Recensioni I complici

  • User Icon
    16/05/2020 19:45:24

    Tra i migliori ed emotivamente più complessi (problematici) libri del prolifico scrittore belga, I Complici è un romanzo da non mancare. Sarà che Simenon sa descrivere ed alternare magnificamente i chiaroscuri della vita - che io sento a me molto vicini - quelle cupezze improvvise contrapposte agli slanci più solari, l'anaffettività senza una logica e la passione più turbolenta, ma non c'è Autore in grado di rendere meglio di lui l'ansia in agguato che rende difficile la vita di ogni uomo moderno. Certo non lo consiglio a chi legge libri soprattutto per sentirsi rassicurato o divertito.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    12/05/2020 11:00:26

    Uno dei romanzi migliori di Simenon, che come sempre pone l'obiettivo su delle situazioni non comuni, ma che ad 'uno su mille' capitano, e nessuno dice che non potresti essere tu. Un incidente stradale che causa la morte di 50 bambini.. chi dice che non sia tua la macchina che sbanda a centro strada causandolo? I brividi.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    27/03/2019 09:46:38

    Dello stesso anno (1955) è anche l'altro romanzo "In caso di disgrazia"; nel 1956 scrive "Il piccolo libraio di Archangelsk" e nel 1957 "Il Presidente".. insomma, ciò che un normale scrittore si sforza di scrivere durante la sua intera carriera, Simenon lo scriveva in 2 anni senza mai abbassare la soglia della qualità

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    23/11/2018 11:30:28

    Romanzo scritto come al solito molto bene...(i complici) forse non rispecchieranno i protagonisti del romanzo ma credo che tutto sommato sia una lettura gradevole!!!

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    25/08/2017 03:06:29

    Due amanti in auto, intenti a un gioco erotico, il suono disperato di un clacson, l’auto che procede incontrollata e che solo in extremis il conducente riesce a raddrizzare, un autobus che la sfiora e va a finire contro un muro, prendendo fuoco. Quarantasei saranno i morti, quasi tutti bambini al ritorno da una colonia; l’uomo e la donna, un po’ per la frenesia del gioco erotico, un po’ per paura non si fermano a prestare soccorso, ma si preoccupano solo di eclissarsi. Da quel momento, e solo per l’uomo (si tratta di Joseph Lambert, titolare, con il fratello, di una nota ditta di costruzioni edili), comincia un periodo in cui cerca di sviare ogni sospetto, comportandosi come sempre, ma c’è qualche cosa che finisce con il gravare come un macigno, e cioè il rimorso, che rode lentamente e senza rimedi, e con il rimorso la coscienza di essere colpevole, e da questo ad avere la sensazione di essere braccato il passo è breve, mentre cresce la paura di essere scoperto. I due, per quanto in apparenza diversi, si assomigliano non poco, con lei, di cui ignoriamo sentimenti e modi di pensare, enigmatica come una sfinge, ma altamente appassionata in un rapporto erotico quasi bestiale; lui è un tipico rappresentante di quella borghesia tanto detestata da Simenon, un uomo che conduce una vita piatta e noiosa e che cela un irrefrenabile e mai soddisfatto desiderio di libertà. Il rapporto con Edmonde poteva lasciar presagire il raggiungimento di una libertà senza limiti, ma nelle battute finali si scoprirà che la donna, in fondo, è inferiore alle aspettative di Joseph e che in effetti non è in grado di assicurare quella complicità indispensabile per il raggiungimento del fine. Ormai braccato, con il cerchio che si stringe intorno a lui, Lambert riuscirà tuttavia a trovare una via di fuga, l’unica ormai possibile a un uomo cinico che, nel fare i conti con la propria vita, non ha trovato nulla di soddisfacente.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    26/10/2015 23:35:37

    Joseph il costruttore, Edmonde la segretaria. Due complici. Non ci sono parole tra di loro e neppure sorrisi, e "pur non essendosi mai comportati da innamorati, c'è tra loro un'intimità di altro tipo, molto simile alla complicità". C'è solo sesso e quel sesso, per qualche istante, diviene il centro della loro esistenza. Un muratore chiama Edmonde "bestia", che quando va in calore pare una morta. Con Edmonde Joseph sprofonda " in un universo dove contano solo i fremiti dei sensi... e l'universo appare lontano, una pallida e insignificante nebulosa,... e tutto ciò a cui di solito si dà peso diventa assurdo". Joseph è spezzato per l'incidente da lui causato e in cui sono morti trentacinque bambini; disperato cerca Edmonde, " ha fame di Edmonde, fame del suo sesso e delle fasi del suo piacere..." Lei non risponde, non è complice fino in fondo e per Joseph è la tragedia. Ancora una volta Simenon indaga a fondo nell'animo umano e, con questo racconto, aggiunge un altro tassello alla sua " Commedia umana".

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    29/01/2013 21:13:23

    Ammetto di non aver mai letto Simenon e adesso so che non lo leggerò più..noioso ,la complicità di cui si parla nel titolo e nella trama assolutamente assente..tutto è così surreale..per niente coinvolgente..a meno che non adoriate questo autore io non ve lo consiglierei..

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    15/10/2012 20:47:33

    Bel documento di come il senso di colpa possa travolgere l'animo di un uomo fino all'estreme conseguenze.Il racconto ha notevole forza interiore e riesce a rappresentare l'inquietudine umana,la psiche di un uomo votato alla disperazione e che viene travolto dall'evolversi degli eventi.E' un racconto che ci dice molto su come pochi secondi possono cambiare radicalmente il destino dell'uomo e che il pericolo e' in agguato in ogni momento della nostra vita e che quando piu' ci sentiamo sicuri il fato puo' riservarci spiacevoli sorprese.Ma anche davanti all'avverso destino siamo solo noi i decisori finali della nostra esistenza.E solo noi possiamo salvarci o dannarci x l'eternita'.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    29/06/2012 16:40:05

    parlar male di Simenon è impossibile, tuttavia questo romanzo non è certamente tra i suoi migliori. come in tutti i "non-Maigret" l'essenza del racconto non è tanto nell'intreccio ma nella sensazione di angoscia, di pericolo imminente che vive il protagonista. stavolta, però, quell'attesa statica di ciò che è inevitabile rende appunto l'inevitabile troppo prevedibile... resta il magistrale ritratto della miseria umana che si nasconde dietro gli affanni quotidiani.

    Leggi di più Riduci