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Benedetta Tobagi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
Pagine: 302 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788806198886

Recensioni dei clienti

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    paola

    07/10/2011 23.11.56

    Non è un libro come gli altri. E' un diario nel diario. E' storia, cronaca e sentimenti insieme. Mi ha emozionato molto. Le frasi finali, in particolare, mi sono rimaste impresse nel cuore, nella mente. Grazie Benedetta per questo capolavoro che dovrebbe diventare obbligatorio nelle scuole....proprio come una volta lo era il libro "cuore"...

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    ric

    30/08/2011 12.47.10

    Cerchiamo di essere onesti, benedetta se lo merita. Il saggio è accattivante, ma l'autrice cerca di fare la figlia-giornalista. Alla fine, per me, troppo figlia e poco giornalista...ma come poteva essere altrimenti, benedetta figliola????

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    Alessandra

    02/04/2011 12.42.50

    Sono d'accordo con la maggior parte delle recensioni che mi hanno preceduto:assolutamente da leggere,a tutte le età e soprattutto per i giovani che non hanno vissuto quel periodo buio e anche recente del nostro Paese.Quanti libri si dovrebbero leggere a scuola ma non c'è il tempo materiale per farlo! ma questo e il libro di Umberto Ambrosoli "Qualunque cosa succeda" dovrebbero fare un'eccezione.

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    luca

    03/01/2011 18.36.35

    Da consigliare! Umanamente coinvolgente e politicamente molto chiaro! Brava!

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    Maria Vittoria

    11/12/2010 14.15.38

    Premetto che io sono nata dopo il periodo storico descritto nel libro quindi anche per mia ignoranza non conosco molto della storia degli anni '70. Ho trovato il libro poco chiaro per chi non abbia almeno un vago ricordo dei personaggi presenti in quegli anni. Forse non è il mio genere!

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    Elena Romanello

    10/07/2010 16.40.24

    Ho qualche anno in più di Benedetta Tobagi e ricordo gli anni di piombo: un buco nero nelle nostre anime, da cui deriva ancora tanto, troppo malaffare di oggi, in questo Paese in cui non riesce ad emergere una meglio gioventù, salvo quando si leggono libri come questo. Da leggere sia per chi c'era sia per chi non c'era, anche per recuperare un rapporto con i propri genitori, per chi ce li ha ancora o per chi li ha persi.

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    cristina boggian

    09/07/2010 14.52.49

    pagine che scorrono come pattini su ghiaccio, e feriscono, lacerano. scrittura impeccabile, perfetta. che male che fa, come raffiche di vento siberiano ci costringe ad alzare il bavero, mettere i guanti, aggiustarci la sciarpa. con le dita rattrappite dal gelo non riesco a smettere di leggere, il mondo fuori scompare, sto aprendo una porta e sono già di là. brava benedetta per la dolce rabbia che procuri, con le lacrime agli occhi vedo avanti, adesso.

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    Giulia

    22/05/2010 18.21.31

    Grazie Benedetta per questa tua opera così vibrante e intensa. Un libro necessario e imperdibile

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    Paraguay

    20/04/2010 09.25.33

    Un bel libro davvero, oltre ad un aiuto a meglio comprendere quella vergognosa strategia della tensione in voga in quel preciso periodo. Da leggere.

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    Andrea

    07/04/2010 08.34.15

    Il libro di Benedetta è un'opera da leggere e da far leggere. E' ammirevole la capacità di una persona che ha subito un dramma così devastante per essere riuscita a trasformare la rabbia e il dolore finalizzandoli alla volontà di capire e studiare. Detto questo, credo che sia opportuno parlare del testo cercando di serbare un, difficile, senso critico (sempre con il pensiero in testa di come mi sarei comportato io se mi fosse accaduto qualcosa di simile). Credo che un'autrice come Benedetta si meriti delle critiche vere. Ebbene, secondo me questo lavoro, purtroppo, si inserisce in quel filone, ormai "bipartisan", di opere dannatamente ambigue. Ora un po' storia, ora un po' romanzo in soggettiva, ora un po' pamphlet... Sia chiaro ognuno scrive e ne ha il diritto, quello che vuole. Mi pongo un ben altro problema. Non è possibile citare e virgolettare qualcosa, narrare di altri testi, di archivi, senza dire chi, come e quando. IL testo che vorrebbe narrare la verità la perde nel momento stesso in cui impedisce al lettore di raccogliere e studiare quelle stesse, numerose, fonti, a cui l'autrice ha avuto accesso. Ma perché quest'insofferenza per le note, per la bibliografia? Che costa sta diventando la letteratura saggistica in questo paese? Parlare del contenuto è difficile, proprio perché qui si entra in uno spazio assai diverso e complesso. Voglio solo annotare che la ricostruzione di quegli anni non mi trova molto d'accordo. Ma questo è un altro discorso che andrebbe approfondito.

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    Tyler_Durden

    22/03/2010 20.54.32

    Consiglio fortemente la lettura di questo libro. Al termine dell'ultimo capitolo viene la voglia di abbracciare l'autrice, di farle sentire tutta la solidarietà possibile e allo stesso tempo di ringraziarla per il libro.

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    tiziana

    16/03/2010 13.56.22

    Ho vissuto il 28 maggio 1980. E l'ho rivissuto nelle parole scritte dall'autrice. La ricerca del padre, perso così dolorosamente, la mancanza di quel padre grande per lei, allora cos' piccola, ma così tremendamente giovane, aveva solo 33 anni quando fu ucciso da "figli di papà", che dovevano fare il salto di qualità. Come? Uccidendo, per diventare veri brigatisti rossi. Che poi non abbiano scontato che una pena irrisoria per l'omicidio di un uomo, é una cosa che mi fa orrore. Quello che ho vissuto da quel giorno,e prima di quel giorno, é stata la paura che potesse succedere anche a mio padre, ai colleghi di mio padre. Unita ad un dolore profondo, un dolore che non riesce ad esprimersi a parole. Un dolore aggravato allora dai tempi cupi che vivevamo. Era bello quando si stava finalmente a tavola tutti insieme. E il pensiero correva a quella signora con due bambini piccoli, così straziata dal dolore, ma così composta. L'autrice, che non ho mai conosciuto, ha scritto un libro che ho letto in una serata. Trapela tutta la sua maturità, la sua intelligenza e l'amore infinito per quel padre perso prematuramente. Complimenti. Lo consiglio come libro alle giovani generazioni, come testo scolastico. Per non dimenticare mai.

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    Marzia

    27/02/2010 12.21.14

    Un libro emotivamente intenso e al contempo accurato e storicamente documentato. Benedetta Tobagi intraprende la sua ricostruzione storica spinta soprattutto dalla voglia di "conoscere" quel padre che ha perso tragicamente quando era ancora piccolissima. Ne emerge un ritratto intenso e profondo, lontano dalla retorica vuota e stereotipata del martire o dell'eroe: un ritratto che trae la sua forza e la sua veridicità nel lasciare la parola al protagonista stesso, facendo parlare i suoi articoli, i suoi libri, i suoi appunti, i suoi sguardi pubblici e le sue espressioni private. Emerge inoltre un quadro complesso e drammatico del contesto storico in cui avvengono i fatti, pieno di conflitti e contraddizioni ancora non chiariti.

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    Augusto

    24/01/2010 17.27.06

    Splendido! Intenso e toccante, non è solo il ricordo di un padre mai conosciuto fatto da sua figlia, ma un'analisi lucida e ben documentata di un periodo tra i più tristi della storia d'Italia.

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    michele68

    24/01/2010 16.13.43

    Storia vera con due straordinari protagonisti: un padre "assente" suo malgrado che viene ritrovato da sua figlia, ostinata nel voler dare un senso a una storia che senso non ha. Una estrema sintesi in quarta di copertina: “ Un libro tenero e terribile in cui batte il cuore di un padre ritrovato.”. 300 pagine intense e stupende, ricche di citazioni pertinenti, di passaggi che esprimono pathos, sentimento, consapevolezza e intelligenza. Auspico che il compagno di letture G.Breda mi consenta di condividere il suo commento. Buona lettura a tutti.

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    michele68

    21/01/2010 13.29.03

    Storia vera con due straordinari protagonisti, un padre e sua figlia, che trova la sua estrema sintesi in quarta di copertina: “ Un libro tenero e terribile in cui batte il cuore di un padre ritrovato.”. 300 pagine intense e stupende, ricche di citazioni pertinenti, di passaggi che esprimono pathos, sentimento, consapevolezza e intelligenza. Auspico che il compagno di letture G.Breda mi consenta di condividere il suo commento. Buona lettura a tutti.

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    Donatella

    10/01/2010 19.13.40

    Bellissimo! Accurato nel lavoro di analisi dei documenti, vibrante ed intenso nella resa dei sentimenti e delle emozioni. Ricordo molto poco delle vicende politiche di quegli anni, ma attraverso il libro di Benedetta Tobagi credo di essere riuscita ad avere un quadro preciso e esaustivo del clima culturale e politico degli anni '70. Le sue posizioni non fanno sconti alla storia ma al contempo dimostrano lucidità ed equilibrio nell'affrontare l'argomento. Un'ultima nota: anch'io ho perso mio padre a tre anni come Benedetta Tobagi, ho provato negli anni la stessa sensazione di vuoto di cui lei parla nel libro.

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    Otis88

    07/01/2010 14.16.58

    Un autentico capolavoro! Un ringraziamento a Benedetta Tobagi per aver regalato ai suoi lettori pagine intense ed emozionanti sulla sua storia personale e sulla storia italiana.

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    claudio

    04/01/2010 13.51.39

    Ho letto il libro di Benedetta Tobagi poco dopo quello del figlio dell'avv. Ambrosoli. Due vite stroncate a pistolettate, la prima dalle Brigate Rosse, la seconda dalla Mafia. E anche Benedetta non ha conosciuto praticamente suo padre: aveva solo tre anni alla sua morte. Ritratto dolce, affettuoso di un grande giornalista. Ritratto meno dolce di alcuni compagni di viaggio del papà, come politici e colleghi giornalisti. Spaccato della vita degli anni '70.

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    Giovanni Breda

    05/12/2009 17.00.18

    Un libro bellissimo questo di Benedetta Tobagi. Una testimonianza d'amore. Amore per se stessa e la propria storia, amore per la propria famiglia e amore per la storia dell'Italia di quegli anni. Il tutto nella ricerca del cuore del padre e delle assonanze con il proprio (bello il titolo). Ricerca coronata da successo. Interessantissima e, credo, molto originale, la lettura della storia di quegli anni. Un libro a molte dimensioni inscindibili tra loro: biografia, autobiografia, ricerca storica, critica storica. Denso come pochissimi libri riescono ad essere. Bello anche lo stile a rapide pennellate incrociate che creano il quadro completo. Mai banale, mai noiosa. Nella lettura induce a ritornare sui propri passi per meglio comprendere e confrontare. Un libro che deve essere letto da chiunque ha a cuore quegli anni.

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