/09/2011 11.28.49

    Il primo che ho letto di Baldini, ed è stato un libro che mi ha coinvolto tantissimo. Una lettura leggera, veloce ma intensa. consigliatissimo

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    Gianca

    06/07/2011 17.54.38

    Mah..., direi alquanto banalotto. Dialoghi elementari ed una storia inverosimile caratterizzano questo romanzo di Baldini. Veramente ho difficoltà a trovarvi qualcosa di positivo tale da consigliarne la lettura.

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    omar

    29/04/2010 18.22.08

    romanzo scorrevole,ambientato in luoghi da fare in vidia,dove viene sottolineato il valore delle tradizioni e dell'attaccamento alla famiglia.tutti dovremmo fermarci ogni tanto a riflettere e a scegliere cosa è meglio per noi e soppratutto per chi ci sta vicino.grazie all'autore per avermi aperto gli occhi,continuerò a leggere i soi libri

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    saverio

    04/09/2009 11.14.37

    Dipende da cosa uno si aspetta. E' un romanzo molto scorrevole, a tratti appassionante, con una descrizione del clima e dei paesaggi montani coinvolgente e con un incipit veramente promettente, ma poi il romanzo si sviluppa in una lettura da terza media. Dialoghi banalotti, riflessioni del protagonista ripetitive, personaggi un po' stereotipati e un lieto fine... un po' troppo lieto. Tutto sommato una piacevole lettura estiva (o invernale) senza pretese.

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    salvo t.

    14/07/2009 10.54.20

    gran libro. davvero riuscito. scrittura curata come sempre, atmosfere perfette, suspence alla Baldini. che è proprio uno di un altro livello.

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    Giacomo

    04/06/2009 22.16.37

    Bellissima sorpresa. Atmosfere rarefatte e dense di maliconia allo stesso tempo, con la natura che salva l'uomo dalla propria dannazione. Trama non proprio imprevedibile ma nel paese di Valchiusa ci andrei a vivere anche io...Secondo me è da leggere

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    Ale

    04/04/2008 18.09.36

    Le atmosfere sottilmente malate dei bellissimi racconti horror agresti di Baldini scompaiono in questo soporifero romanzo, che dopo l'ottimo incipit storico, perde mordente e non lo riconquista più. Si susseguono vuote pagine in cui ogni svolta è anticipata e ogni attesa frustrata. Lo sviluppo degli avvenimenti ha, infatti, la rara caratteristica di essere nel contempo banale e poco credibile. Davvero stucchevoli i dilemmi del protagonista in dubbio fino all'ultimo di fronte alla scelta fra il bene proprio e dei propri familiari e la fedeltà allo Stato.

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    guici

    03/03/2008 12.27.22

    Comprato e letto sulla scia delle ottime recensioni. Scorre bene, e l'ho letto in pochi giorni.Lo trovo un tantino sopravvalutato. Sembra eccessivamente sintetizzato e con personaggi poco caratterizzati. Belle ambientazioni e un inizio intrigante, poi tutto scorre veloce e scontato. Mi aspettavo qualcosa di più.

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    BigFan

    16/02/2008 18.12.02

    Uno dei più bei libri che ho mai letto! Lo consiglio a tutti, assieme al resto della produzione di Baldini.

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    Damiano

    21/01/2008 19.10.51

    Perché certi autori non sanno impedirsi di appesantire le storie che raccontano delle loro inutili e narrativamente insignificanti opinioni politiche? La potenziale bellezza di questo libro è compromessa dal manicheismo sguaiato con cui sono ritratti i personaggi. I buoni, con i quali il lettore è portato naturalmente ad identificarsi, votano a sinistra,leggono l'Unità e vanno alle manifestazioni degli operai durante le quali muoiono martiri; i cattivi, cattivi di una cattiveria peraltro meschina, tutt'altro che grandiosa o tragica, invece sostengono il governo Tambroni. Fare critica sociale dovrebbe consistere nell'insinuare, nell'ammiccare, nel far risuonare, non nello spiattellare, urlando, le proprie "verità". Questo non è un romanzo: è una fiaba. Inadatto ai maggiori di anni 9.

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    mauro

    30/12/2007 22.01.16

    Un bel libro, scritto bene, dai contenuti e dall'ambientazioni interessanti. Un libro che consiglio di leggere e/o di regalare.

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    Silvia

    11/07/2007 16.08.22

    Pur amando Baldini ho aspettato fino ad oggi per leggere il suo ultimo romanzo che languiva da qualche mese (l'ho comprato appena pubblicato) sul mio comodino: E me ne pento! Il libro è bellissimo, impossibile da lasciare. Io, poi, adoro i lupi per cui non ho potuto che apprezzare il parallelismo tra Nazario e Veruska e il grande amore che il protagonista manifesta nei confronti di quegli animali. Lo consiglio vivamente sia ai baldiniani che non lo hanno ancora letto sia a color che non conoscono l'autore.

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    Rosita

    04/04/2007 17.00.34

    Posso dire la verità? Avevo acquistato il libro perchè attratta dalla foto in copertina. Non mi aspettavo granchè...ma ciò che ho trovato nelle pagine mi ha riempito di emozioni e di poesia come pochi libri hanno saputo fare. Non è un libro facile da definire, so solo che appena arrivata alla fine lo avrei ricominciato da capo! Consigliatissimo!

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    Patrizia

    28/11/2006 00.51.40

    Il miglior libro di Baldini. Da leggere

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    Giulia

    30/10/2006 13.32.42

    La lettura di questo romanzo è stata la scoperta inaspettata di un vero gioiello della narrativa. Un romanzo poetico, bellissimo, che non appartiene a nessun genere, ma che affonda le sue radici nelle antiche leggende e ballate rurali. Una storia ambientata in un abruzzo senza tempo, un abruzzo invernale, gelido, silenzioso, dove dominano i lupi e e le antiche superstizioni. Un paese fuori da ogni regola e legge se non la propria, una antica storia che si rinnova, una bambina malata e un padre padre chiusoo nel suo dolore e nelle sue convinzioni. Un romanzo che se non fosse italiano, sarebbe perfetto per la collana Iperborea..ed è un gran complimento.

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