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Rolf Bauerdick

Traduttore: A. Pizzone
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2011
Pagine: 471 p. , Brossura
  • EAN: 9788807018381

Recensioni dei clienti

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    Paolo

    26/09/2013 23.35.15

    Finalmente un libro diverso dal solito. In un paese sperduto di una Romania mai citata ma riconoscibilissima, si intrecciano le vite di personaggi così improbabili da sembrare veri. Gli ingredienti per un successo ci sono tutti: amore, morte, passioni, addii e un mistero da risolvere. I personaggi sono ben caratterizzati. Da non perdere.

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    Ugo

    23/05/2013 09.20.04

    L'intreccio, apparentemente strampalato, in realtà è assai ben congegnato, i personaggi altrettanto bene delineati. E lo spaccato che Bauerdick da, tanto dell'ipocrisia insita nella dittatura comunista, quanto del falso ed illusorio modello capitalistico che le fa da contraltare, è impietoso. Non un capolavoro, di certo un bel romanzo. Bravo Rolf.

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    matteo de santi

    09/11/2011 22.58.06

    Libro d'esordio di Bauerdick che premio con il massimo dei voti. Devo dire che tra tanta spazzatura che viene parcheggiata nelle librerie, ogni tanto si riesce a scovare qualche perla.

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    Zotik

    20/04/2011 17.24.15

    Il giovane Pavel vive a Baia Luna, paesino dell'immaginaria Transmontania, dove l'antico mondo rurale si confronta con l'aggressivo socialismo d'oltrecortina. Intanto una TV, senza video per carenza d'antenna, racconta agli avventori della mescita gestita dal nonno la corsa allo spazio di USA ed URSS dal punto di vista di Krusciov. Può sparire la maestra, possono uccidere misteriosamente il parroco e la perpetua, ma niente distrarrà il nonno e il suo amico zingaro dalla loro ricerca filosofica ed esegetica sul mistero dell'assunzione al cielo di Maria, con risultati inediti e prove fotografiche spettacolari. Nel frattempo Pavel cresce, si innamora e perde la sua amata, e giura a sé stesso di vendicare la sua maestra dalle violenze subite da quel sordido individuo che poi è diventato un pezzo grosso del partito. Riuscirà nel suo intento inaspettatamente dopo molti anni, proprio quando, nel caos del crollo del comunismo, il suo nemico giurato è già riuscito a riciclarsi nella nuova classe dirigente, accreditandosi come nemico interno del passato regime. Il romanzo è bellissimo, divertente, frizzante, originale e ben scritto... fino a tre capitoli dalla fine, quando improvvisamente l'autore viene colto da una sindrome Dickensiana che lo costringe a rivelare una serie infinita ed inutile di particolari e retroscena, per mezzo di un'inspiegabile confessione resa dal perfido leader e di un'improbabile e prolisso memoriale lasciato in punto di morte dal taciturno amico zingaro.

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