Categorie

Ermanno Rea

Editore: Giunti Editore
Collana: Scrittori Giunti
Anno edizione: 2012
Pagine: 144 p. , Rilegato
  • EAN: 9788809777743

Napoli e la sua gente, il presente e il passato di una città e di un'intera nazione affamati di speranza e di futuro. Ermanno Rea torna con "La comunista" sui suoi passi, torna a "Mistero napoletano", ma il personaggio che ci presenta non è più, come in quel vecchio romanzo, una donna in carne e ossa bensì il suo fantasma, una creatura evanescente anche se, a momenti, terribilmente reale, capace di parlare, sorridere, piangere, come quando era viva e colmava ogni possibile vuoto con la sua incontenibile esuberanza. Anche adesso, benché fantasma, Francesca riempie di sé la scena del racconto, svelando pian piano la ragione del suo "ritorno" a Napoli. Testimone e messaggera, questa presunta donna-scandalo allude a una resurrezione ancora possibile della città, che può essere salvata - ella dice - soltanto dall'utopia, da un pensiero folle, da una passione, dalla capacità collettiva di credere nell'impossibile. Anche "L'occhio del Vesuvio" è una storia che ha, a sua volta, i colori e lo spessore dell'allucinazione. La trama è lineare, soltanto che è sovrastata dalla presenza minacciosa del Vesuvio, trasformato esso stesso in attore, personaggio neppure troppo secondario della vicenda. Distruggerà Napoli? La domanda è ripetutamente evocata, soprattutto dal co-protagonista del racconto, il grecista Lucio Ammenda, insaziabile e disordinato collezionista di libri, parte dei quali dedicati proprio al "formidabil monte" e ai suoi misteri.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    BiancaMaria Comar

    10/10/2014 11.11.10

    Chi ha amato ' Mistero napoletano' ritrova con emozione Francesca e le sue utopie. Astenersi se bacchettoni e/o indifferenti alla speranza di un mondo migliore.

  • User Icon

    ant

    19/01/2013 22.50.58

    Un romanzo diviso in due parti, con due racconti apparentementi diversi uno dall'altro, ma che invece, a mio avviso , si collegano benissimo in quanto caratterizzati da una forte connotazione partenopea, con la città del Vesuvio a far da sfondo e spesso da protagonista delle faccende narrate. Il primo segmento, da cui il titolo del romanzo, è la comunista; Rea questo personaggio l'aveva già messo in evidenza nel suo libro "Mistero Napoletano" cercando di capirne il perchè della morte, adesso però ritorna sottoforma di fantasma e fa una quadro della situazione di Napoli dei giorni nostri. "La comunista" altro non è che una giornalista della redazione napoletana dell'Unità, organo del PCI, tale Francesca Spada morta suicida negli anni sessanta e idealizzata dall'autore come una sorta di presenza benigna capace di dare cosigli e ammonimenti non solo di carattere politico, ma anche comportamentale e sociale. Da sottolineare gli intensi scambi di battute e di opinioni tra l'io narrante e "la comunista". In questi dialoghi emerge e spicca una forte voglia di riscatto sociale sia di Napoli che del Sud Italia in generale. Il secondo racconto, "l'occhio del Vesuvio" vede al centro dell'opera una villa di Torre del Greco zeppa di libri antichi, il proprietario della stessa ,cioè un anziano bibliofilo, un immigrato polacco, Tadeusz, capace di fare miracoli come falegname e soprattutto l'incombente e minacciosa presenza del Vulcano che sovraintende e supervisiona tutte le cose e fa sì che tutto debba in qualche modo essere legittimato dai suoi eventuali capricci. Da sottolineare in questo racconto lo scambio di opinioni apparentemente distanti come pensiero e digressioni tra il bibliofilo e l'immigrato dell'est Europa; quest'ultimo però, pur ritornando poi in Polonia, ammetterà che il modo di pensare e di agire interiorizzato vivendo all'ombra del Vesuvio lo aveva trasformato facendolo diventare sì fatalista , ma anche più sereno nell'affrontare la quotidianità Bel testo

  • User Icon

    daniel

    03/07/2012 22.23.33

    Noiosissimo. Retorico, assolutamente senza ispirazione. Lo sconsiglio vivamente. Avevo letto le solite recensioni positive sui giornali. Poi la copertina stile Einaudi inganna.

  • User Icon

    alida airaghi

    19/05/2012 19.19.03

    Nei due racconti di cui si compone questo libro dello scrittore partenopeo Ermanno Rea, Napoli entra per così dire di sbieco: non nell'intelaiatura linguistica, che è classicamente tersa, lontana da sperimentalismi e da espressioni vernacolari; nemmeno concretamente nella trama, anche se nel primo è evocata in alcuni quartieri, chiese, e nei recenti problemi legati allo smaltimento dei rifiuti, e nel secondo incombe minaccioso ma dormiente il profilo del Vesuvio su Torre del Greco. E forse neanche nel carattere dei personaggi, per quanto Rea faccia spesso riferimento al fatalismo e all'indolenza dei suoi concittadini. Sono racconti che potrebbero essere ambientati anche altrove, e si snodano pacati nella tranquilla narrazione, scevra di sorprese o soprassalti, di due incontri fuori dell'ordinario. "La comunista" del primo racconto è il fantasma di una donna, un tempo amata dallo scrittore e descritta in un suo contestato romanzo di successo ("Francesca era una disubbidiente nata, un'irregolare per scelta ideologica prima ancora che per indole") che gli appare improvvisamente una sera piovosa, e lo accompagna in un suo percorso mentale e materiale attraverso la città scoraggiata e delusa, invitandolo a una presa di coscienza più utopisticamente ottimista, nella speranza di un riscatto sociale di tutta la realtà meridionale. Il secondo racconto ci presenta un anziano professore, vedovo e ricco, " affetto da bibliomania devastante", che vive con una domestica in una splendida e trascurata villa, assediato dalle presenza di ventimila volumi preziosi. L'incontro che viene a cambiargli la vita è quello con un immigrato polacco "dalle mani d'oro". Tadeusz in breve tempo gli ristruttura la casa, e gli costruisce una grandiosa libreria, ricavandone in cambio denaro, amicizia e lezioni di italiano. Poi scompare, con il suo linguaggio troppo forbito e la sua inquietudine: il professore muore,casa e libri vanno in rovina, e il lettore rimane un po' sconcertato.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione