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Wanda Marasco

Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Anno edizione: 2017
Pagine: 238 p., Brossura
  • EAN: 9788854513938

20° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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“Ma’, ti devo dire una cosa”. Non sono io che parlo. È la paura. Sta passando un respiro impaurito tra il suo corpo e il mio. “Fa’ ampressa, sto murenno”. Forse non se n’è accorta. Non ha sentito che è già morta, che mi sta rispondendo da un letto di foglie, che la sua voce scivola sotto le riggiole e poi risale come un alito asserragliato lungo il muro.

L’opera di Wanda Marasco (già finalista al Premio Strega con Il genio dell’abbandono nel 2015), candidata al premio Strega 2017, è un gioiello di narrativa.
La storia di un’infinità di anime finte che vivono un’esistenza misera nella città di Napoli tra la fine dell’Ottocento e gli anni Sessanta del Novecento.

È la storia di una famiglia, lungo tre generazioni di donne e uomini, la storia della miseria, della disperazione, della povertà. La voce narrante è quella di Rosa, la donna che fa da collante a queste generazioni, ma la vera protagonista dell’epopea familiare è sua madre, Vincenzina. Mentre quest’ultima è sul letto di morte, Rosa ripercorre con la memoria il proprio passato e quello della propria famiglia, ricordando ogni particolare sordido e deprimente, confessandosi a quella madre così forte e così debole allo stesso tempo.

Ripercorre le tragedie familiari, rivede gli amori nascenti, tra Vincenzina e suo padre, Rafele, e prima ancora tra le loro madri e i loro padri. Rivive ogni dolore inferto alla madre dal marito e dalla sua famiglia, rivive la fanciullezza e le morti dei cari, rivive una vita tragica e drammatica, arricchita dalle descrizioni di personaggi secondari (come il femminiello Mariomaria, protagonista di un capitolo carico di tensione e frustrazione) magistralmente presentati dalla scrittrice.

L’infanzia povera di Vincenzina nelle campagne di Napoli, la storia d’amore con Rafele, il matrimonio, la costruzione di una famiglia tra mille difficoltà, la scomparsa del marito e il lavoro da usuraia. Tutto è imperniato di dolore, velato da un sottile tulle grigio che ne distorce la visione e ne incupisce ogni aspetto.

È un romanzo che tocca il cuore, fa commuovere, entra nelle viscere e le fa contorcere. Toccante, assurdamente drammatico ed impreziosito dalla scrittura di Wanda Marasco; scrittura che è poetica, misto di italiano ed espressioni napoletane, dolce nel descrivere violenze atroci, dura nel raccontare i legami di sangue. 

Recensione Eros Colombo

 

Si chiamava Vincenzina Umbriello e aveva portato questo nome come un boato nella casa sul vico Unghiato, al terzo piano del civico 53. «Bevi, ma', bevi». Le ultime parole gliele ho rivolte nell'accanimento di sistemarle una cannuccia all'angolo intorpidito della bocca. Ma ora spio. Comincio a spiare sulla carne le tracce di tutte le azioni finite. Quel piccolo scarabocchio di zucchero indurito, che sta sul bavaglio dall'ultima colazione, la punta dei piedi scolpita sotto il lenzuolo in maniera da sembrare un artiglio reclinato, l'orlato delle clavicole, forse ancora tiepido, la lue della stanza, costretta a reclutare alcune particelle cieche, senza un vero slancio, il crollo generalizzato del panico sopra la carne con cui ha vissuto, gli incisivi che sporgono con una piccola cresta giallastra, i capelli impigliati a un perfetto silenzio, gli occhi carichi di un'acquerugiola sbarrata, le labbra pinzate tra due canaletti di pelle, le mani affondate nell'inazione, una dritta, l'altra lievemente ritorta come in un errore di manovra. «Ma' ti devo dire una cosa».

Recensioni dei clienti

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    Mario

    24/05/2017 22.28.27

    Un libro trascinante, in cui la vita quotidiana viene raccontata con lirismo epico. Da tanto tempo non venivo così travolto da una lettura, avevo quasi dimenticato i fuochi d'artificio interiori che un buon libro può regalare. Meraviglioso.

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    Ciro D'Onofrio

    19/05/2017 22.06.19

    Con una prosa elegante e raffinata "La Compagnia delle anime finte" racconta la storia di tre generazioni di donne superbe, impietose, meschine e profondamente mamme. Donne soprattutto vittime di degrado e disparità sociale in una Napoli dei vicoli lungo gran parte del novecento che le porterà a rimanere a galla, a sopravvivere con qualsiasi mezzo: la difesa dell'amore contro le convenzioni sociali del tempo, l'usura, l'amore saffico,la malattia mentale, la guerra.Un romanzo dove un fortissimo fil rouge lega i vivi ai morti, in un sistema di mutua assistenza e di eterni specchi riflessi tra la vita reale e la vita oltre.Una storia di luci ma anche di grandi ombre, un libro di grande forza che semifinalista al prossimo premio Strega spero davvero possa farsi largo ulteriormente come merita.

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    Sergio

    09/05/2017 07.57.38

    Ho appena iniziato a leggere questo romanzo, consigliatomi da più parti e anche sul sito IBS. Devo dire che avete tutti ragione: se prosegue con la stessa forza che ho trovato nelle prime cento pagine, si tratta di uno dei romanzi migliori che io abbia letto negli ultimi anni. Voglio dirlo subito a tutti - anche prima di terminarne la lettura -, perché è un libro da non perdere.

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