Editore: Neo Edizioni
Collana: Iena
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 10 maggio 2018
Pagine: 248 p., Brossura
  • EAN: 9788896176610
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Descrizione
In un punto preciso dello spaziotempo Raffaele, satiro irrequieto, inciampa da una storia all'altra in cerca di successo e Fabio, misantropo nerd, insegue se stesso e la fortuna in un agone digitale di improbabili social. L'incrocio sbilenco delle loro vite innesca un romanzo selvaggio, labirintico, possente. Cometa è l'epopea disastrata, erotica e lisergica degli eroi senza motivo. Archetipi di una generazione fuori fuoco, il cui centro è dappertutto ma sempre altrove. L'odissea senza approdo di una stirpe di eletti a niente che cavalca il progresso come una pulce su un cavallo imbizzarrito, traghettata da sogni frenetici e deliri tecnologici. Gregorio Magini celebra il dispiegarsi incerto dell'epoca che viviamo e approda a una visione del futuro a cui tutti, volenti o impotenti, siamo destinati.

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Vent’anni fa, nel dilaniare Verso la fine del tempo di John Updike, David Foster Wallace coniò la definizione di “Grande Maschio Narcisista”, che includeva anche Roth e Mailer: autori ancora convinti che il sesso potesse essere “cura per la disperazione in quanto tale”. Dopo il collasso – almeno simbolico – del patriarcato, amore e sesso hanno continuato a essere strumento d’indagine sul sé, ma in un modo che è rapidamente mutato, come dimostrano tre romanzi appena usciti, Le donne amate di Francesco Pacifico, Cometa di Gregorio Magini e Le stelle cadranno tutte insieme di Iacopo Barison, che li tematizzano secondo declinazioni echeggianti le ultime generazioni passate dal 900: Pacifico e Magini (1977 e 1980) sono divisi da soli tre anni, ma il primo pare appartenere, per piglio, più ai “baby boomer” che alla “generazione X”, mentre Barison (1988) aderisce in pieno ai “millennial”.
Se il protagonista di Pacifico è mosso da un desiderio di ordine, quelli di Magini paiono cercare, più che forma, significato.
Il romanzo comincia ricordando un mondo in cui il sesso era centrale – “I miei genitori scopavano sempre e mi piaceva guardarli” è l’incipit – per far atterrare i suoi personaggi in una contemporaneità dove, finita in farsa la politica e sgretolata la famiglia, i rapporti amorosi paiono l’unico spazio di costruzione del sé rimasto. Ma il mondo dei genitori è scomparso con i Grandi Maschi Narcisisti, e così il protagonista-satiro è condannato alla disfatta, mentre il suo “doppio” nerd intuisce che c’è un tempo a venire in cui, forse, “si può semplicemente amare”, ma non è in grado di afferrarlo perché la sua inettitudine in quello precedente lo ha ormai messo fuori gioco.

Vanni Santoni