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Luciano di Samosata

Curatore: G. Piras
Editore: Liguori
Collana: Sileni
Anno edizione: 2001
Pagine: V-143 p.
  • EAN: 9788820732035

"Un atto d'accusa contro la storiografia esistente, bollata da Luciano per il suo servilismo verso il potere politico": ecco, in sintesi estrema, la definizione del breve trattatello de historia conscribenda, secondo le parole di Canfora nell'introduzione. E si tratta di un opuscolo, unico nel suo genere per il mondo greco-romano, in cui l'autore rispolvera precetti antichissimi (quasi tutti derivanti dalle Storie di Tucidide), inerenti all'importanza della scrittura storica quale utilità, narrazione del reale, costruzione armonica e provvista di tutti gli accorgimenti della retorica (secondo l'insegnamento di Isocrate). Il tono del polemista è arguto, sarcastico, aggressivo, tutto volto a far risaltare la pochezza della produzione storiografica contemporanea (sulla guerra di Roma contro i Parti, avviata nel 166 - quando Luciano compone il suo pamphlet - verso la conclusione). Come gli abitanti di Abdera, invasati per la poesia di Euripide al punto da declamare i versi dell'Andromeda tutto il giorno e ovunque (aneddoto ricordato nel prologo), così gli uomini sono ora assaliti da mania di comporre opere storiche; Luciano ne denuncia incapacità e inadeguatezza, ma soprattutto inveisce contro la piaggeria di cui le pseudo-storie che lo affliggono sono ricolme. In realtà lo storico non deve guardare "all'occasione presente né al breve tempo della propria vita, ma al tempo di ora e di sempre (...) in accordo al vero in vista di una speranza futura".

Michele Curnis