Concerti per Pianoforte N.1, N.2, N.3, N.4

Compositore: Franz Xaver Scharwenka
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 2
Etichetta: Chandos
Data di pubblicazione: 20 giugno 2014
  • EAN: 0095115181423
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Descrizione
Sebbene oggi il suo nome sia finito ai margini dei programmi delle sale da concerti, il compositore tedesco di origine polacca Franz Xaver Scharwenka fu uno degli esponenti più autorevoli e apprezzati del panorama musicale tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Nella sua scarsa produzione un posto di assoluto rilievo spetta ai suoi quattro concerti per pianoforte e orchestra, che la Chandos presenta in prima registrazione mondiale nella splendida interpretazione del pianista Alexander Markovich accompagnato da un ispirato Neeme Järvi alla testa di una Estonian National Symphony Orchestra in forma smagliante. Il Concerto n. 1 dedicato a Franz Liszt consentì a Scharwenka di mettersi in grande evidenza tra il pubblico dell’epoca. Concepito in origine come una fantasia per pianoforte solo, questo lavoro venne in seguito trasformato in un concerto per pianoforte e orchestra, che nei suoi contenuti – a dispetto della struttura divisa nei consueti tre movimenti – rispecchia in maniera evidente i suoi esordi di fantasia. A un primo ascolto, il Concerto n. 2 potrebbe sembrare una regressione sotto l’aspetto stilistico, riecheggiando lo stile conservatore di Brahms, ma a un esame più attento si può notare qualche elemento dai tratti inconfondibilmente polacchi, come le allusioni allo stile di Chopin e alle citazioni di danze popolari polacche nel finale. Il Concerto n. 3 in do diesis minore si apre con un tema di straripante energia che esprime le caratteristiche di questa tonalità, tuttavia la sua romanticissima scrittura lascia spesso spazio a passaggi dai toni lirici e delicati. Considerato da molti l’opera per pianoforte e orchestra di Scharwenka, il Concerto n. 4 fu accolto con grandissimo entusiasmo nel corso della sua prima esecuzione assoluta tenutasi nel 1908. Sotto il profilo stilistico, quest’opera presenta una varietà sbalorditiva, con il primo movimento che spazia senza posa da un mondo espressivo all’altro.